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Analytics Instagram, quali sono le metriche per monitorare follower nelle Stories

Ormai chiunque ne è a conoscenza e tutti nella nostra vita ne abbiamo fatta almeno una. Le Instagram Stories sono la nuova forma di comunicazione introdotta da Instagram e ogni giorno vengono utilizzate da più di 500 milioni di persone. Si tratta di un mezzo diretto, schietto e leggero che ognuno di noi può utilizzare per parlare ai propri follower. Questo strumento, però, non viene utilizzato solo dai singoli individui. Da qualche anno a questa parte tutte le aziende che si possono definire al passo con i tempi hanno implementato le Stories all’interno della loro strategia di comunicazione online. Scopri tutti i vantaggi delle Instagram Stories e dei relativi Insight e Analytics.

Di seguito parleremo di:

Analytics Instagram Stories, i vantaggi per le aziende

Le Stories, a differenza dei post normali, permettono all’azienda di semplificare il rapporto con i suoi followers: attraverso l’utilizzo di video e messaggi di testo brevi potrà infatti generare un sentimento di vicinanza e di empatia con l’utente. Questo a sua volta lo porta ad essere molto più fidelizzato nei confronti del brand, che non viene più visto come un’entità al di sopra dei clienti ma alla stregua di un amico qualsiasi di cui si è interessati a vedere i contenuti.

I principali vantaggi che un’azienda può trarre dall’implementazione di una strategia social incentrata sulle Instagram Stories sono:

  1. Aumento del traffico verso il proprio sito web;
  2. Creare Engagement;
  3. Migliorare la Brand Awareness;
  4. Aumentare le vendite

Supponiamo che la tua azienda si occupi di abbigliamento giovanile. All’interno delle Stories, oltre a inserire link diretti che portano i followers direttamente al tuo Shop e offerte speciali per incrementare le vendite, potrai anche dare consigli su outfit e ultime tendenze. In questo modo attirerai indubbiamente l’attenzione i tuoi followers e susciterai in loro un interesse positivo che farà sicuramente migliorare la loro percezione nei tuoi confronti.

Come monitorare i risultati ottenuti dalle Instagram Stories

Per capire se la tua comunicazione sta effettivamente portando dei buoni risultati è indispensabile monitorare follower instagram tramite gli Analytics Instagram Stories. Si tratta di una serie di metriche che fanno da cartina tornasole della tua strategia comunicativa online. Innanzitutto, è bene sapere dove si possono trovare questi indici, definiti Insight.

Ecco i passaggi:

  • Accedi al tuo account;
  • Clicca sull’icona in alto con il simbolo del diagramma per aprire gli analytics del tuo profilo;
  • Tocca la voce ‘Contenuti’ e quindi seleziona ‘Storie’ per aprire gli analytics relativi;
  • Clicca ora su ‘Mostra tutto’ e seleziona la metrica che vuoi controllare.

Analytics Instagram Stories, quali Insight monitorare

Le principali metriche (diverse dalle metriche Instagram Ads) da tenere d’occhio all’interno degli Analytics Instagram Stories sono 7:

  1. Impression, è la metrica più importante e riguarda le visualizzazioni totali ottenute dalla tua Story: allo stesso tempo però non è tra le metriche più precise in quanto non dice quante sono effettivamente le persone raggiunte dal contenuto;
  2. Copertura, un dato che completa le Impression e infatti indica il numero di utenti unici che hanno visto la Story;
  3. Uscite, è il dato che fa riferimento al numero di persone che hanno interrotto la visualizzazione della tua Story prima della sua fine: questo dato è fondamentale per capire la qualità e il gradimento della tua comunicazione;
  4. Completion Rate, al contrario della metrica precedente questa indica il numero di utenti che hanno visto la Storia fino alla fine. Non è un dato che Instagram propone di default ma è molto facile calcolarlo con la formula Uscite / (Impression x 100);
  5. Indietro, ovvero quanti utenti hanno cliccato sulla parte sinistra dello schermo per rivedere subito la Storia e in caso fossero tanti indicherebbe una Story di ottima quailtà o che genera particolare interesse;
  6. Avanti, al contrario della metrica precedente si tratti del numero di utenti che hanno cliccato sulla parte destra dello schermo per skippare la tua Story;
  7. Risposte, metrica fondamentale per misurare l’engagement. Più ci sono state risposte alla storia più l’engagement è alto e di conseguenza la tua comunicazione ha centrato il bersaglio.

Se anche dopo queste indicazioni gli Analytics Instagram Stories restano un tabù o se semplicemente non hai abbastanza tempo da dedicare alla tua strategia di comunicazione online non disperare: ci siamo qui noi di Very Content!

Contattaci per un veloce Briefing in cui ci racconti la tua storia e quella della tua azienda così da capire qual è la strategia migliore per il tuo brand.

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Content Marketing social media

Cos’è e come si costruisce un piano editoriale efficace per i Social Media?

Pubblicare contenuti sui Social, si sa, è una pratica ormai comunemente diffusa nella società attuale. Spesso però, a causa della familiarità che abbiamo con i Social Media e dell’utilizzo quotidiano, si pensa erroneamente che non servano particolari competenze e accorgimenti per comunicare la propria azienda attraverso questi canali. La realtà è però distante da questa teoria.

Un post pubblicato sui Social, infatti, non è mai da intendere come un’azione individuale e circostanziale ma va concepito come parte di un piano strategico più ampio in cui ogni elemento deve essere coerente con gli altri e dirigersi verso un unico obiettivo di comunicazione.

Un piano strategico più ampio che prende il nome di piano editoriale social. Un piano editoriale social può essere definito come un documento strategico e operativo che consente di definire e organizzare tutti i contenuti che andranno pubblicati all’interno della propria strategia di Social Media Marketing: lo scopo è quello di costruire un filo conduttore tra tutti i post, l’identità del brand e i suoi obiettivi di comunicazione (che devono essere a loro volta coerenti con gli obiettivi di business e quelli di marketing). È uno strumento indispensabile per razionalizzare e tenere sotto controllo una grande mole di informazioni, ancor di più nel caso in cui a gestire la comunicazione siano più persone.

Piano editoriale per i Social Media: come si struttura?

Innanzitutto, prima di procedere alla creazione di un piano editoriale social, è necessario avere ben chiaro la Brand Identity dell’azienda che si rappresenta e il suo settore di riferimento: è quindi importante avere piena consapevolezza circa l’azienda per cui si comunica, i suoi valori, la sua storia, gli elementi distintivi della sua value proposition e il suo posizionamento sul mercato rispetto ai competitor. Questi ultimi costituiscono un punto fondamentale nella definizione della propria strategia: chi sono, cosa fanno e come operano sui social media? Utilizzare i competitor come benchmark, ovvero come termine di paragone, non significa assolutamente “copiarli” bensì “monitorarli”. In questo modo è possibile trovare eventuali spunti utili e soprattutto approfondire la comprensione del proprio target, al fine di individuare il giusto punto di leva per la propria comunicazione e differenziarsi.
competitivo e il target, ponendo l’attenzione sugli interessi, le abitudini e i touchpoints(letteralmente “punti d’incontro”) in cui gli individui che ne fanno parte interagiscono con il brand, si può procedere alla definizione dell’obiettivo di comunicazione: generazione di lead, aumento della Brand Awareness o della Brand Reputation, massimizzazione delle conversioni e generazione di traffico al sito web sono alcuni tra gli esempi più comuni.

Definito l’obiettivo, bisogna scegliere i canali social da presidiare in base ai trend in atto ma soprattutto in base ai canali in cui è maggiormente presente il target di riferimento. In questa valutazione, si deve tenere presente che ogni Social Media ha delle specificità formali (immagini, spazio per link o testi, predisposizione a formati audio e video) e delle specifiche modalità di fruizione: conoscere queste peculiarità consente di scegliere la piattaforma giusta e di creare contenuti coerenti con i suoi format oltre che con ciò che gli utenti cercano al suo interno.

Infine, è fondamentale misurarsi con le risorse che si hanno effettivamente a disposizione: i contenuti per la propria strategia di comunicazione social vanno progettati coerentemente con le risorse impiegabili per la sua realizzazione.

Piano editoriale per i Social Media: argomenti e linee narrative. 

Una volta che è stata definita la struttura del piano editoriale social, è il momento di scegliere gli argomenti da trattare per creare engagement (coinvolgimento) nel target: si può scegliere di parlare dei prodotti che compongono la propria offerta commerciale, dei valori che rendono unico il brand o ricorrere a eventuali ricorrenze offerte dal calendario (come le festività, ad esempio) per stimolare l’identificazione nel brand da parte del target. L’identificazione è un punto chiave della strategia di comunicazione perché avvicina il consumatore all’azienda, abbattendo le sue barriere e spianando la strada alla sua fidelizzazione: altre modalità efficaci consistono nel ricorrere ai cosiddetti “mondi condivisi”, facendo leva su interessi e modi di essere che brand e audience condividono, e monitorare gli insight dei post per avere una misura dei diversi livelli di gradimento che suscitano.

Scelti gli argomenti di cui parlare, rimangono da definire solo altri due elementi: visual e copy.

Il visual è il contenuto multimediale scelto (solitamente immagine o video) mentre per copy si intende la parte testuale del post, che a seconda del Social Media scelto varia per lunghezza e tone of voice (stile comunicativo).

Se hai un’azienda e stai pensando di affidare a un professionista strategia e gestione della tua comunicazione social, visita il nostro sito e contattaci!

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