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Quanto costa fare pubblicità su Google?

Nel vasto universo del digital marketing, Google Ads (conosciuto anche come Adwords) si posiziona come un pilastro fondamentale, destando curiosità e domande. Tra le più pressanti, emerge: “quanto costa la pubblicità su Google ADS?” Questo articolo mira a svelare i segreti dietro i costi delle inserzioni a pagamento su Google, offrendo chiarezza e guidandovi nella definizione di budget ed expectative.

Il costo di una campagna Google Ads può variare ampiamente, influenzato da fattori come il settore di appartenenza, il targeting, il punteggio di qualità, la posizione dell’annuncio, e le impostazioni specifiche della campagna. Ad esempio, il Costo per Clic (CPC) medio sulla rete di ricerca di Google varia tra 1 e 2 euro, a seconda del settore e della concorrenza per le parole chiave selezionate.

La gestione professionale e gli strumenti di gestione PPC rappresentano costi aggiuntivi ma essenziali per ottimizzare le prestazioni e massimizzare il ROI delle campagne. Aziende di diversi settori possono aspettarsi una spesa pubblicitaria mensile che varia da 2.000 a 30.000 euro, a seconda dell’ampiezza e dell’ambizione delle loro campagne pubblicitarie su Google.

In questo articolo parleremo di:

Come funziona l’asta Pubblicitaria di Google Ads

Google Ads opera tramite un sofisticato algoritmo di asta, diverso dalle pubblicità tradizionali con budget fissi. Qui, l’investimento determina la visibilità, permettendo agli inserzionisti di adattare la spesa giornaliera in base ai risultati ottenuti. Questo metodo promuove annunci pertinenti e di alta qualità, ponendo gli inserzionisti in competizione per le migliori posizioni tramite offerte. Maggiore è l’investimento, maggiore sarà la probabilità di ottenere una posizione vantaggiosa, garantendo contenuti rilevanti agli utenti.

Strategie per ridurre i costi delle Campagne Google Ads

Ridurre i costi delle campagne Google Ads senza sacrificare l’efficacia richiede strategie mirate. Ottimizzare il punteggio di qualità attraverso annunci pertinenti e landing page ottimizzate può abbassare il costo per clic (CPC). La selezione accurata di parole chiave, includendo termini a coda lunga con meno concorrenza, può migliorare la rilevanza e ridurre i costi. È cruciale anche impostare budget giornalieri e sfruttare la segmentazione geografica per concentrare gli sforzi sulle aree più redditizie. Monitorare regolarmente le campagne e utilizzare la funzionalità di corrispondenza delle parole chiave può prevenire spese inutili, ottimizzando il ROI.

Come scegliere le parole chiave giuste per le Campagne Google Ads?

Scegliere le parole chiave giuste per le campagne Google Ads è fondamentale. Inizia con una ricerca approfondita utilizzando strumenti come Google Keyword Planner per identificare i termini rilevanti per il tuo pubblico target. Considera il volume di ricerca e la concorrenza per ciascuna parola chiave. Includi variazioni, sinonimi e termini a coda lunga per coprire un’ampia gamma di potenziali ricerche degli utenti. Analizza regolarmente le prestazioni delle parole chiave e adatta la tua strategia per massimizzare l’efficacia delle tue campagne.

Quanto deve spendere un’azienda al mese su google?

Determinare quanto spendere al mese su Google Ads dipende da vari fattori, inclusi obiettivi aziendali, settore di appartenenza e livello di concorrenza. Non esiste una cifra unica, ma è fondamentale iniziare con un budget che consenta di testare efficacemente le campagne e raccogliere dati significativi. Analizza i risultati per capire come ottimizzare ulteriormente le spese. Per una guida dettagliata, considera di consultare esperti o risorse online specializzate in pubblicità su Google.

Come faccio a capire se la campagna per la mia azienda sta funzionando?

Per capire se una campagna Google Ads è efficace, monitora metriche chiave come il tasso di conversione, il costo per acquisizione (CPA), il ritorno sull’investimento pubblicitario (ROAS) e il traffico web generato. Confronta questi dati con gli obiettivi prefissati. Un’analisi approfondita di queste metriche ti permetterà di valutare la performance e apportare le modifiche necessarie per ottimizzare la campagna.

Quali sono le tipologie di campagne google ADS?

Google Ads offre diverse tipologie di campagne adatte a vari obiettivi di marketing:

  • Campagne Google Search: Targetizzano utenti attivamente alla ricerca di specifici prodotti o servizi su Google.
  • Campagne Rete Display: Mostrano annunci visivi su siti web partner di Google, raggiungendo utenti in fase di scoperta.
  • Campagne Google Shopping: Ideali per e-commerce, mostrano prodotti direttamente nei risultati di ricerca.
  • Campagne Local: Ottimizzate per attirare clienti nelle vicinanze del tuo business fisico.
  • Campagne Google Video: Utilizzano video su YouTube e la rete display per coinvolgere il pubblico.
  • Campagne App: Promuovono applicazioni mobile su diverse piattaforme Google.
  • Campagne Remarketing: Rivolte a utenti che hanno già interagito con il tuo sito o app.
  • Campagne Performance Max: Sfruttano l’intelligenza artificiale di Google per massimizzare i risultati attraverso tutti i canali disponibili.

Ogni tipo di campagna ha vantaggi specifici, permettendo di raggiungere diversi obiettivi di marketing in modo mirato e efficiente.

Le Campagne google drive to store per i negozi funzionano?

Sì, le campagne Google “Drive to Store” possono essere molto efficaci per i negozi. Esse utilizzano strategie di marketing digitale per aumentare le visite fisiche in negozio, permettendo agli inserzionisti di collegare direttamente le loro attività online con incrementi tangibili delle vendite offline. Queste campagne offrono un modo misurabile per valutare come gli investimenti pubblicitari online influenzino il comportamento dei consumatori nel mondo reale, potenziando la visibilità locale e stimolando l’interazione diretta con i clienti.

Se stai cercando un partner per le tue campagne google ti suggeriamo di leggere la nostra pagina dedicata al nostro servizio per la Performance Marketing e per la gestione della campagne Google Ads oppure di contattarci per una consulenza gratuitaquanto costa la pubblicità su google

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il Funnel Marketing come strategia vincente per il digital marketing

Nell’era digitale, la capacità di un’azienda di distinguersi e prosperare dipende in modo significativo dalla sua strategia di marketing. Uno strumento cruciale in questo arsenale è il funnel marketing, il cui impiego strategico può determinare il successo o il fallimento di un’impresa. Questo articolo esplora l’essenza del funnel marketing, le sue fasi chiave, come ottimizzarlo per massimizzare i risultati aziendali, l’importanza della misurazione e dell’analisi, e presenta casi di studio che dimostrano il suo impatto trasformativo.

Cos’è il Funnel Marketing?

Il funnel marketing è un modello che descrive il percorso del cliente dall’awareness del prodotto o servizio fino all’acquisto e oltre. Rappresenta non solo la progressione verso l’acquisto ma anche il processo di filtraggio dei potenziali clienti in base al loro livello di interesse e impegno. Nel contesto del digital marketing, il funnel diventa uno strumento essenziale per guidare strategie mirate, consentendo alle aziende di allocare risorse in modo efficiente e massimizzare la conversione dei lead in clienti.

Fasi del Funnel Marketing

Il funnel marketing si articola in diverse fasi, ciascuna corrispondente a un momento specifico del percorso del cliente:

  • Consapevolezza: Il potenziale cliente diventa consapevole del prodotto o servizio. In questa fase, l’obiettivo è massimizzare la visibilità.
  • Considerazione: Il cliente valuta il prodotto o servizio rispetto ad alternative. Qui, l’informazione di qualità e il valore aggiunto diventano cruciali.
  • Decisione: La fase in cui il cliente è pronto a fare un acquisto. Le strategie di persuasione e le offerte personalizzate possono essere decisive.
  • Azione: L’ultimo step, dove il cliente compie l’acquisto. La facilità di acquisto e un’esperienza utente positiva sono fondamentali.

Strategie per Ottimizzare il Funnel

Per ottimizzare il funnel marketing, è essenziale adottare strategie mirate a ciascuna fase:

  • Personalizzazione del messaggio: Adattare il contenuto e le comunicazioni in base alla fase del funnel in cui si trova il potenziale cliente aumenta la rilevanza e l’efficacia del messaggio.
  • A/B Testing: Testare diverse versioni di pagine web, email, o annunci pubblicitari per identificare le varianti più performanti.
  • Customer Relationship Management (CRM): Utilizzare strumenti CRM per monitorare e analizzare il comportamento dei clienti, migliorando così la strategia di engagement.

Misurazione e Analisi nel Funnel Marketing

La raccolta e l’analisi dei dati sono fondamentali per comprendere l’efficacia del funnel marketing. Metriche chiave come il tasso di conversione, il costo per acquisizione (CPA), e il valore a vita del cliente (CLV) forniscono insight preziosi per ottimizzare le strategie e allocare il budget in modo efficace. Gli strumenti analitici avanzati permettono di effettuare analisi predittive e comportamentali, affinando ulteriormente l’approccio al marketing.

Casi di Studio e Esempi di Successo

Numerose aziende hanno trasformato le loro strategie di marketing attraverso l’ottimizzazione del funnel, ottenendo risultati notevoli. Un esempio è rappresentato da compagnie che, implementando tattiche di marketing mirate in ciascuna fase del funnel, hanno visto aumentare significativamente il tasso di conversione e il ROI delle loro campagne pubblicitarie.

Ecco alcuni esempi notevoli di aziende che hanno utilizzato il funnel marketing per ottenere risultati eccezionali:

  1. HubSpot: HubSpot è spesso citato come il caso di studio per eccellenza nell’uso del funnel marketing, grazie al suo approccio all’Inbound Marketing. Attraverso contenuti di valore, ottimizzazione SEO, social media marketing, e email marketing, HubSpot è riuscito a generare un vasto numero di lead, convertendoli in clienti e promotori del brand.

  2. Netflix: Netflix ha utilizzato il funnel marketing per personalizzare le esperienze degli utenti e aumentare le sottoscrizioni. Analizzando i dati comportamentali degli utenti, Netflix raccomanda contenuti pertinenti che guidano l’engagement e la retention dei clienti.

  3. Airbnb: Airbnb ha ottimizzato il suo funnel marketing per migliorare l’esperienza sia degli ospiti che degli host. Con una strategia mirata su testimonianze, recensioni dettagliate, e un sistema di rating, hanno costruito fiducia e facilitato il processo decisionale per gli utenti.

  4. Zappos: Zappos ha utilizzato il funnel marketing per costruire un’eccezionale esperienza cliente, basata su un servizio clienti di alto livello e una politica di reso facile. Questo ha contribuito a incrementare le vendite attraverso il passaparola positivo e la fedeltà dei clienti.

  5. Salesforce: Salesforce ha sfruttato il funnel marketing per guidare la domanda e generare lead qualificati. Utilizzando contenuti personalizzati, demo del prodotto, e testimonianze di successo dei clienti, hanno potuto aumentare il tasso di conversione e la soddisfazione del cliente.

  6. Slack: Slack ha trasformato il modo in cui le aziende comunicano internamente, sfruttando un approccio basato sul funnel marketing per guidare l’adozione. Offrendo una versione gratuita del loro prodotto, hanno incrementato l’uso e la familiarità, portando a una maggiore adozione a pagamento.

  7. Dropbox: Dropbox ha utilizzato il funnel marketing con un approccio virale, offrendo spazio di archiviazione aggiuntivo per ogni riferimento. Questa strategia ha aumentato esponenzialmente il loro numero di utenti, trasformando gli utenti attuali in promotori del brand.

  8. Shopify: Shopify ha costruito un funnel marketing efficace offrendo trial gratuiti, risorse educative, e supporto esperto per guidare gli utenti attraverso il processo di creazione e gestione di un negozio online, aumentando così le conversioni e la fidelizzazione.

Questi esempi dimostrano come il funnel marketing, quando implementato in modo strategico e supportato da un’analisi dati approfondita, possa portare a un significativo successo aziendale, migliorando l’engagement dei clienti, le conversioni e, infine, i ricavi.

In conclusione, l’ottimizzazione del funnel marketing è un processo complesso che richiede una comprensione approfondita del comportamento del cliente, una strategia dati-driven, e la capacità di adattarsi e innovare. Le aziende che riescono a padroneggiare quest’arte non solo migliorano le loro performance di vendita ma stabiliscono anche una relazione più solida e duratura con i loro. Contattaci se vuoi sapere come vincere la battaglia nel digital con i tuoi competitor

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UGC Marketing: che cosa sono gli User Generated Content?

In un panorama competitivo sempre più digitale e legato ai social media, per ogni azienda che vuole avere successo diventa imprescindibile coinvolgere gli utenti. In questo contesto, gli User Generated Content (UGC) e l’UGC Marketing giocano un ruolo sempre più rilevante, consentendo ai brand di sfruttare la creatività e l’entusiasmo del loro pubblico per promuovere il marchio in modo autentico e coinvolgente.

Si tratta di contenuti creati e condivisi dal pubblico stesso, che in modo autentico e spontaneo impattano positivamente le strategie di Digital Marketing. In questo articolo, perciò, toccheremo i seguenti argomenti:

Che cosa sono gli UGC: acronimo, significato ed esempi

Per rispondere alla domanda “Che cosa s’intende con il terimne UGC?” è possibile dire che gli User Generated Content rappresentano i contenuti creati e condivisi dagli utenti e dal pubblico, anziché essere prodotti direttamente dalle aziende stesse. Ciò che rende gli UGC così preziosi è il loro carattere genuino e naturale, poiché provengono direttamente dai consumatori, dai fan del brand o dagli utenti interessati.

La creazione di UGC avviene in modo spontaneo quando gli utenti partecipano attivamente e condividono esperienze, opinioni e storie legate al marchio o ai prodotti che amano. L’UGC marketing riveste un ruolo fondamentale nel contesto della partecipazione e dell’interazione del pubblico. Consentendo agli utenti di diventare co-Content Creators, le aziende possono instaurare una relazione più profonda e duratura con il loro pubblico. Gli UGC offrono ai consumatori un senso di appartenenza e coinvolgimento, poiché i loro contributi vengono valorizzati e condivisi con la comunità.

Tipologie di User Generated Content

Gli User Generated Content (UGC) possono assumere molteplici forme e si presentano come un ampio ventaglio di contenuti creati dal pubblico stesso. Tra le diverse tipologie di UGC, troviamo le recensioni di prodotti, che sono opinioni e feedback dei consumatori su un determinato prodotto o servizio. Queste recensioni sono preziose perché offrono una visione autentica e imparziale dell’esperienza dell’utente, influenzando le decisioni di acquisto di altri potenziali clienti.

Le piattaforme social, come Facebook, Instagram e Twitter, sono terreno fertile per i post e le storie generate dagli utenti. Questi contenuti possono essere foto, video o testi in cui gli utenti condividono le loro esperienze con un marchio o un prodotto, dimostrando il coinvolgimento attivo della comunità online.

Anche i video su Youtube, per esempio, rappresentano un’altra forma popolare di UGC. Le persone creano video divertenti, tutorial, unboxing e persino vere e proprie recensioni, trasmettendo emozioni e autenticità in modo coinvolgente.

Le diverse tipologie di UGC offrono benefici e opportunità uniche per le aziende. Le recensioni di prodotti, ad esempio, influenzano le decisioni di acquisto, contribuendo alla creazione di un’elevata fiducia nel marchio. I post e le storie sui social media, invece, aiutano a creare coinvolgimento e a diffondere la consapevolezza del marchio in modo organico.

Perchè è importante fare UGC Marketing?

L’utilizzo degli User-Generated Content (UGC) nel contesto del marketing offre numerosi vantaggi preziosi per le aziende. Innanzitutto, l’UGC Marketing consente alle aziende di costruire un legame autentico con il proprio pubblico. Gli utenti che creano e condividono contenuti legati al marchio dimostrano un elevato livello di coinvolgimento e affinità con esso, creando un senso di comunità e appartenenza. Ciò si traduce in una maggiore fedeltà del cliente, poiché il pubblico sente di far parte di un’esperienza collettiva.

Un altro dei principali vantaggi dell’UGC marketing è il ruolo essenziale che svolge nell’aumentare la fiducia dei consumatori. Mentre le comunicazioni promozionali dirette dalle aziende possono essere percepite come poco autentiche, gli User Generated Content derivano da esperienze reali e opinioni genuine. Le recensioni di prodotti e le testimonianze dei clienti possono influenzare positivamente la percezione di un marchio, fornendo prove sulla qualità e l’affidabilità dei suoi prodotti o servizi.

Inoltre, gli User Generated Content hanno un impatto significativo sulla reputazione del marchio e sull’engagement del pubblico. Quando i consumatori condividono esperienze positive con un marchio, contribuiscono a costruire una reputazione positiva, aumentando l’attrattiva per nuovi clienti e migliorando la percezione del brand nel complesso. L’UGC migliora anche l’engagement del pubblico, poiché le persone si sentono spinte a partecipare, commentare o condividere contenuti rilevanti per loro. Questo coinvolgimento attivo porta a una maggiore visibilità e diffusione del marchio attraverso i social network.

Come incentivare la creazione di User Generated Content

Incoraggiare il pubblico a generare contenuti creativi e autentici è un passo fondamentale per sfruttare appieno il potenziale dell’UGC marketing. Esistono diverse strategie e suggerimenti che le aziende possono adottare per stimolare il coinvolgimento del pubblico nella creazione di User-Generated Content.

  1. Campagne hashtag e challenge sui social. L’utilizzo di hashtag dedicati e l’organizzazione di sfide sui social rappresentano metodi efficaci per attivare il pubblico. Creare un hashtag unico e coinvolgente per una campagna specifica consente di raccogliere tutti i contenuti correlati in un’unica raccolta, facilitando la scoperta e la condivisione da parte del pubblico. Le sfide, invece, invitano gli utenti a partecipare attivamente creando contenuti legati a un tema specifico o un concetto divertente. Queste sfide possono spaziare da semplici foto o video a idee più complesse, coinvolgendo il pubblico in modo giocoso e creativo;
  2. Contest e premi. Offrire incentivi, come premi o regali, può essere un’ottima leva per incoraggiare la partecipazione del pubblico. I contest possono includere votazioni o selezioni delle migliori creazioni, creando una competizione amichevole e stimolando la creatività del pubblico;
  3. Collaborazioni e partnership. Coinvolgere influencer o persone influenti nella community del brand può aumentare notevolmente la partecipazione del pubblico. Le collaborazioni con figure riconosciute possono fornire un’ulteriore spinta alla visibilità e all’appeal della campagna, aumentando la probabilità di coinvolgimento degli utenti.

Se vuoi restare sempre aggiornato sulle strategie di Digital Marketing più innovative ed efficaci, non perdere gli articoli del nostro blog!

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Schede Google My Business: che cosa sono, costo e come inserire un’attività su Google

Per una qualsiasi ditta, azienda o impresa locale, disporre di una Scheda Google My Business costituisce un requisito essenziale per poter essere individuati online dai propri clienti potenziali. Infatti, consente di comparire non solo su Google Maps, ma anche tra i risultati del motore di ricerca più utilizzato al mondo. Da qualche tempo, le Schede Google My Business sono state ribattezzate Profilo dell’Attività su Google, nonostante la maggior parte dei marketer e dei responsabili aziendali continui a chiamarle con il loro nome originali. Le modifiche principali hanno riguardato la Dashboard di gestione del profilo, la quale ora può essere gestita direttamente dalla ricerca su Google e da Maps.

Ma procediamo con ordine e immergiamoci all’interno della Schede Google My Business!

In questo articolo tratteremo i seguenti argomenti:

Che cosa sono le Schede Google My Business e a cosa servono

Ma Google My Business cos’è? Si tratta uno strumento di Google che permette alle aziende locali di creare e gestire la propria presenza online su Google, sia sul motore di ricerca che su Google Maps. In pratica, si tratta di una sorta di cartolina di presentazione dell’attività, dove si possono inserire tutte le informazioni utili per i clienti: orari di apertura, numero di telefono, indirizzo, foto e recensioni.

Ma quali sono i vantaggi concreti di avere una scheda Google My Business? Ecco alcuni dei principali:

  1. Migliorare la visibilità online: tramite la scheda Google My Business la tua attività sarà visibile nei risultati di ricerca di Google e su Google Maps. In questo modo, i potenziali clienti potranno trovarti facilmente attraverso una ricerca geolocalizzata e scoprire tutti i servizi che offri;
  2. Incrementare le recensioni: le recensioni sono un elemento importante per la reputazione online dell’azienda. Con una scheda Google My Business, i clienti possono lasciare una recensione direttamente sulla scheda e questo può aiutare ad incrementare la tua Brand Reputation;
  3. Aumentare le visite al sito web: sulla cartolina Google My Business è possibile inserire un link al sito web dell’azienda, in questo modo i clienti potranno facilmente raggiungerlo e scoprire maggiori informazioni sull’attività commerciale;
  4. Ottenere maggiori informazioni sui clienti: grazie alle statistiche fornite da Google My Business, è possibile avere informazioni utili sui clienti che visitano la scheda, come ad esempio le ore di punta in cui vengono visualizzati i risultati di ricerca.

Eccola nostra Scheda Google My Business: 

Esempio scheda Google my business
Esempio scheda Google my business

Come inserire la propria attività su Google My Business

Una volta capito che cosa sono e a che cosa servono, è arrivato il momento di rispondere alla domanda “Come inserire attività su Google?”. Per iniziare, occorre avere un account Gmail e collegarsi al sito my business login google. A questo punto, bisogna indicare il nome dell’attività, fornire specifiche informazioni sull’indirizzo, sui prodotti o servizi offerti e i contatti, nonché selezionare la categoria commerciale corretta per l’attività.

Una volta completata l’impostazione, bisogna attendere la verifica della scheda Google My Business, che avviene principalmente attraverso l’invio di una cartolina all’indirizzo indicato nella scheda. La cartolina conterrà un codice che dovrà essere inserito nel profilo per verificare l’account.

Quanto costa la Google My Business?

Si ti stai chiedendo qual è il costo della Google My Business, sappi che così come la maggior parte dei tool proprietari di Google, anche le schede Google My Business sono gratuite. Google vuole incentivare la creazione di Profili Attività e, per questo, ha scelto di mantenere il servizio in modalità Free. Se si desidera promuovere le proprie attività tramite la pubblicità online, è possibile associare la pagina al proprio account Google Ads. Nel caso ti consigliamo di contattarci per capire come possiamo portare visibilità alla tua azienda.

Esempio scheda Google my business

Come gestire le schede Google My Business

Dopo aver completato la procedura di creazione e verifica dell’account Google My Business, è essenziale dedicarsi alla compilazione della scheda, inserendo tutte le informazioni e i link ritenuti utili per i clienti. Non bisognerebbe limitarsi solamente ad inserire i dati di base, ma bisognerebbe aggiungere anche Call-to-Action per agevolare il contatto con l’azienda o per prenotare un appuntamento.

Per gestire un Profilo Attività in maniera professionale, bisogna concentrarsi sui seguenti aspetti:

  • Bottone “Prenota con Google”. Funzionalità disponibile solo per alcune tipologie di aziende, è il bottone che permette all’utente di prenotare, ad esempio, un tavolo a ristorante direttamente dalla scheda Google My Business;
  • Fotografie dell’azienda. Per arricchire la scheda Google My Business, è importante aggiungere fotografie dell’attività, poiché queste possono aiutare il potenziale cliente a scegliere l’azienda. Nel caso di un ristorante, ad esempio, le foto degli interni e dei piatti principali possono essere particolarmente utili per attirare più clienti. Inoltre, è possibile che i clienti stessi carichino foto quando lasciano una recensione. Tuttavia, poiché il contenuto è generato direttamente dall’utente, non si avrà il controllo sul tipo di immagini che verranno pubblicate, come accade su Tripadvisor.
  • Post. I contenuti che è possibile pubblicare su Google My Business possono essere:
    • Storia: utile per condividere una serie di fotografie;
    • Video: per incorporare contenuti presenti sul canale YouTube;
    • Sondaggio: per interagire con il pubblico;
    • Evento: per promuovere eventi importanti;
    • Articolo: per condividere approfondimenti e link.
  • Offerte. All’interno della Scheda Google my Business è possibile anche attivare la sezione “Offerte” indicando la durata, lo sconto e gli eventuali codici coupon necessari. È fondamentale includere anche fotografie e video per completare l’offerta, che verrà mostrata nella parte alta della scheda con la Call-to-Action “Mostra offerta”;
  • FAQ. Sezione molto utile per fornire risposte dirette alle domande più frequenti sulla propria attività e fugare i dubbi dei potenziali clienti. È importante rispondere sempre alle domande degli utenti.

Recensioni Scheda Google My Business: che cosa sono e perchè sono così importanti?

Le recensioni costituiscono uno degli aspetti fondamentali della scheda Google My Business. Gli utenti possono infatti esprimere il loro giudizio sull’azienda e condividere feedback pubblicamente. È essenziale rispondere a tutte le recensioni, positive o negative che siano, per dimostrare l’apprezzamento del feedback dei clienti e gestire eventuali critiche.

Inoltre, le recensioni positive possono migliorare la reputazione dell’azienda e attrarre nuovi clienti e incrementare la posizione dell’azienda nella SERP di Google. Infatti, un numero elevato di recensioni positive può aumentare il PageRank.

Statistiche Google My Business

Statistiche della scheda google my business
Statistiche della scheda google my business

Ma non è tutto! Non sarebbe un prodotto Google se non desse la possibilità di fare analisi dei dati e delle performance. Le schede Google My Business infatti, oltre alle funzionalità di cui abbiamo parlato, permettono anche di monitorare in tempo reale le seguenti metriche e forniscono i seguenti Insight:

  • Le parole chiave predominanti utilizzate nella ricerca per cui la tua attività compare nei risultati locali, e se è più evidente nella ricerca su Google Search o su Google Maps;
  • Le diverse categorie di ricerche effettuate dai potenziali clienti, inclusi i termini di ricerca basati sul nome dell’attività o sulla categoria commerciale;
  • Le azioni che gli utenti intraprendono una volta trovato il tuo profilo, come ad esempio chiamare l’azienda o visitare il sito web;
  • Quali sono le immagini e i contenuti più interessanti per gli utenti.

Creare una scheda è facile e gratuito, e gestirla al meglio può aumentare la reputazione della tua attività e attirare nuovi clienti. Proprio per questo motivo dovresti affidarti a degli esperti in Marketing e comunicazione. Se vuoi ricevere maggiori informazioni su quest’attività o se stai cercando un’agenzia che gestisca le schede Google My Business della tua attività, non esitare a contattarci!

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Whatsapp Marketing: che cos’è, come funziona e come creare un chatbot per il Customer Care

Hai mai ricevuto un messaggio su Whatsapp da un’azienda e ti sei chiesto come fosse possibile? Bene, sei nel posto giusto per trovare una risposta. Benvenuto nell’entusiasmante mondo del Whatsapp Marketing, dove puoi trasformare le chat in un potente strumento di connessione con i tuoi clienti.

Whatsapp, infatti, non è più solo un’app per messaggi tra amici: è una potente piattaforma di marketing. Con oltre 2 miliardi di utenti attivi mensili in tutto il mondo, Whatsapp offre un’enorme opportunità per le aziende di entrare in contatto con il proprio pubblico in modo immediato e personale. Ma, essendo una strategia così diretta e intrusiva, bisogna implementarla nel modo giusto. Nel corso di questo articolo, esploreremo le migliori pratiche e le strategie vincenti per utilizzare Whatsapp come canale di marketing efficace. In particolare, toccheremo i seguenti argomenti:

Fondamenti di Whatsapp Marketing

Fare marketing su Whatsapp è una strategia che sfrutta l’app di messaggistica istantanea più diffusa al mondo per connettersi con i clienti. Le aziende utilizzano questo canale per inviare messaggi promozionali, offerte speciali e per adempiere ad alcune funzioni di Customer Service.

Ma quali sono i vantaggi e le opportunità offerte dal Whatsapp Marketing?

  • Comunicazione istantanea: Whatsapp offre una comunicazione istantanea e diretta con i clienti. I messaggi sono consegnati quasi istantaneamente, consentendo alle aziende di raggiungere il loro pubblico in tempo reale;
  • Personalizzazione: Puoi personalizzare i messaggi in base alle preferenze e ai comportamenti dei tuoi clienti, creando un’esperienza più rilevante e coinvolgente.
  • Basso Costo: rispetto ad altre forme di marketing, il Whatsapp Marketing può essere molto economico, soprattutto se utilizzato in modo strategico.
  • Feedback Istantaneo: I clienti possono scrivere in modo diretto all’azienda se hanno dubbi, domande o problemi, consentendole un Supporto Clienti rapido, chiaro e innovativo.

Inoltre, i numeri parlano chiaro. Le statistiche e i trend mostrano chiaramente l’efficacia di fare Marketing su Whatsapp. Le aziende che utilizzano Whatsapp, infatti, hanno riscontrato un aumento dell’engagement, una maggiore fedeltà dei clienti e un aumento delle conversioni.

Il futuro del Customer Service: chatbot su Whatsapp

Come accennavamo, supportare i clienti utilizzando un canale diretto e innovativo come Whatsapp è indubbiamente il futuro del Customer Care. Ma esiste un modo per evitare di dover rispondere manualmente a tutti i clienti che necessitano supporto: i Chatbot. Scopriamo cosa sono e come si usano!

I chatbot su Whatsapp sono programmi informatici progettati per simulare una conversazione umana. Possono rispondere automaticamente ai messaggi dei clienti e guidarli attraverso una varietà di compiti, dalla risoluzione dei problemi all’assistenza all’acquisto di prodotti. Funzionano attraverso un’interfaccia di messaggistica istantanea, proprio come una chat tra persone reali.

L’uso dei chatbot su Whatsapp per il customer service offre numerosi vantaggi sia per le aziende che per i clienti:

  • Disponibilità 24/7: i chatbot sono sempre disponibili, 24 ore al giorno e 7 giorni alla settimana, per rispondere alle domande dei clienti, eliminando le snervanti attese che tutti conosciamo;
  • Risposte immediate: i chatbot forniscono risposte immediate e accurate, migliorando l’efficienza del customer service;
  • Risparmio di tempo e costi: essi riducono la necessità di personale umano per rispondere a domande frequenti, consentendo alle aziende di risparmiare tempo e denaro.

Come creare un Chatbot su Whatsapp per l’assistenza ai clienti

Ora che hai una solida comprensione dei chatbot su Whatsapp, è tempo di imparare come crearne uno per la tua azienda. Ecco cosa devi fare:

  1. Definizione degli obiettivi: prima di tutto, devi chiarire quali obiettivi vuoi raggiungere con il tuo chatbot. Deve essere progettato per risolvere specifici problemi o compiti, come rispondere alle domande frequenti, raccogliere dati dai clienti o automatizzare alcuni processi;
  2. Scelta di un’API o di una piattaforma: puoi scegliere tra diverse API e piattaforme di chatbot che supportano Whatsapp. Alcune delle opzioni più popolari includono Twilio, WhatsApp Business API e Trengo. Valuta attentamente le caratteristiche e le tariffe di ciascuna opzione per trovare quella più adatta alle tue esigenze;
  3. Progettazione del flusso di conversazione: crea un flusso conversazionale logico e intuitivo per il tuo chatbot. Pianifica come risponderà alle domande dei clienti e come guiderà gli utenti attraverso i processi;
  4. Sviluppo e Programmazione: è necessario programmare il chatbot per rispondere in modo appropriato alle interazioni degli utenti. Questo potrebbe richiedere conoscenze di programmazione o l’aiuto di uno sviluppatore ma, con le piattaforme innovati al giorno d’oggi, non dovrebbe essere necessario.

In definitiva, fare Whatsapp Marketing utilizzando questa strategia per fare Customer Care permetterà alla tua azienda di distinguersi notevolmente dai suoi competitor e avere quel plus che indirizza i clienti verso di lei.

Vuoi avere maggiori informazioni su come implementare una strategia di Whatsapp Marketing? Contattaci ora!

Saremo Very Content-i di trovare la soluzione più adatta alle tue esigenze.

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Guida al Digital Storytelling: significato, esempi e applicazioni nel Branding Aziendale

Bentornati amanti del Digital Marketing! Oggi ci immergeremo nel mondo del Digital Storytelling e scopriremo perché è diventato il cuore pulsante delle strategie di Marketing e Branding aziendale. Che tu sia un esperto del settore o un curioso alla ricerca di nuove idee, questa guida ti fornirà delle basi solide per comprendere il potere delle narrazioni digitali.

Tra Digital Storytelling, Visual Storytelling e Brand Storytelling, in questo articolo toccheremo i seguenti argomenti:

Pronto? Partiamo subito!

Che cos’è il Digital Storytelling e qual è il suo significato?

Il Digital Storytelling è molto più di una semplice buzzword nel mondo del marketing moderno. È il cuore pulsante di ogni campagna di successo. Ma qual è il suo vero significato? In parole semplici:

Il Digital Storytelling è l’arte di comunicare la tua storia aziendale in modo coinvolgente e autentico, utilizzando strumenti digitali come video, immagini e testi su piattaforme online.

Immagina di essere al centro di una conversazione avvincente con il tuo pubblico, un dialogo che crea un legame profondo tra la tua azienda e i clienti. Ecco dove entra in gioco il Digital Storytelling. È il mezzo attraverso cui puoi trasformae i concetti aziendali astratti in narrazioni tangibili e coinvolgenti. Perciò, non sorprende che sia diventato un pilastro fondamentale nella comunicazione aziendale e nel mondo del marketing.

Le basi per un Digital Storytelling di successo

Ecco alcune fondamentali dritte per aiutarti a creare narrazioni digitali coinvolgenti:

  1. Conosci il tuo pubblico: prima di iniziare a raccontare, devi conoscere a chi ti stai rivolgendo. Comprendere le esigenze, i desideri e gli interessi del tuo pubblico ti permetterà di creare storie efficaci;
  2. Definisci il tuo obiettivo: chiarisci cosa desideri ottenere con la tua storia. Vuoi promuovere un prodotto, condividere la tua missione aziendale o coinvolgere il pubblico? L’obiettivo finale deve guidare la tua narrazione;
  3. Sii autentico: il pubblico apprezza la sincerità. Sii autentico nelle tue storie, condividi le sfide e le vittorie dell’azienda in modo onesto;
  4. Struttura la tua storia: ogni buona storia ha un inizio, uno sviluppo e una conclusione. Organizza la tua narrazione in modo coerente e logico per mantenere il pubblico coinvolto dall’inizio alla fine;
  5. Utilizza visual coinvolgenti: video, immagini di alta qualità e grafiche accattivanti possono migliorare notevolmente la tua narrazione. Assicurati che i tuoi visual siano allineati con il messaggio che vuoi trasmettere;
  6. Crea suspense: una buona storia tiene il pubblico col fiato sospeso. Mantieni alta l’attenzione e spingi i tuoi lettori/spettatori a voler scoprire cosa succederà dopo;
  7. Call to Action (CTA): alla fine della storia, guida il pubblico su cosa fare dopo. Che si tratti di visitare il tuo sito web, iscriversi a una newsletter o condividere una storia, una CTA chiara può portare a risultati concreti;
  8. Misure di successo: monitora le metriche di engagement per valutare l’efficacia della tua storia. Questo ti permetterà di apportare miglioramenti continui e di adattare le tue strategie.

Alcuni esempi di Digital Storytelling di successo

La teoria è importante, ma l’ispirazione viene spesso dalla pratica. Ecco perché è così importante esaminare alcune storie di successo nel mondo del Digital Storytelling. Questi casi concreti mostrano come alcune aziende abbiano abbracciato appieno l’arte della narrazione digitale, ottenendo risultati straordinari.

1. Airbnb e la Community globale:

Airbnb ha creato un legame unico tra i suoi utenti attraverso il Digital Storytelling. Presenta storie di viaggiatori provenienti da tutto il mondo, mettendo in evidenza le loro esperienze autentiche e condividendo emozioni e avventure. Questo avvicina il pubblico a una vasta comunità globale di host e viaggiatori. Le tecniche chiave includono:

  • Video coinvolgenti: Airbnb utilizza video ben realizzati che catturano l’essenza di un’esperienza di viaggio. Questi video spesso si concentrano su un aspetto unico della destinazione o della cultura, trasmettendo empatia e interesse.
  • Testimonianze autentiche: le storie di host e viaggiatori sono autentiche e personali. Airbnb trasmette l’autenticità attraverso le parole dei suoi utenti anziché attraverso annunci pubblicitari;

2. Red Bull e l’Estremo:

Red Bull ha fatto del Digital Storytelling un’arte nel raccontare storie di atleti estremi e avventure adrenaliniche. Queste storie connettono il pubblico con l’energia e l’entusiasmo che il marchio rappresenta. Le strategie chiave includono:

  • Video di alta qualità: Red Bull è noto per la produzione di video di alta qualità che catturano le acrobazie mozzafiato degli atleti estremi. Questi video creano una forte empatia con il pubblico, facendolo sentire coinvolto nella narrazione;
  • Live streaming: l’azienda utilizza spesso il live streaming per portare gli spettatori più vicino alle emozioni del momento. Questo crea un senso di partecipazione diretta e immedesimazione.

3. Coca-Cola e la condivisione di gioia:

“Share a Coke” di Coca-Cola è un esempio straordinario di come il Digital Storytelling possa coinvolgere il pubblico in modo creativo. La campagna ha coinvolto i consumatori consentendo loro di personalizzare le etichette delle bottiglie con i propri nomi. Le chiavi del successo includono:

  • Coinvolgimento del pubblico: la campagna ha coinvolto direttamente i consumatori, incoraggiandoli a cercare le bottiglie con i propri nomi o quelli dei loro amici. Questo ha generato una notevole partecipazione e tantissime condivisioni sui social media;
  • Condivisione di emozioni positive: Coca-Cola si è concentrata sulla condivisione di gioia e felicità, creando un legame emotivo con il suo pubblico. Le storie di persone che condividono momenti speciali bevendo Coca-Cola hanno reso il marchio parte di esperienze felici.

Questi esempi dimostrano come il Digital Storytelling possa essere un potente strumento per stimolare il pubblico, generare empatia e costruire un legame emotivo tra il brand e i consumatori.

Che cos’è il Visual Storytelling?

Il Visual Storytelling è una branca affascinante del Digital Storytelling che fa un uso intensivo di immagini, video e grafiche per comunicare storie in modo coinvolgente. Nel contesto dell’era digitale, il Visual Storytelling è diventato un mezzo potente per catturare l’attenzione di un pubblico sempre più visivamente orientato e distratto.

Nel Visual Storytelling le immagini diventano il mezzo principale per trasmettere un messaggio o una storia. Queste immagini possono essere fotografie, illustrazioni, infografiche o video. La sua forza risiede nella capacità di catturare emozioni e trasmettere concetti complessi attraverso visual che parlano direttamente al cuore e alla mente del pubblico. Con l’attenzione sempre più frammentata degli utenti online, offre un modo efficace per attirare e trattenere l’attenzione.

Esempi di visual storytelling in diversi contesti aziendali

Diverse aziende hanno sfruttato con successo il Visual Storytelling in vari contesti. Ad esempio, un’azienda di moda potrebbe utilizzare video di alta qualità per presentare la sua ultima collezione, mostrando i dettagli dei tessuti e i modelli che indossano i capi in contesti reali. Un’agenzia di viaggi potrebbe condividere immagini suggestive dei luoghi esotici in cui offre esperienze indimenticabili. Persino un’azienda tecnologica potrebbe utilizzare infografiche per semplificare concetti complessi e rendere più accessibile l’informazione tecnica.

Che ne pensi?

Vuoi dare vita ad una strategia di Digital Storytelling ma non hai idee e non sai da dove partire? Nessun problema: ci siamo qui noi!

Contattaci per ricevere una prima consulenza gratuita, saremo Very Content-i di trovare la soluzione più adeguata alla tue esigenze.

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Linkbuilding SEO: che cos’è e come farla al meglio?

Bentornato amante del Digital Marketing! Oggi torniamo a parlare di SEO e, in particolare, dell’attività di Linkbuilding per scoprire che cos’è e quali sono le linee guida per farla al meglio.

Potrebbe sembrare un termine tecnico ma, in realtà, è un’attività abbastanza semplice che ogni Brand dovrebbe prendere in considerazione per migliorare la propria Brand Reputation online.

In questo articolo, perciò, toccheremo i seguenti argomenti:

Pronto? Partiamo!

Cos’è la Linkbuilding SEO e a cosa serve?

Quando si parla di linkbuilding, si fa riferimento a quell’attività SEO che ha come obiettivo quello di aumentare i link in ingresso verso il tuo sito web. In altre parole si tratta di fare in modo che blog, riviste online, magazine di settore autorevoli citino il tuo sito tramite link diretti, chiamati backlink.

Ma a che cosa serve la linkbuilding e perchè è importante per la SEO?

Intraprendere l’attività di linkbuilding è fondamentale per aumentare l’autorevolezza del proprio sito web. Google, come tutti i motori di ricerca, infatti, utilizza la qualità dei backlink come un importante fattore di ranking. Semplificando per chi non è avvezzo al mondo del web o del digital marketing, fare in modo che siti web rinomati e autorevoli (come importanti testate giornalistiche o famosi magazine online di settore) citino il tuo sito utilizzando un link su delle parole chiave specifiche aumenta la considerazione che l’algoritmo di Google ha del tuo sito.

In questo modo, avrà più possibilità di posizionarsi tra i primi risultati di ricerca quando gli utenti ricercheranno le parole chiave per cui è posizionato.

Tipologie di linkbuilding: On-site e Off-site

Prima di passare alle Best Practice per fare Linkbuilding, è bene soffermarsi sulle due tipologie di linkbuilding esistenti e sulle loro differenze: Linkbuilding On-site e Linkbuilding Off-site.

Hai mai notato che spesso all’interno degli articoli di blog online ci sono delle parole scritte con un diverso colore e che funzionano da link?

Ecco, la LinkBuilding On-site è proprio questo: creare dei collegamenti ipertestuali (interlink) all’interno del proprio sito che rimandino ad altre pagine interne come articoli del blog, prodotti all’interno dell’ecommerce ecc. Quest’attività è importante per due fattori: il primo riguarda la User Experience dell’utente che, cliccando sul link e trovando un contenuto coerente e interessante, potrebbe esserne gratificato; il secondo riguarda il tempo di permanenza dello stesso utente che, invece che leggere l’articolo e uscire, potrebbe approfondire le sue ricerche e rimanere più tempo sul sito dimostrando agli occhi di Google che si tratta di una fonte seria, autorevole e genuina.

La Linkbuilding Off-site, invece, è ciò di cui parlavamo nel primo paragrafo di questo articolo: fare in modo che siti autorevoli citino il tuo sito utilzzando backlink su parole chiave specifiche.

Ora che abbiamo compreso che cos’è e quali sono le sue tipologie, vediamo quali sono le Beast Practice per fare Linkbuilding SEO!

Consigli e strategie per fare Linkbuilding SEO

Se questo argomento ti interessa e vuoi iniziare a fare linkbuilding sul tuo sito, ti consigliamo di contattarci! Nel frattempo, però, puoi dare un’occhiata a queste linee guida per avere una prima panoramica di come si fa linkbuilding:

  • Identificazione delle Opportunità di Link Building

Il punto di partenza per una campagna di link building di successo è l’identificazione delle opportunità. Ciò significa individuare siti web pertinenti e autorevoli nel tuo settore che potrebbero essere interessati a collegarsi al tuo sito. È fondamentale cercare siti web con autorità, reputazione e una base di utenti simile al tuo target.

  • Scelta delle parole chiave

La scelta delle parole chiave giuste da utilizzare come Anchor Text (testo in cui verrà inserito il link) è fondamentale. Utilizzare le parole chiave più rilevanti e coerenti nei tuoi link massimizzerà il loro valore e la conseguente rilevanza.

  • Guest Posting e Collaborazioni

Il Guest Posting è una delle tattiche più comuni nella link building. Si tratta dell’acquisto di articoli di qualità da pubblicare su altri siti web del tuo settore, al cui interno ci sia un backlink al tuo sito. È un’opportunità unica per dimostrare la tua competenza e ottenere link da fonti autorevoli. Inoltre, bisogna considerare la possibilità di collaborare con altri professionisti del tuo settore per creare contenuti congiunti o costruire relazioni che possono portare a futuri link.

In conclusione, la link building è una pratica fondamentale nell’ottimizzazione SEO, ma richiede pianificazione e attenzione ai dettagli. Per essere sicuro di farla al meglio, non devi far altro che affidarti a Very Content!

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Qual è la differenza tra Funnel e Flywheel nel Digital Marketing?

Nell’era moderna, il marketing digitale ha assunto un ruolo fondamentale per le aziende di ogni settore. Con l’avvento delle tecnologie digitali e la crescente presenza online dei consumatori, l’efficacia delle strategie di marketing tradizionali è stata messa in discussione. In questo contesto, sono emersi due approcci distinti e innovativi: il Funnel e il Flywheel di Marketing.

Il concetto di Funnel rappresenta un modello consolidato nel marketing, basato su un processo lineare che guida i potenziali clienti attraverso diverse fasi, dal momento in cui scoprono un prodotto o servizio fino all’acquisto finale. Questo approccio si focalizza sulla generazione di lead e sulla conversione di clienti, con particolare attenzione alle singole transazioni.

Dall’altro lato, il concetto di Flywheel è una prospettiva più recente e orientata al cliente. Questo approccio mira a creare una spinta costante e virtuosa attorno al cliente, focalizzandosi sull’esperienza del cliente stesso e sulla soddisfazione a lungo termine. L’obiettivo principale del Flywheel è quello di generare forza attraverso l’attrazione, il coinvolgimento e la fidelizzazione dei clienti.

In questo articolo, esploreremo approfonditamente le differenze tra i due approcci e analizzeremo le loro applicazioni nel contesto del marketing digitale attuale. Scopriremo quale approccio potrebbe essere più adatto alle esigenze delle aziende in un mondo sempre più digitalizzato e competitivo.

Toccheremo, perciò, i seguenti argomenti:

Che cos’è e come funziona il Funnel Marketing?

Il Funnel è un concetto centrale nel Marketing Digitale, rappresentando un modello strategico che guida i potenziali clienti attraverso un percorso ben definito. Esso rappresenta una metafora visiva che illustra come i consumatori si spostano attraverso diverse fasi, dall’essere consapevoli di un prodotto o servizio fino all’azione finale di acquisto. Le tappe tipiche del funnel includono:

  • la fase di consapevolezza, in cui i potenziali clienti vengono introdotti al marchio;
  • la fase di interesse, dove dimostrano un maggiore coinvolgimento;
  • la fase di decisione, dove valutano le opzioni disponibili;
  • la fase di azione, dove avviene l’effettivo acquisto.

Durante ogni fase del Funnel, vengono utilizzate diverse strategie per coinvolgere e convertire i potenziali clienti. Le campagne ADS, per esempio, sono uno degli strumenti principali per aumentare la consapevolezza del marchio, raggiungendo una vasta audience online. L’Email Marketing è un altro elemento cruciale nel Funnel, permettendo di comunicare in modo personalizzato e diretto con i Lead, mantenendoli informati e costruendo una relazione di fiducia.

Tuttavia, il Funnel presenta sia vantaggi che svantaggi. Tra i vantaggi, vi è la sua struttura ben definita, che consente di misurare e ottimizzare le performance in ogni fase del processo. Inoltre, si concentra sulle conversioni, aiutando a identificare i punti critici in cui i potenziali clienti abbandonano il percorso di acquisto. D’altro canto, il Funnel può risultare troppo lineare e focalizzato esclusivamente sulla conversione a breve termine, trascurando la fidelizzazione a lungo termine dei clienti. Inoltre, può non riflettere completamente l’esperienza complessiva del cliente, poiché si concentra maggiormente sulla generazione di Lead piuttosto che sulla soddisfazione del cliente dopo l’acquisto.

Che cos’è la Flywheel e come funziona nel Digital Marketing?

Il Flywheel è un’innovativa prospettiva nel marketing digitale che mette al centro il cliente, creando un ciclo virtuoso di crescita continua. A differenza del funnel, che si concentra sulla conversione dei potenziali clienti, il flywheel mira a mantenere costante il momentum attorno al cliente, puntando sull’esperienza e sulla soddisfazione a lungo termine. Esso si basa su tre elementi chiave: Attrazione, Coinvolgimento e Delizia.

  1. Fase di Attrazione. La prima fase coinvolge gli utenti sconosciuti tramite la creazione di contenuti di valore e l’uso di strategie di Inbound Marketing per catturarne l’attenzione. Questo può avvenire attraverso blog, video, social network e altre forme di contenuti che rispondano alle esigenze e ai desideri del pubblico di riferimento.
  2. Fase di Coinvolgimento. La seconda fase si concentra sull’interazione e sulla costruzione di relazioni durature con i clienti. Il customer service diventa un elemento chiave, fornendo supporto e assistenza personalizzata per soddisfare le necessità dei clienti, accrescendo la loro fedeltà e coinvolgimento con il marchio;
  3. Fase di Delizia. La terza e ultima fase è focalizzata sulla creazione di esperienze positive e memorabili per i clienti. Qui entrano in gioco referenze e testimonianze dei clienti soddisfatti, che diventano potenti strumenti di promozione per attrarre nuovi clienti.

A differenza del Funnel, il Flywheel pone una maggiore enfasi sulla soddisfazione del cliente e sulla creazione di un rapporto a lungo termine con la clientela. L’obiettivo è quello di generare un effetto a cascata, in cui la soddisfazione dei clienti li spinge a condividere esperienze positive con altri, generando così nuovi potenziali clienti.

Tra i vantaggi del flywheel nel marketing digitale, troviamo una maggiore enfasi sulla creazione di relazioni a lungo termine con i clienti, il che può portare a una maggiore fedeltà e a una migliore reputazione del brand. Tuttavia, il flywheel richiede tempo e sforzi costanti per mantenere il momentum e potrebbe essere meno adatto a modelli di business a ciclo breve o con necessità di conversione immediata.

Funnel vs Flywheel: un confronto

Vediamo ora un confronto diretto tra questi due approcci nel marketing digitale. Una delle principali differenze tra i due è la prospettiva del cliente e la gestione del suo ciclo di vita.

Il Funnel si concentra principalmente sulla conversione dei potenziali clienti in clienti effettivi, con una visione più transazionale del rapporto con il cliente. L’obiettivo principale è spingere i clienti attraverso il processo di acquisto, mettendo l’accento sulla generazione di lead e sulle conversioni a breve termine.

D’altra parte, il Flywheel pone l’attenzione sulla soddisfazione del cliente e sulla creazione di relazioni durature con essi. L’approccio è orientato a un ciclo continuo di attrazzione, coinvolgimento e delizia dei clienti, con l’obiettivo di generare un passaparola positivo e fidelizzare i clienti a lungo termine.

L’adattabilità dei due approcci varia a seconda delle tipologie dei business e dei settori. Il Funnel può essere particolarmente efficace per prodotti o servizi con un ciclo di vendita breve e per obiettivi di marketing a breve termine. D’altra parte, il Flywheel è più indicato per aziende che puntano alla creazione di relazioni solide con la clientela, come nel caso di business basati sulla fiducia, sulla fidelizzazione e sulla creazione di una community attiva di clienti.

Tuttavia, non è necessario scegliere uno dei due approcci in modo esclusivo. In realtà, il Funnel e il Flywheel possono coesistere o essere integrati all’interno della stessa strategia. Ad esempio, si può utilizzare il Funnel per acquisire nuovi clienti, mentre il fFywheel per mantenere un rapporto di lungo termine con i clienti esistenti. In questo modo, si può trarre vantaggio dai punti di forza di entrambi gli approcci e ottenere una strategia di marketing completa ed efficace.

Se sei interessato a scoprire qual è l’approccio più adeguato per la tua azienda, contattaci! Saremo Very Content-i di trovare la soluzione e la strategia che si adatta maggiormente al tuo business.

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Dati sensibili e dati personali: cosa sono e qual è la differenza?

Quante volte hai sentito la frase “i dati sono il nuovo petrolio“? Probabilmente molte. Nella Digital Era in cui ci troviamo, infatti, i dati sono una delle risorse più preziose per un’azienda che voglia emergere e avere successo nel proprio settore. Spesso, inoltre, si sente parlare di dati sensibili e dati personali e si fa un po’ di confusione nel definire che cosa sono e quali sono le loro differenze.

Proprio per questo motivo, in questo articolo cercheremo di dare una risposta alle seguenti domande:

Partiamo subito!

Che cosa si intende con dati personali e quali sono?

I dati personali comprendono tutte quelle informazioni che identificano una persona o la rendono identificabile. Ogni volta che lasci il tuo nome, indirizzo, email o persino il tuo numero di telefono da qualche parte online, stai condividendo i tuoi dati personali. Ma non solo! Anche le foto, le preferenze di navigazione e i like sui social media rientrano in questa categoria.

Il Garante della Privacy, suddivide in due principali categorie i dati personali:

  • Dati che permettono l’identificazione diretta, come i dati anagrafici (nome, cognome ecc.) e le immagini;
  • Dati che permettono l’identificazione indiretta, come i numeri di identificazione (codice fiscale, indirizzo IP, numero di targa ecc.)

Inoltre, specifica che con lo sviluppo delle nuove tecnologie digitali, stanno diventando sempre più importanti i dati relativi alle comunicazioni via internet o telefono e i dati che consentono di geolocalizzare un utente.

Che cosa sono e quali sono i dati sensibili?

I dati sensibili sono quei dati che rivelano aspetti intimi della tua vita, come le tue informazioni mediche, le tue convinzioni religiose, le tue preferenze riguardo l’orientamento sessuale e molto altro ancora. Questi dati sono così delicati perché possono svelare dettagli intimi e personali che dovrebbero essere trattati con la massima riservatezza.

Il GDPR (che più avanti scopriremo in cosa consiste) identifica come sensibili tutti i seguenti dati:

  • l’origine razziale o etnica;
  • le opinioni politiche, le convinzioni religiose o filosofiche;
  • l’appartenenza sindacale;
  • i dati genetici e i dati biometrici
  • i dati relativi alla salute, alla vita sessuale o all’orientamento sessuale.

Il rischio associato alla divulgazione di dati sensibili è notevole. Se questi dati finiscono nelle mani sbagliate o vengono utilizzati impropriamente, possono causare gravi conseguenze per la tua privacy e la tua sicurezza. La divulgazione di dati sensibili può portare a discriminazioni, violazioni della privacy, e persino potenziali danni alla tua reputazione.

È fondamentale comprendere l’importanza di proteggere i dati sensibili e prestare attenzione a come vengono gestiti e condivisi. La consapevolezza della sensibilità di questi dati è il primo passo per assicurarti di mantenere il controllo sulla tua privacy e garantire che le informazioni personali più intime siano al sicuro.

Qual è la differenza tra dati sensibili e dati personali?

Una volta compresa la definizione di dati personali e dati sensibili, è bene fare chiarezza su quali sono le loro differenze.

La principale differenza risiede nella loro natura. I dati sensibili, infatti, si differenziano da quelli personali per il loro grado di intimità e, conseguentemente, perchè se trattati in modo non consono alle leggi, potrebbero dare luogo a discriminazioni razziali, di genere o di qualunque altro tipo.

Quali sono le normative che tutelano i Dati Personali e i Dati Sensibili?

Proteggere i dati personali e sensibili è un compito che coinvolge istituzioni, leggi e normative a livello internazionale. Tra le principali norme a tutela della privacy troviamo il GDPR (General Data Protection Regulation) in Europa e il CCPA (California Consumer Privacy Act) negli Stati Uniti.

Il GDPR è una legge chiave nell’Unione Europea che stabilisce regole rigide sulla raccolta, l’elaborazione e la conservazione dei dati personali. Essa conferisce agli utenti il controllo sulle proprie informazioni e richiede alle organizzazioni di adottare misure di sicurezza per proteggere i dati dei cittadini dell’UE.

Analogamente, il CCPA negli USA è stato introdotto per garantire una maggiore trasparenza e protezione dei dati personali degli utenti residenti nello stato. Essa concede ai cittadini il diritto di conoscere quali informazioni vengono raccolte e di negare la condivisione dei propri dati con terze parti.

In conclusione, le normative a tutela dei dati personali e sensibili sono fondamentali per garantire una gestione responsabile e sicura delle informazioni. Il rispetto di queste leggi è una responsabilità che coinvolge sia le organizzazioni che noi stessi come utenti, per assicurare la protezione dei nostri dati in un mondo digitale sempre più interconnesso.

Per essere sicuro che la tua azienda stia rispettando tutte le norme vigenti in tema di protezione dei dati personali e sensibili, contattaci! La nostra esperienze ti permetterà di dormire sonni tranquilli e di non aver mai a che fare con sanzione e problematiche.

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KPI Digital Marketing: cosa sono e quali conviene prendere in considerazione?

Nel mondo sempre più digitale in cui le aziende operano oggi, misurare e valutare l’efficacia delle proprie iniziative di marketing è diventato essenziale per ottenere risultati tangibili e migliorare costantemente le strategie. In questo articolo, esploreremo in dettaglio le principali metriche e i KPI utilizzati nel Digital Marketing, mettendo in luce l’importanza di una valutazione accurata e mirata delle performance.

Il Digital Marketing offre alle aziende una vasta gamma di strumenti e canali per raggiungere il proprio pubblico di riferimento, coinvolgerlo e convertirlo in cliente. Tuttavia, per ottenere risultati significativi, è fondamentale valutare attentamente l’impatto delle proprie azioni. Le metriche e i KPI forniscono un quadro chiaro delle performance delle strategie di marketing, consentendo alle aziende di prendere decisioni informate e di ottimizzare le proprie attività.

In questo articolo, esploreremo una varietà di metriche e KPI utilizzati nel contesto del Digital Marketing. Toccheremo i seguenti argomenti:

Definizione di metriche e KPI nel Digital Marketing:

Nel contesto del marketing digitale, le metriche e i KPI (Key Performance Indicators) sono strumenti fondamentali per misurare l’efficacia delle strategie di marketing e valutare il raggiungimento degli obiettivi aziendali. Le metriche rappresentano i dati quantitativi che misurano specifici aspetti delle attività di marketing, come il numero di visite al sito web, la durata media delle sessioni o il tasso di conversione. D’altra parte, i KPI sono le metriche chiave che vengono selezionate in base all’importanza strategica per l’azienda e che indicano il successo o il fallimento delle attività di marketing.

Ogni azienda ha obiettivi e priorità diversi, pertanto è importante identificare quali misure sono rilevanti per il proprio contesto aziendale. Ad esempio, se l’obiettivo principale è aumentare la consapevolezza che il pubblico ha del marchio, metriche come Impression e Reach sui social media potrebbero essere più rilevanti. D’altra parte, se l’obiettivo è generare lead di alta qualità, le metriche come il Tasso di Conversione e il Valore Medio degli Ordini possono essere più significative.

Metriche e KPI per valutare il traffico e l’audience

Le metriche di traffico del sito web forniscono informazioni preziose sul numero e l’andamento delle visite al tuo sito. Alcune delle metriche chiave includono:

  • il numero totale di visite,
  • le pagine viste
  • il tempo medio trascorso sul sito.

Le metriche di audience, d’altra parte, sono orientate a fornire informazioni sul pubblico che visita il tuo sito web. Queste metriche includono:

  • il numero di utenti unici;
  • la frequenza delle visite;
  • la durata media della sessione.

Analizzando attentamente queste metriche, potrai identificare gli aspetti del tuo sito web che attirano il maggior interesse, nonché eventuali aree di miglioramento. Ad esempio, se le visite al sito sono elevate, ma il tempo medio sulla pagina è basso, potrebbe essere necessario esaminare la qualità e la rilevanza dei contenuti offerto.

Metriche e KPI per misurare le conversioni e la Lead generation

Le metriche di conversione sono essenziali per valutare l’efficacia delle tue strategie di marketing nel generare azioni desiderate, come acquisti, iscrizioni o download. Alcune delle metriche di conversione comuni includono:

  • il Tasso di Conversione, che misura il rapporto tra il numero di azioni desiderate e il numero totale di visite o impressioni;
  • il Tasso di Abbandono del carrello, che indica quanti utenti lasciano il carrello senza completare l’acquisto;
  • il Valore Medio degli Ordini, che calcola la spesa media dei clienti.

Queste metriche sono di fondamentale importanza per valutare l’efficacia delle strategie di conversione e di acquisizione clienti. Le metriche di conversione ti permettono di comprendere quanto efficacemente stai convertendo il traffico in azioni desiderate, identificando eventuali punti deboli o aree di miglioramento nel processo di conversione. Le metriche di lead generation, invece, ti aiutano a misurare la qualità e il potenziale di conversione dei lead generati, offrendo informazioni sulla tua capacità di attrarre e coinvolgere potenziali clienti interessati.

Metriche di engagement sui Social Media

Le metriche di engagement sono fondamentali per valutare l’interazione e l’interesse del pubblico sui canali social. Queste metriche riflettono l’efficacia delle tue strategie di social media marketing nel coinvolgere e stimolare il pubblico. Alcune delle metriche di engagement comuni includono:

  • i like;
  • i commenti;
  • le condivisioni;
  • l’interazione complessiva con i tuoi contenuti sui social media.

I like indicano l’apprezzamento del pubblico per i tuoi contenuti, mentre i commenti offrono l’opportunità di interagire direttamente con gli utenti e creare conversazioni. Le condivisioni indicano che i tuoi contenuti sono ritenuti interessanti o rilevanti al punto da essere condivisi con i propri amici o consocenti.

Oltre alle metriche di engagement, è importante misurare il Reach e le Impression dei tuoi contenuti. Il Reach indica quanti utenti sono stati esposti ai tuoi contenuti, mentre le Impression misurano quante volte i tuoi contenuti sono stati visualizzati complessivamente. Queste metriche sono cruciali per valutare l’efficacia della tua presenza sui social media e per comprendere l’entità dell’audience raggiunta.

Se stai cercando dei professionisti a cui affidare la tua comunicazione digitale, contattaci! Da sempre riteniamo che un approccio Data-driven (ovvero basato sui dati e quindi su metriche e KPI) sia l’unico modo per dimostrare concretamente il ruolo strategico delle nostre attività di Marketing.

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