PageRank: cos’è, come funziona e come migliorarlo nel 2026

PageRank: cos’è, come funziona e come migliorarlo nel 2026

SEO
Redazione Very Content
Scritto daRedazione Very Content
Pubblicato28 Luglio 2020
Ultima modifica28 Giugno 2026
10 min di lettura
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In sintesi

Il PageRank è l’algoritmo sviluppato da Larry Page e Sergey Brin che valuta l’autorità di una pagina web in base alla quantità e qualità dei link che riceve da altre pagine. Nel 2026 Google non mostra più il punteggio PageRank pubblicamente, ma il principio alla base — i link come “voti” di fiducia — resta uno dei pilastri dell’algoritmo di ranking.

In questa guida trovi come funziona il PageRank, perché è ancora rilevante, come misurare l’autorità delle tue pagine con le metriche sostitutive e le 6 strategie più efficaci per migliorarlo.

Il PageRank è stato il primo grande fattore di differenziazione di Google rispetto ai motori di ricerca concorrenti. L’idea era rivoluzionaria: anziché valutare una pagina solo per il suo contenuto, Google la valutava anche in base a quante altre pagine autorevoli la linkavano. Più link di qualità ricevevi, più il motore di ricerca ti considerava affidabile. Vent’anni dopo, il principio è lo stesso — anche se le metriche e gli strumenti per misurarlo sono cambiati radicalmente.

Cos’è il PageRank e come funziona

Il PageRank è un algoritmo che assegna un punteggio numerico a ogni pagina web in base ai link in entrata (backlink) che riceve. Il concetto è semplice: ogni link è un “voto” di fiducia. Ma non tutti i voti hanno lo stesso peso — un link da una pagina con alto PageRank vale molto più di un link da una pagina con basso PageRank.

La formula originale

La formula originale del PageRank, pubblicata nel paper di Brin e Page del 1998, funziona così: il PageRank di una pagina è determinato dalla somma del PageRank di tutte le pagine che la linkano, diviso per il numero di link in uscita di ciascuna di quelle pagine. A questo si aggiunge un fattore di smorzamento (damping factor, tipicamente 0,85) che simula la probabilità che un utente smetta di navigare e ricominci da una pagina casuale.

In pratica: una pagina con pochi link da siti autorevoli avrà un PageRank più alto di una pagina con molti link da siti irrilevanti. La qualità batte sempre la quantità.

Come Google distribuisce il PageRank

Il PageRank si distribuisce lungo i link: quando una pagina linka un’altra, le trasferisce una parte del proprio PageRank. Questo significa che anche i link interni del tuo sito influiscono sulla distribuzione del PageRank tra le tue stesse pagine. Una struttura di navigazione ben progettata, con link interni strategici verso le pagine più importanti, concentra l’autorità dove serve di più.

Il PageRank nel 2026: è ancora rilevante?

Google ha smesso di aggiornare il PageRank pubblico nella Toolbar nel 2016 e ha ufficialmente rimosso la metrica dall’API nel 2016. Questo ha portato molti a pensare che il PageRank fosse morto. Non è così: Google ha confermato più volte che il PageRank è ancora uno dei centinaia di segnali utilizzati dall’algoritmo di ranking, anche se non è più visibile pubblicamente.

📊 PageRank — fatti chiave
1998
Anno di creazione
Brevettato da Larry Page alla Stanford University. Il nome è un gioco di parole: “page” come pagina web e come cognome dell’inventore.
0-10
Scala originale
Il PageRank pubblico andava da 0 a 10 su scala logaritmica. Un sito PR6 aveva ~10× l’autorità di un PR5.
200+
Fattori di ranking
Il PageRank è uno dei 200+ segnali. Oggi i link contano ancora, ma insieme a contenuto, UX, Core Web Vitals e molti altri.
2016
Fine del PR pubblico
Google ha rimosso il PageRank dalla Toolbar, ma internamente continua a calcolarlo e utilizzarlo nei propri algoritmi.

Il principio fondamentale — i link come segnale di autorità — non è cambiato. Quello che è cambiato è la sofisticazione con cui Google valuta i link: oggi considera il contesto tematico, la posizione del link nella pagina, il testo di ancoraggio, la freschezza del link e decine di altri fattori che il PageRank originale non prevedeva.

Come verificare l’autorità di una pagina

Poiché il PageRank non è più pubblico, il settore SEO ha sviluppato metriche alternative per stimare l’autorità di una pagina. Nessuna di queste è il PageRank reale, ma tutte si basano sullo stesso principio: analizzare il profilo di backlink per calcolare un punteggio di autorità.

MetricaToolScalaCosa misura
Domain Authority (DA)Moz0-100 (logaritmica)Probabilità che un dominio si posizioni nelle SERP, basata su profilo link complessivo
Domain Rating (DR)Ahrefs0-100 (logaritmica)Forza del profilo backlink di un dominio rispetto a tutti i domini nel database
Authority Score (AS)SEMrush0-100Combinazione di link, traffico organico e naturalezza del profilo link
Citation Flow (CF)Majestic0-100Quantità di link che puntano a un URL — misura il volume, non la qualità
Trust Flow (TF)Majestic0-100Qualità dei link in entrata basata sulla vicinanza a siti “trust seed” verificati
Zoom Authority (ZA)SEOZoom0-100Autorità del dominio nel mercato italiano, con focus su keyword e traffico organico

La regola pratica: non ossessionarti con un singolo punteggio. Usa queste metriche per confrontare il tuo sito con i competitor diretti e per valutare la qualità dei potenziali siti da cui ottenere backlink. Un’attività strutturata di link building SEO parte proprio dall’analisi di queste metriche per identificare i domini più strategici su cui investire.

6 strategie per migliorare il PageRank

Migliorare il PageRank significa, in pratica, aumentare la quantità e la qualità dei link che puntano al tuo sito. Ecco le 6 strategie più efficaci, ordinate per impatto a lungo termine.

1
Crea contenuti che attraggono link naturali
Studi originali con dati proprietari, guide definitive su un argomento, infografiche, tool gratuiti: questi sono i contenuti che altri siti linkano spontaneamente. Un articolo generico non riceverà mai link naturali — un report con dati inediti sì. Concentra il 20% della produzione editoriale su contenuti “link magnet” ad alto valore.
2
Costruisci backlink con la link building strategica
Guest posting su siti autorevoli del tuo settore, digital PR per ottenere menzioni su testate giornalistiche, collaborazioni con partner e fornitori: ogni backlink deve provenire da un sito tematicamente rilevante e con buona autorità. Evita schemi di link, PBN e link a pagamento — Google li identifica e penalizza.
3
Ottimizza la struttura dei link interni
I link interni distribuiscono il PageRank tra le pagine del tuo sito. Le pagine più importanti (servizi, landing page di conversione) devono ricevere più link interni. Usa una struttura a silos tematici, con hub page che linkano le sottopagine e viceversa. Ogni articolo deve contenere 3-5 link interni contestuali.
4
Recupera i link persi e le menzioni non linkate
Usa Ahrefs o SEMrush per identificare i backlink persi (pagine che ti linkavano e hanno rimosso il link o sono andate offline). Contatta i webmaster per chiedere il ripristino. Cerca anche le menzioni del tuo brand senza link: un’email di richiesta cortese converte nel 5-15% dei casi.
5
Elimina o ripara i link tossici
Un profilo backlink con molti link da siti spam, directory di bassa qualità o reti di link può danneggiare il tuo PageRank. Analizza regolarmente il profilo backlink, identifica i link tossici e usa il Disavow Tool di Google Search Console per chiedere a Google di ignorarli.
6
Riduci le pagine che disperdono PageRank
Ogni pagina del sito che riceve link in entrata e ha molti link in uscita verso pagine irrilevanti “diluisce” il PageRank. Riduci le pagine thin content, consolida le pagine duplicate con i canonical, e assicurati che le pagine con maggiore autorità linkino strategicamente verso le pagine che vuoi posizionare.

Per un approccio strutturato alla link building, è fondamentale comprendere le tecniche di link building efficaci e come integrarle con la strategia SEO complessiva: dalla scelta dei domini target alla diversificazione degli anchor text.

Tutto questo lavoro rientra nella SEO off-site, che comprende tutte le attività esterne al sito — backlink, menzioni, brand signal — che Google utilizza per valutare l’autorevolezza e l’affidabilità di un dominio.

Errori da evitare quando si lavora sul PageRank

Migliorare il PageRank richiede pazienza e metodo. Gli errori più comuni nascono dalla fretta di ottenere risultati o dalla mancanza di strategia.

⚠️ Errori che danneggiano il PageRank anziché migliorarlo

Questi errori possono portare a penalizzazioni manuali o algoritmiche che azzerano mesi di lavoro:

  • Comprare link: Google identifica i link a pagamento con precisione crescente. Una penalizzazione manuale per link innaturali richiede mesi per essere risolta e può far crollare il traffico organico del 50-80%.
  • Usare reti di link (PBN): i Private Blog Network funzionavano nel 2015. Nel 2026, Google li rileva con facilità e penalizza sia i siti della rete che i siti che ne beneficiano.
  • Ignorare i link interni: concentrarsi solo sui backlink esterni e trascurare la struttura interna è come portare acqua in una vasca con i buchi. Senza link interni strategici, il PageRank acquisito si disperde.
  • Inseguire la quantità: 100 link da directory spam valgono meno di 1 link da un articolo autorevole del tuo settore. La qualità del dominio linkante è il fattore più importante.
  • Non diversificare gli anchor text: un profilo di anchor text naturale include varianti branded, URL nude, anchor generici e anchor con keyword. Un eccesso di anchor exact-match è un segnale di manipolazione.

Per evitare questi errori e costruire un profilo backlink solido nel tempo, una agenzia di link building specializzata può gestire l’intero processo — dall’analisi del profilo attuale alla pianificazione delle campagne di outreach, fino al monitoraggio dei risultati.

Parallelamente, una consulenza SEO integrata assicura che il lavoro sui link si inserisca in una strategia SEO complessiva, dove contenuto, tecnica e autorità lavorano in sinergia.

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FAQ — PageRank

Cos’è il PageRank di Google?
Il PageRank è un algoritmo creato da Larry Page e Sergey Brin nel 1998 che assegna un punteggio di autorità a ogni pagina web in base ai link che riceve da altre pagine. Più una pagina riceve link da fonti autorevoli, più alto è il suo PageRank. Google lo utilizza come uno dei segnali per determinare il posizionamento nei risultati di ricerca.
Il PageRank è ancora utilizzato da Google nel 2026?
Sì, Google ha confermato che il PageRank è ancora uno dei segnali utilizzati dall’algoritmo di ranking. Quello che è cambiato è che il punteggio non è più visibile pubblicamente (la Toolbar PageRank è stata rimossa nel 2016). Internamente, Google continua a calcolare e utilizzare una versione evoluta del PageRank insieme a centinaia di altri fattori.
Come posso verificare il PageRank del mio sito?
Non puoi vedere il PageRank reale di Google, che è una metrica interna. Puoi però usare metriche sostitutive che stimano l’autorità in modo simile: Domain Authority (Moz), Domain Rating (Ahrefs), Authority Score (SEMrush) o Zoom Authority (SEOZoom). Tutte si basano sull’analisi del profilo backlink e offrono un’approssimazione dell’autorità del tuo dominio.
Qual è la differenza tra PageRank e Domain Authority?
Il PageRank è la metrica interna di Google che valuta l’autorità di una singola pagina. La Domain Authority (DA) è una metrica creata da Moz che stima l’autorità complessiva di un dominio. La DA non è un fattore di ranking di Google — è uno strumento di terze parti utile per confronti relativi tra siti. Il PageRank valuta le singole pagine, la DA valuta l’intero dominio.
Quanti backlink servono per migliorare il PageRank?
Non esiste un numero fisso. La qualità conta molto più della quantità: un singolo backlink da un sito autorevole e tematicamente rilevante può valere più di centinaia di link da siti di bassa qualità. L’approccio migliore è costruire backlink in modo costante e naturale nel tempo, puntando a 5-15 link di qualità al mese per la maggior parte dei siti.
I link interni influiscono sul PageRank?
Sì, i link interni distribuiscono il PageRank tra le pagine del tuo sito. Una pagina che riceve molti link interni riceve una quota maggiore del PageRank complessivo del sito. Per questo è importante strutturare i link interni in modo strategico: le pagine più importanti per il business (servizi, landing page) dovrebbero ricevere più link interni rispetto alle pagine secondarie.