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Pubblicità su TikTok: i vantaggi del Social Media del momento.

È sotto gli occhi di tutti come negli ultimi anni il Social Media percentualmente più in crescita sia senza dubbio TikTok, che ad agosto è diventata l’app social più scaricata al mondo con 63 milioni di installazioni in un mese superando colossi come Instagram e Facebook.

Tik Tok è il fenomeno del momento che, conquistando letteralmente la Generazione Z, ha rivoluzionato il concetto di video content marketing: nata come applicazione per registrare, editare e condividere brevi video amatoriali, combina il formato video con la possibilità di produrre user generated content aumentando il coinvolgimento degli utenti.

È notizia di qualche giorno fa la scelta da parte di TikTok di estendere la durata massima dei video da 3 a 10 minuti, con l’intento di permettere alle persone di esprimere senza freni di alcun tipo tutto il loro potenziale creativo. L’effetto che il brand si auspica di innescare con questa decisione strategica è anche quello di migliorare la propria posizione competitiva rispetto a YouTube, rivolgendosi a un pubblico più ampio e aumentando il tempo di coinvolgimento complessivo all’interno dell’app.

Di pari passo alla crescita della piattaforma, anche la pubblicità su Tik Tok sta crescendo alla stessa velocità: ogni giorno, infatti, aumenta sempre più esponenzialmente la mole di inserzionisti che decidono di sponsorizzare i propri annunci su questo social media. Un dato che non lascia affatto sorpresi, se si considera che nella piattaforma sono attivi all’incirca 800 milioni di utenti ogni mese.

Fare pubblicità su TikTok: tutti i vantaggi.

I dati relativi al trend di TikTok parlano chiaro e diventa perciò quasi scontato che siano sempre di più le aziende che decidono di inserire delle campagne pensate appositamente per TikTok all’interno della propria strategia di Social Media Communication

Viene spontaneo chiedersi, a questo punto, se fare pubblicità su TikTok sia davvero conveniente per le aziende: purchè il brand, il prodotto o il servizio sponsorizzati siano in linea con il target che popola questa piattaforma, la risposta è decisamente sì. TikTok è un canale eccellente per fare pubblicità dal momento che non è ancora saturo e offre un miglior rapporto qualità-prezzo: sebbene i prezzi relativi agli Ads risultino superiori a quelli di altri social come Facebook e Instagram, in quanto contrariamente a questi ultimi il budget minimo spendibile su TikTok è di 20$ al giorno, l’efficacia media della pubblicità è superiore. La formula magica del suo successo risiede nell’immediatezza dei contenuti, motivo per cui uno dei vantaggi più importanti insito nel comunicare su questo canale è costituito dalla maggiore facilità di generare engagement nel target rispetto ai Social Media tradizionali.

Un altro dato interessante, infine, riguarda l’età media della “popolazione” che abita questa piattaforma: sebbene la maggioranza abbia meno di 30 anni, l’età media si sta alzando e questo significa che in prospettiva questo canale potrà essere utilizzato per proporre sponsorizzazioni dirette ad ogni fascia di età.

TikTok Ads: i diversi formati per fare pubblicità su TikTok.

Dopo aver chiarito i vantaggi che dovrebbero spingere le aziende a prendere in considerazione l’idea di fare pubblicità su TikTok per integrare la propria strategia di Social Media Communication, è arrivato il momento di passare in rassegna i diversi formati pubblicitari offerti dalla piattaforma. 

Il primo formato da menzionare riguarda i cosiddetti “in-feed native video”, brevi video che vengono visualizzati nella sezione “Per Te” dell’app e che consentono di inserire un link per condurre l’utente in una landing page esterna. Nella sezione “Per Te” gli utenti trovano una selezione di video coerenti con i propri interessi, proposti da un “motore di suggerimento” che individua i contenuti che hanno maggior probabilità di rientrare tra gli interessi di ciascun utente.

Il secondo formato attraverso cui è possibile veicolare una sponsorizzazione è il “Brand takeover”: consistente in un annuncio pubblicitario inserito nel flusso di video di TikTok, con possibilità di inserire un link connesso a una landing page esterna, questo formato pubblicitario ha la peculiarità di essere concesso ad un solo brand al giorno. 

Una novità in termini di formati è costituita poi dalle “challenge”, delle vere e proprie sfide che le aziende possono lanciare e monitorare attraverso uno specifico hashtag: questo formato si dimostra molto coinvolgente, invogliando gli utenti a generare contenuti con l’effetto positivo per l’azienda di generare Brand Awareness. 

Infine, così come avviene anche su Instagram, vi è la possibilità di realizzare “maschere personalizzate” che gli utenti possono utilizzare nella produzione dei propri contenuti.Sei venuto a conoscenza delle straordinarie possibilità offerte dal Social Media del momento e stai pensando di affidarti a un’agenzia per sponsorizzare la tua azienda e i tuoi prodotti o servizi su TikTok? Sei nel posto giusto: visita il nostro sito e contattaci!

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Content Marketing

Di che cosa si occupa un’agenzia di Article Marketing Italia?

Facci indovinare: hai appena creato il tuo sito web ma non stai vedendo ancora risultati. Non ricevi visite e nessuno conosce l’esistenza del tuo business. Se stai cercando una soluzione a questo problema e una risposta alle tue domande di Marketing, sei nel posto giusto. Hai mai sentito parlare di Article Marketing? E di Content Marketing? In Italia se ne parla ancora (troppo) poco ma all’estero tutti sono a conoscenza delle loro enormi potenzialità.

Se vuoi approfondire l’argomento ti consigliamo due articoli in cui spieghiamo in modo chiaro di che cosa si tratta:

Che cos’è l’Article Marketing?

Con Article Marketing s’intende quella specifica branca del Web Marketing che rientra all’interno del Content Marketing. Nella pratica s’intende la creazione di articoli redazionali all’interno della pagina Blog o News del proprio sito finalizzati alla creazione e alla gestione della propria Web Reputation e alla generazione di traffico verso il proprio sito.

Come probabilmente saprai, è fondamentale per il tuo sito risultare tra i primi risultati di ricerca di Google e per farlo esistono due modi: pagando o in modo organico. Ecco, l’Article Marketing si concentra e si interessa di questa seconda metodologia. Chi lavora in questo ambito ha il compito di scrivere e ottimizzare gli articoli riguardanti la propria azienda (o il proprio business) in ottica SEO: Search Engine Optimization. Utilizzando keyword specifiche è infatti possibile incontrare le richieste degli utenti di Google, ai quali esso proporrà i suddetti articoli.

Allo stesso modo, l’Article Marketing è un modo molto efficace per coinvolgere i tuoi attuali clienti. Informandoli sullo sviluppo della tua azienda o sull’offerta dei tuoi prodotti e raccontandogli curiosità e aneddoti sarai in grado di creare in loro un senso di appartenenza che andrà ad influire in modo positivo sulla fedeltà al vostro brand.

Di che cosa si occupano le agenzie di marketing che offrono servizi di Article Marketing Italia?

Infine, oltre ad aumentare il traffico verso il tuo sito posizionandolo tra i primi risultati della SERP di Google, oltre a migliorare la Web Reputation del tuo brand e di conseguenza l’autorità del tuo sito rispetto ai concorrenti, l’Article Marketing è in definitiva lo strumento migliore per tutte le aziende che avrebbero necessità di investire in pubblicità digitale ma non hanno il budget adeguato a farlo.

Proprio per questo motivo le agenzie di marketing come noi di Very Content offrono i loro servizi di Content Marketing e Article Marketing delineando una strategia a lungo termine con l’obiettivo finale di aumentare le vendite dei loro clienti. Perciò cosa aspetti? Raccontaci chi sei, la Mission e la Vision del tuo brand e noi ci occuperemo del resto.

Affidati a Very Content!

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Content Marketing

Come eliminare i risultati di ricerca da Google per la tua reputazione online

Ti è mai capitato di ricercare il tuo nome su Google e scoprire dei risultati che ledono la tua immagine?

Quando conosciamo una persona per la prima volta c’è il 92% di possibilità che questa provi a digitare il nostro nome su Google per cercare più informazioni su di noi. 

Le informazioni riportate dai motori di ricerca su di noi dipendono dalla nostra reputazione online, ovvero dalla percezione circa la nostra immagine personale e professionale.

In altre parole, essa definisce la nostra identità digitale che altro non è che il risultato di come gli altri ci vedono in base alle informazioni che trovano online e di come interpretano i nostri atteggiamenti. È facile capire, di conseguenza, quanto diventi indispensabile perseguire una corretta visibilità della propria immagine personale su internet attraverso il controllo dei motori di ricerca. 

Il problema più grande relativo alla reputazione online consiste nella difficoltà di manipolazione dei contenuti: un individuo non può controllare le informazioni e i dati personali diffusi su internet, dal momento che per farlo sarebbe necessaria la proprietà dei siti web e degli strumenti che memorizzano le informazioni in questione. 

Non esistendo un software specifico per cancellare il proprio nome da Google, è fondamentale intervenire subito a difesa della propria reputazione online attraverso società specializzate nella realizzazione e divulgazione di notizie si potranno evitare eventuali ripercussioni sulla propria attività lavorativa.

GDPR e Diritto all’Oblio: eliminare i risultati di ricerca da Google per difendere la tua reputazione online.

L’estrema facilità con cui le persone riescono a reperire informazioni online diventa un rischio estremamente pericoloso nell’eventualità in cui tali informazioni siano negative, soprattutto nel caso in cui riguardino situazioni passate che non sussistano più nel presente.

Per fortuna però anche in questo caso nulla è perduto in quanto ciascun individuo ha la facoltà di esercitare il suo diritto all’Oblio, come definito dal General Data Protection Regulation entrato in vigore nel 2014: esso consiste nel diritto di ogni cittadino a richiedere la cancellazione dei suoi dati personali da Google e dagli altri motori di ricerca, che hanno messo a disposizione un apposito link per inoltrare la richiesta.

Ma come va presentata questa richiesta?

Oltre a munirsi di un regolare documento d’identità necessario per il riconoscimento, l’interessato deve valutare che sussistano le condizioni necessarie: è possibile richiedere di eliminare i risultati di ricerca da Google solo nel caso in cui le relative informazioni non siano di utilità pubblica oppure nel caso in cui siano stati pubblicati dei dati personali da terzi senza alcun consenso da parte dell’interessato (come nel caso del furto di dati personali). 

Se sussiste almeno una di queste condizioni, è possibile presentare la domanda: l’interessato dovrà però prima di tutto individuare tutte le URL contenenti informazioni che si desidera eliminare dai motori di ricerca (ogni risultato corrisponde a un’URL da rimuovere) e allegare tutte le argomentazioni a sostegno della sua pratica. 

È poi consigliabile rivolgersi a un professionista, come un’agenzia digital, per eliminare i risultati attraverso una strategia di Content Creation per far pubblicare nuovo materiale posizionato fra le prime informazioni nella SERP di Google. Very Content propone una strategia di creazione dei contenuti on site (article marketing) e off site (guest posting)

Come eliminare i risultati di ricerca da Google per difendere la reputazione online.

La richiesta di esercitare il diritto alla cancellazione dei propri dati personali coincide spesso nella richiesta specifica di eliminare dei risultati di ricerca da Google, consentendo di deindicizzare alcuni risultati che riportano il proprio nome. Nonostante la richiesta da inoltrare sia la medesima per qualsiasi tipologia di contenuto, vi può essere una differenza in termini di procedura di cancellazione a seconda del contenuto.

Per cancellare i risultati di ricerca da Google, oltre a inoltrare una richiesta di cancellazione al proprietario del sito web che l’ha diffusa, l’unica soluzione possibile è quella di “coprire” i contenuti negativi per mezzo della creazione di contenuti nuovi positivi: contenuti positivi che devono necessariamente essere indicizzati per la stessa keyword di quelli negativi, in modo tale che quando verranno posizionati nella SERP di Google produrranno l’effetto di far “scivolare” i vecchi contenuti nelle posizioni più arretrate. 

Il processo di content creation, indicizzazione dei contenuti e posizionamento SEO è estremamente delicato e, vista l’importanza della posta in palio, è opportuno appoggiarsi all’esperienza e alla professionalità di una digital agency.

Se hai trovato delle informazioni in rete che danneggiano la tua reputazione online e vuoi affidarti a un professionista per delineare una strategia di creazione di contenuti positivi per ristabilire la tua immagine e quella del tuo business, contattaci.

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Pubblicità su Spotify: una straordinaria opportunità per il tuo business.

In un’epoca come quella odierna, segnata sempre più profondamente da un processo di digitalizzazione che non sembra intenzionato ad arrestarsi, il confine tra reale e virtuale si fa sempre più flebile. Tutti, quasi nessuno escluso, viviamo la nostra vita “reale” parallelamente alla nostra vita “sociale” in rete, due binari apparentemente separati che invece stanno finendo con l’intrecciarsi sempre di più. Lungo questi binari si sono fatti strada negli ultimi anni numerosi Social Media, coinvolgendo masse di individui sempre più numerose grazie all’invenzione di stimoli sempre nuovi per mantenere elevato il livello di engagement degli utenti. 

In questo contesto, proprio grazie alla loro facilità nel generare engagement e alla mole di utenza registrata, i Social Media sono diventati ben presto il palcoscenico in cui le aziende hanno iniziato a recitare le loro storie sotto forma di annunci pubblicitari. Chiunque abbia un’azienda, oggi, sa di non poter prescindere dalle attività di Social Media Advertising: un Social Media in particolare, però, appare estremamente sottovalutato durante la scelta del Channel Mix

Stiamo parlando di Spotify

Sebbene infatti la maggior parte delle aziende non consideri nemmeno di investire parte del proprio budget di marketing in Spotify Ads, va tenuto in considerazione che questa piattaforma è diventata rapidamente e largamente la preferita dagli utenti per ascoltare musica in streaming.

A ciò va aggiunto anche il recente trend, sempre più in crescita, relativo ai podcast: con i suoi oltre 300 milioni di utenti mensili, è facile comprendere come Spotify nasconda un potenziale inimmaginabile in termini di audience raggiungibile.

Ad Studio: la piattaforma per fare pubblicità su Spotify

Ad Studio è la piattaforma pubblicitaria di Spotify che consente alle aziende di creare e di condividere facilmente i propri annunci raggiungendo milioni di spettatori in tutto il mondo, nonché di gestire autonomamente e intuitivamente le proprie campagne. 

I formati pubblicitari offerti da Spotify sono pensati per coinvolgere gli utenti, non per interrompere i loro momenti di svago, e i messaggi promozionali audio vengono mostrati agli utenti statisticamente più predisposti ad ascoltarli positivamente in funzione dei parametri impostati durante la fase di definizione della strategia. Un’azienda che voglia fare pubblicità su Spotify potrà scegliere, in base alla sua linea strategica, di veicolare i propri messaggi attraverso Audio Ads, annunci audio trasmessi tra l’ascolto di un brano e l’altro per evitare distrazioni e concentrare l’attenzione dell’utente, ma anche per mezzo di annunci video, trasmessi invece durante le sessioni di ascolto mentre l’utente sfoglia attivamente il catalogo. Gli annunci video si dividono in video orizzontali, adatti sia al formato mobile che a quello desktop, e video verticali, concettualmente molto simili alle stories di Instagram e fatti su misura per essere fruiti tramite interfaccia mobile.

A questi due formati si aggiungono poi gli annunci trasmessi durante i podcast, che favoriscono un engagement estremamente elevato, e i formati personalizzati.

Spotify mette a disposizione per gli inserzionisti anche una suite di strumenti per creare annunci su misura per gli utenti, permettendo ai brand di offrire esperienze customizzate agli ascoltatori e di rafforzare il legame con la propria audience, ottenendo come naturale conseguenza dei risultati migliori.

Ad Studio: come fare pubblicità su Spotify

Il primo passo che bisogna considerare se si è intenzionati a fare pubblicità su Spotify, come in qualsiasi altro canale digitale o fisico, è la definizione degli obiettivi: attualmente, le campagne pubblicitarie di Spotify possono essere ottimizzate per la promozione di artisti, per la promozione di concerti e merchandising oppure per la promozione di brand e prodotti specifici.

Individuato il proprio obiettivo, arriva il momento in cui bisogna scegliere il formato più adatto al proprio annuncio tra quello audio e quelli video per poi arrivare alla selezione del periodo temporale in cui veicolare la campagna.

A questo punto non resta che impostare il budget desiderato e circoscrivere la zona geografica di proprio interesse, entro cui mostrare il proprio messaggio agli utenti. Infine, cruciale è la tergetizzazione degli utenti dal punto di vista demografico e in funzione dei loro interessi, dei loro generi musicali preferiti nonché dei cosiddetti real-time contexts. Questi ultimi rappresentano lo spunto più interessante, in quanto permettono agli inserzionisti di intercettare l’utente mentre sta compiendo una determinata azione: utilizzando le playlist e catalogando alcune tipologie di generi musicali, Spotify riesce ad individuare le specifiche attività che stanno svolgendo gli utenti consentendo di mostrare Ads targetizzate alle loro attività real time. 

Se hai scoperto le enormi potenzialità di questa piattaforma per far crescere il tuo business e stai pensando di affidarti a un professionista per fare pubblicità su Spotify, visita il nostro sito e contattaci.

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Campagne Google Local: perchè sono importanti per il tuo business?

Chiunque possieda un’attività basata su uno o più negozi fisici sa quanto sia importante escogitare strategie sempre nuove e accattivanti per allargare la propria clientela abituale, facendosi conoscere e apprezzare anche dai prospect. Nel caso di un’attività fisicamente geolocalizzata, i clienti abituali sono spesso individui che vivono nelle vicinanze o che conoscono il brand e considerano la sua offerta migliore rispetto a quella di eventuali competitor anche più comodi da raggiungere. 

Per ampliare la customer base di un negozio fisico è fondamentale quindi riuscire ad allargare i propri confini, riuscendo a far percepire i punti distintivi e vantaggiosi della propria value proposition anche ai clienti geograficamente più lontani. 

 

Campagne Google Local: cosa sono?

È altrettanto importante, però, saper sfruttare le occasioni che possono manifestarsi quando un cliente si trova nelle vicinanze e sta cercando proprio il tuo prodotto o servizio: per rientrare tra le alternative che prenderà in considerazione nel suo processo decisionale, è fondamentale essere presenti nei canali in cui deciderà di effettuare la sua ricerca. E dove potrebbe decidere di cercare ciò di cui ha bisogno se non sul motore di ricerca più utilizzato al mondo? Un grande supporto in questo senso arriva proprio da Google, che offre agli imprenditori la possibilità di realizzare le cosiddette “campagne locali”.

Le campagne Google Local sono campagne pubblicitarie pay per click con la funzione di promuovere un punto vendita sulla rete di ricerca di Google e su Google Maps, oltre a YouTube e alla rete display, e con l’obiettivo di incrementare le vendite in negozio

 

Come funzionano le campagne Google Local?

Per impostare una campagna Google Local bisogna innanzitutto fornire a Google le informazioni relative alla sede dei punti vendita da promuovere, collegando per esempio il profilo della propria attività. È sufficiente poi impostare il budgetdesiderato per la campagna, scegliere i contenuti creativi per creare l’annuncio e selezionare il raggio geografico entro cui si vuole mostrarlo. Per quanto riguarda i contenuti creativi, fondamentale è la realizzazione di un video da collegare alla campagna in modo da ottimizzare la comunicazione attraverso YouTube e la Rete Display.

Nel momento in cui un potenziale cliente effettua una ricerca relativa alla tua categoria merceologia nella zona geografica che Google Maps riconosce come area della tua sede, il machine learning di Google associa la sua ricerca alla tua attività mostrando l’annuncio pertinente. Perciò chiunque si trovi vicino alla tua sede o abbia manifestato interesse per la stessa, potrebbe vedere il tuo annuncio. 

Riportiamo di seguito un esempio di campagna Google Local realizzata appositamente per un nostro cliente:

 

Campagne Google Local

 

Possiamo osservare come la campagna abbia generato complessivamente 320.151 impression, 1365 clic e 255 conversioni: 238 consistono nella visualizzazione delle indicazioni stradali su Google Maps e 17 sono invece i clic al link correlato al numero di telefono.

 

Le campagne Google Local sono dunque delle campagne pensate per aiutare imprenditori e negozianti a fornire ai prospect le informazioni per aiutarli trovare i propri negozi, promuovendoli sulle proprietà e sulle reti di Google. Una novità che segna un’epoca, rompendo definitivamente il confine tra mondo online e offline: grazie a Google Local è infatti possibile pubblicizzare online un punto vendita con l’obiettivo di massimizzare il valore in negozio, innescando delle azioni offline come, per esempio, la visita al punto vendita da parte dell’utente che ha visualizzato l’annuncio. 

 

Se sei il proprietario di un’attività basata su uno o più punti vendita fisici e sei interessato a sponsorizzarla online per aumentare le visite e le vendite in negozio, affidati a un professionista per gestire la tua digital strategy: visita il nostro sito e contattaci!

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Cos’è e come si costruisce un piano editoriale efficace per i Social Media?

Pubblicare contenuti sui Social, si sa, è una pratica ormai comunemente diffusa nella società attuale. Spesso però, a causa della familiarità che abbiamo con i Social Media e dell’utilizzo quotidiano, si pensa erroneamente che non servano particolari competenze e accorgimenti per comunicare la propria azienda attraverso questi canali. La realtà è però distante da questa teoria.

Un post pubblicato sui Social, infatti, non è mai da intendere come un’azione individuale e circostanziale ma va concepito come parte di un piano strategico più ampio in cui ogni elemento deve essere coerente con gli altri e dirigersi verso un unico obiettivo di comunicazione.

Un piano strategico più ampio che prende il nome di piano editoriale social. Un piano editoriale social può essere definito come un documento strategico e operativo che consente di definire e organizzare tutti i contenuti che andranno pubblicati all’interno della propria strategia di Social Media Marketing: lo scopo è quello di costruire un filo conduttore tra tutti i post, l’identità del brand e i suoi obiettivi di comunicazione (che devono essere a loro volta coerenti con gli obiettivi di business e quelli di marketing). È uno strumento indispensabile per razionalizzare e tenere sotto controllo una grande mole di informazioni, ancor di più nel caso in cui a gestire la comunicazione siano più persone.

Piano editoriale per i Social Media: come si struttura?

Innanzitutto, prima di procedere alla creazione di un piano editoriale social, è necessario avere ben chiaro la Brand Identity dell’azienda che si rappresenta e il suo settore di riferimento: è quindi importante avere piena consapevolezza circa l’azienda per cui si comunica, i suoi valori, la sua storia, gli elementi distintivi della sua value proposition e il suo posizionamento sul mercato rispetto ai competitor. Questi ultimi costituiscono un punto fondamentale nella definizione della propria strategia: chi sono, cosa fanno e come operano sui social media? Utilizzare i competitor come benchmark, ovvero come termine di paragone, non significa assolutamente “copiarli” bensì “monitorarli”. In questo modo è possibile trovare eventuali spunti utili e soprattutto approfondire la comprensione del proprio target, al fine di individuare il giusto punto di leva per la propria comunicazione e differenziarsi.
competitivo e il target, ponendo l’attenzione sugli interessi, le abitudini e i touchpoints(letteralmente “punti d’incontro”) in cui gli individui che ne fanno parte interagiscono con il brand, si può procedere alla definizione dell’obiettivo di comunicazione: generazione di lead, aumento della Brand Awareness o della Brand Reputation, massimizzazione delle conversioni e generazione di traffico al sito web sono alcuni tra gli esempi più comuni.

Definito l’obiettivo, bisogna scegliere i canali social da presidiare in base ai trend in atto ma soprattutto in base ai canali in cui è maggiormente presente il target di riferimento. In questa valutazione, si deve tenere presente che ogni Social Media ha delle specificità formali (immagini, spazio per link o testi, predisposizione a formati audio e video) e delle specifiche modalità di fruizione: conoscere queste peculiarità consente di scegliere la piattaforma giusta e di creare contenuti coerenti con i suoi format oltre che con ciò che gli utenti cercano al suo interno.

Infine, è fondamentale misurarsi con le risorse che si hanno effettivamente a disposizione: i contenuti per la propria strategia di comunicazione social vanno progettati coerentemente con le risorse impiegabili per la sua realizzazione.

Piano editoriale per i Social Media: argomenti e linee narrative. 

Una volta che è stata definita la struttura del piano editoriale social, è il momento di scegliere gli argomenti da trattare per creare engagement (coinvolgimento) nel target: si può scegliere di parlare dei prodotti che compongono la propria offerta commerciale, dei valori che rendono unico il brand o ricorrere a eventuali ricorrenze offerte dal calendario (come le festività, ad esempio) per stimolare l’identificazione nel brand da parte del target. L’identificazione è un punto chiave della strategia di comunicazione perché avvicina il consumatore all’azienda, abbattendo le sue barriere e spianando la strada alla sua fidelizzazione: altre modalità efficaci consistono nel ricorrere ai cosiddetti “mondi condivisi”, facendo leva su interessi e modi di essere che brand e audience condividono, e monitorare gli insight dei post per avere una misura dei diversi livelli di gradimento che suscitano.

Scelti gli argomenti di cui parlare, rimangono da definire solo altri due elementi: visual e copy.

Il visual è il contenuto multimediale scelto (solitamente immagine o video) mentre per copy si intende la parte testuale del post, che a seconda del Social Media scelto varia per lunghezza e tone of voice (stile comunicativo).

Se hai un’azienda e stai pensando di affidare a un professionista strategia e gestione della tua comunicazione social, visita il nostro sito e contattaci!

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