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Di che cosa si occupa un’agenzia di Article Marketing Italia?

Facci indovinare: hai appena creato il tuo sito web ma non stai vedendo ancora risultati. Non ricevi visite e nessuno conosce l’esistenza del tuo business. Se stai cercando una soluzione a questo problema e una risposta alle tue domande di Marketing, sei nel posto giusto. Hai mai sentito parlare di Article Marketing? E di Content Marketing? In Italia se ne parla ancora (troppo) poco ma all’estero tutti sono a conoscenza delle loro enormi potenzialità.

Se vuoi approfondire l’argomento ti consigliamo due articoli in cui spieghiamo in modo chiaro di che cosa si tratta:

Che cos’è l’Article Marketing?

Con Article Marketing s’intende quella specifica branca del Web Marketing che rientra all’interno del Content Marketing. Nella pratica s’intende la creazione di articoli redazionali all’interno della pagina Blog o News del proprio sito finalizzati alla creazione e alla gestione della propria Web Reputation e alla generazione di traffico verso il proprio sito.

Come probabilmente saprai, è fondamentale per il tuo sito risultare tra i primi risultati di ricerca di Google e per farlo esistono due modi: pagando o in modo organico. Ecco, l’Article Marketing si concentra e si interessa di questa seconda metodologia. Chi lavora in questo ambito ha il compito di scrivere e ottimizzare gli articoli riguardanti la propria azienda (o il proprio business) in ottica SEO: Search Engine Optimization. Utilizzando keyword specifiche è infatti possibile incontrare le richieste degli utenti di Google, ai quali esso proporrà i suddetti articoli.

Allo stesso modo, l’Article Marketing è un modo molto efficace per coinvolgere i tuoi attuali clienti. Informandoli sullo sviluppo della tua azienda o sull’offerta dei tuoi prodotti e raccontandogli curiosità e aneddoti sarai in grado di creare in loro un senso di appartenenza che andrà ad influire in modo positivo sulla fedeltà al vostro brand.

Di che cosa si occupano le agenzie di marketing che offrono servizi di Article Marketing Italia?

Infine, oltre ad aumentare il traffico verso il tuo sito posizionandolo tra i primi risultati della SERP di Google, oltre a migliorare la Web Reputation del tuo brand e di conseguenza l’autorità del tuo sito rispetto ai concorrenti, l’Article Marketing è in definitiva lo strumento migliore per tutte le aziende che avrebbero necessità di investire in pubblicità digitale ma non hanno il budget adeguato a farlo.

Proprio per questo motivo le agenzie di marketing come noi di Very Content offrono i loro servizi di Content Marketing e Article Marketing delineando una strategia a lungo termine con l’obiettivo finale di aumentare le vendite dei loro clienti. Perciò cosa aspetti? Raccontaci chi sei, la Mission e la Vision del tuo brand e noi ci occuperemo del resto.

Affidati a Very Content!

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Content Marketing

Quanto costa la creazione e la gestione di un blog aziendale di successo?

Creare e gsetire un blog aziendale può rivelarsi una strategia vincente per aumentare il traffico al tuo sito web e ampliare la tua customer base, migliorando notevolmente le performance del tuo business. Se hai intenzione di aprire un blog aziendale, all’interno di questo articolo troverai molti spunti interessanti:

  1. Creare e gestire un blog aziendale di successo: tutti i vantaggi.
  2. Best practice per creare e gestire un blog aziendale di successo.
  3. Qual è il costo per creare e gestire un blog aziendale?
  4. Qual è il costo per gestire un blog aziendale su WordPress?

Di pari passo con il processo di trasformazione tecnologica e digitale che sta investendo gradualmente e trasversalmente tutti i settori, cresce continuamente il numero di aziende che puntano sul digital marketing per migliorare le proprie performance: ecco quindi che business di tutte le dimensioni iniziano a concorrere, agguerriti, alle aste su Google e sui Social Media per ottenere la massima esposizione a fronte del prezzo più conveniente, con l’obiettivo di ampliare la propria clientela.

Presi dalla moda e dalle attività che fanno più scalpore, avendo davanti agli occhi le mosse mediatiche milionarie delle multinazionali leader indiscusse in ambito pubblicitario, ci si dimentica spesso però della natura del proprio business e della realtà dei propri obiettivi: obiettivi che nel caso di una PMI spesso coincidono con la generazione di lead e la massimizzazione delle conversioni, con un occhio attento all’ottimizzazione del budget a disposizione.

Un’attività spesso sottovalutata ma dalle straordinarie potenzialità per aumentare il traffico al proprio sito web e generare traffico organico e conseguentemente dei contatti qualificati e lead è quella relativa alla creazione e alla gestione di un blog aziendale

Un blog aziendale è un vero e proprio canale mediatico a disposizione dell’azienda, che veicola al contenuti che parlano dei suoi prodotti o servizi con l’obiettivo di massimizzare il traffico al sito e farsi conoscere da potenziali nuovi clienti.

Si stima infatti che le imprese che hanno introdotto un blog all’interno del proprio sito aziendale producano in media il 67% di lead in più ogni mese: un dato rilevante che dà la dimensione di quanto il content marketing non solo sia utile per i business in via di espansione, anche per il mantenimento delle performance di un business già competitivo.

Creazione e gestione di un blog aziendale di successo: tutti i vantaggi.

I vantaggi che può comportare il fatto di avere un blog di successo sono molteplici: dall’aumento del traffico al sito web alla generazione di lead fino alla massimizzazione del tasso di conversione, passando per la diffusione della Brand Awareness e l’incremento della Brand Loyalty.

Avere un blog aziendale all’interno del proprio sito può essere importante perché consente all’azienda di gestire un Owned Media da utilizzare come touchpoint con i propri consumatori abituali e con i prospect che cercano su Google informazioni sugli argomenti di cui il brand sceglie di parlare all’interno dei propri articoli. Da questo punto di vista è essenziale una corretta indicizzazione dei contenuti al fine di ottimizzarne il posizionamento all’interno dei motori di ricerca, con l’obiettivo di comparire tra i primi risultati della SERP in modo da massimizzare il numero di nuovi visitatori. Creare e gestire un blog di successo è un’attività strategica complessa e affinché sia efficace va curata nei minimi particolari: se non hai una formazione specifica in materia, puoi affidarti a una Digital Agency che prenderà in gestione il tuo blog a 360°.

Un blog permette a un’azienda di scrivere contenuti informativi, preziosi per comunicare la propria competenza e per ottimizzare la percezione della Brand Image da parte dei consumatori: mostrandosi autorevole nel suo scenario competitivo, l’azienda predisporrà da un lato le condizioni ideali per diffondere la notorietà del suo marchio e attrarre i prospect mentre dall’altro aumenterà il suo valore percepito da parte della sua Customer Base.

L’effetto sarà quello di creare un legame profondo tra il brand e il lettore, cementificando la relazione già in atto con i clienti abituali e arrivando a ricoprire un ruolo determinante nella fase di Consideration del funnel per quanto riguarda i prospect. In altre parole, ottenuta la convinzione che l’azienda sia competente o che ricopra addirittura il ruolo di market leader nel suo settore, il prospect sarà portato a considerarla attivamente tra le alternative di scelta al momento dell’acquisto.

Best practice per la creazione e la gestione di un blog aziendale.

Perché un blog possa essere definito “di successo”, il primo requisito è che deve avere un’anima:deve unire utilità e competenza con uno stile unico e distintivo, mostrando interesse nei confronti dei lettori e intercettandone i bisogni latenti attraverso un costante ascolto del mercato. In altre parole, per conquistare i suoi lettori un’azienda deve offrire un reale valore aggiunto alle informazioni che sceglie di diffondere, innescando l’identificazione nella sua mission, nella sua vision e nel suo set valoriale attraverso il giusto stile comunicativo. 

Per rendere performante il proprio blog è quindi di vitale importanza veicolare contenuti di qualità: è essenziale, infatti, che gli articoli siano pensati e scritti ad hoc per il proprio specifico pubblico di riferimento, incentrati su argomenti interessanti per il target e sulla condivisione di valori e forme espressive. Un’altra variabile da tenere in considerazione è la frequenza delle pubblicazioni: pubblicare spesso contenuti aggiornati contribuisce in maniera sensibile a tenere alto il numero di visitatori abituali aumentandone il livello di coinvolgimento. A tale scopo è fondamentale rendere efficiente la propria attività di pianificazione attraverso la stesura di Piani Editoriali a cadenza periodica, con l’obiettivo di individuare le nuove tendenze per scegliere i temi più rilevanti per il target: un contenuto può essere definito “rilevante” solo nel momento in cui risulta utile per chi lo legge. È condizione necessaria, dunque, scegliere temi interessanti per i propri lettori e che possano risolvere eventuali dubbi o difficoltà preventivabili. 

Una volta acquisita una base abituale di lettori sarà naturale conseguenza la generazione di traffico al sito: non resterà altro da fare che convertirlo in lead. Per farlo, è possibile ricorrere all’utilizzo dei cosiddetti “lead magnet”: offerte gratuite, come e-book o codici sconto, da scaricare previo inserimento dei propri dati personali che verranno poi utilizzati per le attività di direct marketing (come, ad esempio, per le newsletter o per l’SMS marketing) nelle fasi successive del funnel.

Qual è il costo per la creazione e la gestione di un blog aziendale?

Come abbiamo visto, la creazione di un blog aziendale e la sua corretta gestione possono rivelarsi un asset fondamentale per il successo di un’azienda, fortificando la relazione con i clienti attuali e attirando sul sito web i clienti possibili. 

Le piattaforme su cui è possibile creare un blog sono innumerevoli, sia open source che a pagamento: tra le più diffuse open source troviamo prima di tutto WordPress (leader indiscusso nel settore dei CMS), Drupal e Joomla (che presentano però un’interfaccia meno intuitiva per i principianti rispetto alla prima opzione), Blogger (la piattaforma gratuita di blogging hosted di Google, perfetta per i principianti) e Tumblr

Altre valide opzioni, offerte sia in versione gratuita (con limitazioni) che a pagamento (pro) sono rappresentate da Ghost, Medium, Wix, Squarespace, Weebly e LiveJournal.

Tutto questo, però, ha inevitabilmente un costo: a cominciare dalla creazione del blog e dalla scrittura degli articoli, passando per le attività di keyword research e pianificazione editoriale fino ad arrivare alla pubblicazione e alla corretta indicizzazione dei contenuti. Gestire un blog aziendale è a tutti gli effetti un’attività strategica: non significa solo trovare argomenti interessanti per i lettori, ma anche e soprattutto posizionare un sito web per le keyword migliori all’interno dei motori di ricerca e farlo emergere rispetto ai contenuti dei competitor.

Qual è il costo per la gestione di un blog su WordPress?

Sul mercato la forbice dei prezzi è decisamente ampia: è possibile, infatti, trovare servizi scadenti a venduti a poco più di €100/mese fino ad arrivare a servizi più strutturati offerti a migliaia di euro, assicurandosi la pubblicazione di numerosi articoli.

La nostra agenzia propone 3 differenti tipologie di servizio, con costi differenziati a seconda delle esigenze: 

Numero di articoli Costo mensile
4 €260
8 €442
16 €728

L’offerta include indicativamente le seguenti attività:

·       Brief iniziale con il cliente per identificare gli argomenti da trattare;

·       Redazione del Piano Editoriale in funzione del volume di ricerca mensile per ogni keyword selezionata, confronto con il cliente ed eventuali modifiche;

·       Redazione degli articoli in ottica SEO, condivisione ed eventuali revisioni;

·       Revisione mensile su webmaster tool per individuare e aggiungere keyword secondarie;

·       Report trimestrale sull’andamento dell’attività.

Se hai capito che creare e gestire un blog di successo può rivelarsi una risorsa determinante per migliorare le performance del tuo business, visita il nostro sito e contattaci per un preventivo su misura per le tue esigenze.

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Content Marketing

Come eliminare i risultati di ricerca da Google per la tua reputazione online

Ti è mai capitato di ricercare il tuo nome su Google e scoprire dei risultati che ledono la tua immagine?

Quando conosciamo una persona per la prima volta c’è il 92% di possibilità che questa provi a digitare il nostro nome su Google per cercare più informazioni su di noi. 

Le informazioni riportate dai motori di ricerca su di noi dipendono dalla nostra reputazione online, ovvero dalla percezione circa la nostra immagine personale e professionale.

In altre parole, essa definisce la nostra identità digitale che altro non è che il risultato di come gli altri ci vedono in base alle informazioni che trovano online e di come interpretano i nostri atteggiamenti. È facile capire, di conseguenza, quanto diventi indispensabile perseguire una corretta visibilità della propria immagine personale su internet attraverso il controllo dei motori di ricerca. 

Il problema più grande relativo alla reputazione online consiste nella difficoltà di manipolazione dei contenuti: un individuo non può controllare le informazioni e i dati personali diffusi su internet, dal momento che per farlo sarebbe necessaria la proprietà dei siti web e degli strumenti che memorizzano le informazioni in questione. 

Non esistendo un software specifico per cancellare il proprio nome da Google, è fondamentale intervenire subito a difesa della propria reputazione online attraverso società specializzate nella realizzazione e divulgazione di notizie si potranno evitare eventuali ripercussioni sulla propria attività lavorativa.

GDPR e Diritto all’Oblio: eliminare i risultati di ricerca da Google per difendere la tua reputazione online.

L’estrema facilità con cui le persone riescono a reperire informazioni online diventa un rischio estremamente pericoloso nell’eventualità in cui tali informazioni siano negative, soprattutto nel caso in cui riguardino situazioni passate che non sussistano più nel presente.

Per fortuna però anche in questo caso nulla è perduto in quanto ciascun individuo ha la facoltà di esercitare il suo diritto all’Oblio, come definito dal General Data Protection Regulation entrato in vigore nel 2014: esso consiste nel diritto di ogni cittadino a richiedere la cancellazione dei suoi dati personali da Google e dagli altri motori di ricerca, che hanno messo a disposizione un apposito link per inoltrare la richiesta.

Ma come va presentata questa richiesta?

Oltre a munirsi di un regolare documento d’identità necessario per il riconoscimento, l’interessato deve valutare che sussistano le condizioni necessarie: è possibile richiedere di eliminare i risultati di ricerca da Google solo nel caso in cui le relative informazioni non siano di utilità pubblica oppure nel caso in cui siano stati pubblicati dei dati personali da terzi senza alcun consenso da parte dell’interessato (come nel caso del furto di dati personali). 

Se sussiste almeno una di queste condizioni, è possibile presentare la domanda: l’interessato dovrà però prima di tutto individuare tutte le URL contenenti informazioni che si desidera eliminare dai motori di ricerca (ogni risultato corrisponde a un’URL da rimuovere) e allegare tutte le argomentazioni a sostegno della sua pratica. 

È poi consigliabile rivolgersi a un professionista, come un’agenzia digital, per eliminare i risultati attraverso una strategia di Content Creation per far pubblicare nuovo materiale posizionato fra le prime informazioni nella SERP di Google. Very Content propone una strategia di creazione dei contenuti on site (article marketing) e off site (guest posting)

Come eliminare i risultati di ricerca da Google per difendere la reputazione online.

La richiesta di esercitare il diritto alla cancellazione dei propri dati personali coincide spesso nella richiesta specifica di eliminare dei risultati di ricerca da Google, consentendo di deindicizzare alcuni risultati che riportano il proprio nome. Nonostante la richiesta da inoltrare sia la medesima per qualsiasi tipologia di contenuto, vi può essere una differenza in termini di procedura di cancellazione a seconda del contenuto.

Per cancellare i risultati di ricerca da Google, oltre a inoltrare una richiesta di cancellazione al proprietario del sito web che l’ha diffusa, l’unica soluzione possibile è quella di “coprire” i contenuti negativi per mezzo della creazione di contenuti nuovi positivi: contenuti positivi che devono necessariamente essere indicizzati per la stessa keyword di quelli negativi, in modo tale che quando verranno posizionati nella SERP di Google produrranno l’effetto di far “scivolare” i vecchi contenuti nelle posizioni più arretrate. 

Il processo di content creation, indicizzazione dei contenuti e posizionamento SEO è estremamente delicato e, vista l’importanza della posta in palio, è opportuno appoggiarsi all’esperienza e alla professionalità di una digital agency.

Se hai trovato delle informazioni in rete che danneggiano la tua reputazione online e vuoi affidarti a un professionista per delineare una strategia di creazione di contenuti positivi per ristabilire la tua immagine e quella del tuo business, contattaci.

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Content Marketing social media

Cos’è e come si costruisce un piano editoriale efficace per i Social Media?

Pubblicare contenuti sui Social, si sa, è una pratica ormai comunemente diffusa nella società attuale. Spesso però, a causa della familiarità che abbiamo con i Social Media e dell’utilizzo quotidiano, si pensa erroneamente che non servano particolari competenze e accorgimenti per comunicare la propria azienda attraverso questi canali. La realtà è però distante da questa teoria.

Un post pubblicato sui Social, infatti, non è mai da intendere come un’azione individuale e circostanziale ma va concepito come parte di un piano strategico più ampio in cui ogni elemento deve essere coerente con gli altri e dirigersi verso un unico obiettivo di comunicazione.

Un piano strategico più ampio che prende il nome di piano editoriale social. Un piano editoriale social può essere definito come un documento strategico e operativo che consente di definire e organizzare tutti i contenuti che andranno pubblicati all’interno della propria strategia di Social Media Marketing: lo scopo è quello di costruire un filo conduttore tra tutti i post, l’identità del brand e i suoi obiettivi di comunicazione (che devono essere a loro volta coerenti con gli obiettivi di business e quelli di marketing). È uno strumento indispensabile per razionalizzare e tenere sotto controllo una grande mole di informazioni, ancor di più nel caso in cui a gestire la comunicazione siano più persone.

Piano editoriale per i Social Media: come si struttura?

Innanzitutto, prima di procedere alla creazione di un piano editoriale social, è necessario avere ben chiaro la Brand Identity dell’azienda che si rappresenta e il suo settore di riferimento: è quindi importante avere piena consapevolezza circa l’azienda per cui si comunica, i suoi valori, la sua storia, gli elementi distintivi della sua value proposition e il suo posizionamento sul mercato rispetto ai competitor. Questi ultimi costituiscono un punto fondamentale nella definizione della propria strategia: chi sono, cosa fanno e come operano sui social media? Utilizzare i competitor come benchmark, ovvero come termine di paragone, non significa assolutamente “copiarli” bensì “monitorarli”. In questo modo è possibile trovare eventuali spunti utili e soprattutto approfondire la comprensione del proprio target, al fine di individuare il giusto punto di leva per la propria comunicazione e differenziarsi.
competitivo e il target, ponendo l’attenzione sugli interessi, le abitudini e i touchpoints(letteralmente “punti d’incontro”) in cui gli individui che ne fanno parte interagiscono con il brand, si può procedere alla definizione dell’obiettivo di comunicazione: generazione di lead, aumento della Brand Awareness o della Brand Reputation, massimizzazione delle conversioni e generazione di traffico al sito web sono alcuni tra gli esempi più comuni.

Definito l’obiettivo, bisogna scegliere i canali social da presidiare in base ai trend in atto ma soprattutto in base ai canali in cui è maggiormente presente il target di riferimento. In questa valutazione, si deve tenere presente che ogni Social Media ha delle specificità formali (immagini, spazio per link o testi, predisposizione a formati audio e video) e delle specifiche modalità di fruizione: conoscere queste peculiarità consente di scegliere la piattaforma giusta e di creare contenuti coerenti con i suoi format oltre che con ciò che gli utenti cercano al suo interno.

Infine, è fondamentale misurarsi con le risorse che si hanno effettivamente a disposizione: i contenuti per la propria strategia di comunicazione social vanno progettati coerentemente con le risorse impiegabili per la sua realizzazione.

Piano editoriale per i Social Media: argomenti e linee narrative. 

Una volta che è stata definita la struttura del piano editoriale social, è il momento di scegliere gli argomenti da trattare per creare engagement (coinvolgimento) nel target: si può scegliere di parlare dei prodotti che compongono la propria offerta commerciale, dei valori che rendono unico il brand o ricorrere a eventuali ricorrenze offerte dal calendario (come le festività, ad esempio) per stimolare l’identificazione nel brand da parte del target. L’identificazione è un punto chiave della strategia di comunicazione perché avvicina il consumatore all’azienda, abbattendo le sue barriere e spianando la strada alla sua fidelizzazione: altre modalità efficaci consistono nel ricorrere ai cosiddetti “mondi condivisi”, facendo leva su interessi e modi di essere che brand e audience condividono, e monitorare gli insight dei post per avere una misura dei diversi livelli di gradimento che suscitano.

Scelti gli argomenti di cui parlare, rimangono da definire solo altri due elementi: visual e copy.

Il visual è il contenuto multimediale scelto (solitamente immagine o video) mentre per copy si intende la parte testuale del post, che a seconda del Social Media scelto varia per lunghezza e tone of voice (stile comunicativo).

Se hai un’azienda e stai pensando di affidare a un professionista strategia e gestione della tua comunicazione social, visita il nostro sito e contattaci!

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Content Marketing Siti web

Come scegliere un’agenzia SEO e come aumentare il traffico al tuo sito

Anche se molte imprese ed organizzazioni non vi prestano la giusta attenzione e non vi investono particolarmente, l’ottimizzazione SEO può e deve essere un’arma a disposizione del tuo business per vincere la agguerrita competizione per accaparrarsi i primi risultati di ricerca di Google. Infatti di questo si tratta: la SEO, acronimo di Search Engine Optimization, è l’ottimizzazione del sito e dei contenuti al suo interno affinchè appaiano nelle prime stringhe della SERP (la schermata che si apre quando cerchiamo qualcosa su Google).

Agenzia Seo per aumentare il traffico al sito

Siete mai andati nella seconda pagina di Google? No? Tranquilli, nessuno ci va. Questo perché quando cerchiamo un’informazione su internet ci aspettiamo di trovarla immediatamente, nel più breve tempo possibile. Di conseguenza si capisce l’importanza di essere tra quei primi risultati, ovvero di aumentare il Page Rank. Più in alto il sito si trova nella SERP, più persone cliccheranno e il traffico verso il sito aumenterà notevolmente.

Questo non fa solamente aumentare il traffico verso il sito, permette anche di far registrare migliori performance economiche. Prendiamo come esempio una testata giornalistica, o un qualsiasi sito che al suo interno abbia dei banner pubblicitari. Per loro fare SEO è fondamentale e indispensabile. Pensateci: come abbiamo detto, più si è in alto nella SERP più persone cliccheranno sul sito e di conseguenza verranno esposti ai banner pubblicitari del sito, che guadagna proprio in base a quante persone vedono quegli annunci.

Come scegliere un’Agenzia SEO a Milano?

Per fare tutto ciò ed ottenere questi risultati bisogna affidarsi a dei professionisti, i cosiddetti SEO Specialist. Si tratta di persone che uniscono competenze informatiche e commerciali e che cercano ogni giorno di capire e sfruttare a proprio vantaggio gli algoritmi di Google così da capire quali sono i siti che vengono premiati e quali quelli che vengono penalizzati e fatti scivolare nella seconda, se non nella terza, pagina di ricerca.

Affidarsi ad un’Agenzia SEO, come noi di VeryContent, non significa unicamente aumentare il traffico al sito ma significa anche ottenere altri numerosi vantaggi, come l’aumento della generazione di lead qualificati, l’aumento del ROI e dei ricavi in generale, il monitoraggio della notorietà del tuo brand…

Per scegliere la migliore Agenzia SEO a Milano, considerato che affidarsi ad un freelance non garantirebbe la continuità e la professionalità che può dare un’Agenzia, bisogna prestare attenzione a numerosi fattori:

  • Assicurati che garantisca un posizionamento alla luce di un’analisi di mercato
  • Assicurati che consigli il giusto posizionamento per il tuo business
  • Diffida da chi ti manda un preventivo senza prima di conoscere realmente di cosa si occupa il tuo business; fare SEO è un’attività altamente specifica per ogni tipologia di azienda, non può essere uguale per tutti
  • Allo stesso modo, diffida da agenzie che hanno costi fissi già impostati
  • Informati e apprezza se l’Agenzia SEO propone migliramente della User Experience per ottenere migliori risultati

Fortunatamente, se stai leggendo questo articolo non puoi avere dubbi: noi di Very Content offriamo tutte queste garanzie! Perciò contattaci per raccontarci la tua attività, saremo orgogliosi di poter lavorare al tuo fianco e garantirti ottimi risultati derivati dall’ottimizzazione SEO.

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Content Marketing

Che cos’è una Content Strategy e perché la tua azienda ne ha bisogno

Ne sentiamo parlare sempre di più nel corso degli anni, ma c’è spesso confusione quando si parla di Content Marketing e Content Strategy. Per darne una definizione specifica, una Content Strategy è un processo per creare, pianificare e curare contenuti che hanno lo scopo di soddisfare le esigenze di un pubblico specifico. Il Content Marketing, con cui spesso la si confonde e che a sua volta viene scambiato per Branded Content Marketing, è una strategia che sfrutta i contenuti per aumentare il traffico verso un sito web o un blog per generare lead e/o vendite.

Con il termine Content s’intende qualsiasi tipo di articolo, copy, video, foto o documento che sia in grado di fornire informazioni all’utente e di suscitare engagement o una risposta emotiva in lui.

Noi però ci soffermeremo principalmente sul Contenuto inteso come articoli per il blog di un sito web.

Le 4 fasi per sviluppare una Content Strategy

Se la tua azienda non sta ottenendo le performance che ti aspettavi in termini di traffico verso il sito o in termini di CTR potresti aver bisogno di progettare e implementare una Content Strategy, che si articola in 3 diverse fasi:

Analisi del target e degli interessi

Una volta compreso qual è il target della tua azienda e analizzato il contesto competitivo di riferimento, bisogna concentrarsi sull’analisi delle ricerche che gli utenti fanno su Google. Qui vengono in aiuto i tool e le competenze di SEO, che permettono di ottimizzare i contenuti della campagna in modo che risulti tra i primi risultati della SERP di Google (in pratica si tratta di migliorare il PageRank).

Altro passaggio fondamentale è quello definito del Social Listening che, grazie all’utilizzo di determinati tool, permette di osservare le conversazioni degli utenti di internet intorno ad un determinato topic e quindi estrapolare informazioni utilizzabili nella stessa Content Strategy.

Selezione dei contenuti per un sito o un blog

Analizzati i discorsi che fanno le persone intorno ad un determinato tema, ora è il momento di scegliere quelli più inerenti alla tua azienda e che siano coerenti con i tuoi obiettivi così da intercettare i bisogni e le richieste dei tuoi potenziali clienti. Si procede così con la stesura di un Piano Editoriale (solitamente mensile) in cui viene organizzata la pubblicazione dei contenuti settimana per settimana. Per fare ciò esistono alcuni strumenti che permettono di visualizzare quali sono le keyword più ricercate dagli utenti dei tuoi principali competitor così da sapere su quali argomenti incentrare gli articoli del blog.

Misurazione dei risultati

Una volta scritti e pubblicati i contenuti, l’ultima ed imprescindibile fase di una Content Strategy è quella della misurazione dei risultati. Questa fase, chiamata Content Audit, consiste nell’analizzare tutte le metriche di riferimento per comprendere l’andamento della campagna così da comprendere se abbia generando risultati positivi o meno. Con risultati positivi s’intende un aumento del traffico al sito, un aumento del CTR, ecc…

Conclusione: perché dovresti implementare una Content Strategy per la tua azienda

Come abbiamo visto, una Content Strategy permette di migliorare le performance di un sito web in termini di traffico verso di esso. Perciò se hai un’azienda che fatica a farsi spazio nel proprio ambiente competitivo e non capisci come fare per emergere, contattaci per ottenere un preventivo su misura per le tue esigenze. Decine di clienti si sono affidati e si affidano tutt’ora al nostro team per implementare una Content Strategy e hanno tastato con mano i suoi principali benefici. Fidati, non te ne pentirai!

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Content Marketing

Social commerce e social shopping: quali sono le differenze?

Spesso si tende a confondere il social commerce con il social shopping, ma c’è una distinzione specifica. Accanto al social commerce si introduce un nuovo modello di vendita: il social selling.

Definizione di social commerce e social shopping

Il Social commerce, è un determinato modello di e-commerce, consiste in una nuova forma di commercio elettronico che utilizza i social network e le piattaforme di interazione offerte dai siti per raggiungere i clienti, incrementare la loro partecipazione e migliorarne l’esperienza di acquisto. Il Social commerce è incentrato sulla multidimensionalità della customer experience, si propone dunque di perseguire la soddisfazione del cliente attraverso il suo massimo coinvolgimento sul social network di riferimento. Con il Social commerce è possibile analizzare a fondo i propri utenti attraverso i loro comportamenti online e le loro preferenze, riuscendo così a creare l’esperienza di acquisto su misura per loro. Le aziende che adottano il modello del social commerce mirano ad aumentare l’interesse dei clienti nei riguardi dei propri prodotti, fornendo loro degli strumenti utili e agevolando le interazioni tra i clienti.  I clienti quando sono soddisfatti dei prodotti o servizi acquistati, li consigliano ai propri amici, determinando così il brand advocate, in altre parole il passaparola tra i consumatori attraverso feedback, recensioni, commenti e post pubblicati sui social network. Uno dei vantaggi principali del social commerce è il meccanismo di viralità che si innesca attraverso l’utilizzo di video o immagini, soprattutto se proposti da influencer, i quali consentono di raggiungere un elevatissimo livello di engagement.

Abbiamo definito il Social Commerce, come un’evoluzione dell’e-commerce filtrata dall’uso oculato dei social network, in realtà il Social shopping è un passo avanti rispetto al Social Commerce: i social media costituiscono lo strumento fondamentale sia per la scelta che per la valutazione di un  prodotto per la maggior parte dei consumatori. Il social shopping in sostanza punta sulla capacità di creare e gestire una comunità di appassionati attorno ad un punto vendita ed ai suoi prodotti, per garantire sia vendite che interazioni sociali. Tutte le aziende, comprese quelle che non praticano il Social Commerce, dovrebbero monitorare il social shopping, ciò vuol dire gestire tutte le conversazioni e i contenuti correlati alla vendita.

Un nuovo modello di vendita: il social selling

Il Social Selling  è un nuovo modello commerciale in cui il processo di acquisizione di clienti si basa sulle informazioni ottenute dai social media. Costituisce un modello che prende il posto delle vecchie e lunghe telefonate, delle email spam, degli invii di demo o di campioni prodotto. I social assumono un ruolo strategico per la creazione di una propria rete di vendita e per la ricerca di clienti prospect e mirano alla fidelizzazione nel corso del tempo, grazie ad una accurata gestione delle interazioni su questi canali. Complessivamente, il Social Selling consiste in una tecnica di vendita integrativa incentrata sull’utilizzo dei social media come fonte di informazione per conoscere il tuo cliente potenziale e ottimizzare le interazioni successive che porteranno alla vendita. Questo processo si occupa di ricercare, creare collegamenti e interagire con leads, prospect e clienti attraverso le aree messe a disposizione dalle piattaforme social, come per esempio i gruppi di interesse quindi non necessariamente tramite messaggi diretti e in secondo luogo pubblicare contenuti di valore interessanti per il proprio pubblico, per consolidare la relazione attraverso interazioni significative.

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Come fare link building in maniera efficace

È risaputo che i link di un sito web sono fondamentali per il posizionamento su Google. Tuttavia è importante strutturarli in modo corretto e regolare, senza forzare la mano all’algoritmo dei motori di ricerca, pratica che potrebbe essere persino controproducente. Imparare il metodo giusto che insegna come fare link building ad hoc aiuta a ottenere risultati anche per quanto riguarda la propria strategia SEO online. In che cosa consiste esattamente? La Link building è la pratica di costruire collegamenti ipertestuali a senso unico (detti anche “backlink”) a un sito web con l’obiettivo di migliorare la visibilità sui motori di ricerca. Comprende diverse tecniche, che possono essere più o meno valide e presentare un livello di rischio di penalizzazione differente, giudicato dal motore di ricerca in questione. Rispetto a vent’anni fa, quando il focus era rivolto soprattutto alla quantità di informazioni presenti sulle pagine web su diversi argomenti, la parola d’ordine, adesso, è qualità ed è ciò che ha segnato un cambio di passo nel settore. In precedenza era frequente che per incrementare la popolarità e il posizionamento di un sito si puntasse sull’aumento del numero di link in ingresso. Diversamente da quanto avviene ora, però, all’epoca l’attenzione non era focalizzata sulla validità del contenuto delle pagine linkate e su quelle che contenevano collegamenti, né veniva fatta l’analisi del sito ospitante.


Link building: cos’è e perché è importante saperla fare

Google e gli altri motori di ricerca si avvalgono di sofisticati sistemi di analisi per scoprire come e in quali modi le pagine online sono collegate tra loro. Dopo l’arrivo del colosso di Mountain View, per anni i posizionamenti del web erano guidati dall’agoritmo PageRank, che funzionava contando il numero e la qualità dei link a una pagina per determinare una stima approssimativa dell’autorevolezza di un sito. Il presupposto di base era che i siti web più importanti tendenzialmente avrebbero ricevuto più link da altri siti web. A PageRank, nel tempo, si sono aggiunti altri algoritmi rispetto ai quali è necessario capire come fare link building. Soffermandoci sul significato letterale, la link building è la costruzione di una rete di collegamenti tra un sito e gli altri. In mezzo alle numerose autostrade di cui è composta la Rete, i collegamenti presenti su un sito possono essere paragonati a delle corsie preferenziali per i motori di ricerca. Il principale, Google, apprezza i link, di cui ha bisogno per il suo funzionamento e per fornire agli utenti le risposte che si aspettano quando effettuano una query, ovvero una ricerca. Ma cos’è esattamente la link building oggi? Nelle guide per i webmaster i link vengono definiti come una sorta di punteggio, di voti che vengono attribuiti in base a determinati criteri. Più utili sono considerati i contenuti di un sito, maggiori saranno le probabilità che un altro utente li ritenga validi per i propri lettori e li condivida attraverso un collegamento specifico.


Link building e Seo: che rapporto c’è

In che modo viene valutata la qualità dei siti dagli algoritmi di Google? Quali sono gli elementi da considerare per capire come fare una link building efficace? Il RankBrain (quella parte dell’algoritmo Hummingbird che dà credito alle pagine web basandosi sui link che gli arrivano da altre pagine web) funziona ancora oggi e rappresenta tuttora un fattore di ranking determinante. In base alla situazione attuale, per stabilire l’acquisizione di benefici e popolarità di un sito gli algoritmi di Google valutano non più solo l’autorevolezza di un sito che offre un link a un altro, ma anche la correlazione tematica e altri fattori più o meno noti. Tra link building e Seo c’è una stretta relazione. La principale strategia di ottimizzazione del posizionamento avviene off-page, per quanto occorra sempre curare anche i contenuti on-page e gestirli in modo opportuno: spingere una pagina mal concepita non porterà alcun risultato positivo, al contrario sarà penalizzante. Un’altra tecnica valida consiste nella realizzazione di articoli ottimizzati secondo una o più keyword specifiche che rappresentino un possibile approfondimento rispetto al tema di cui si tratta in un articolo su un sito ospitante. In aggiunta può essere utile variare la frequenza di link follow e nofollow (variabile a disposizione dei webmaster per segnalare al motore di ricerca di “non seguire” il collegamento), che danno vita a un profilo backlink naturale e possono aiutare nello sviluppo di traffico referral verso il proprio sito. Se avete bisogno di professionisti in grado di guidarvi al meglio nella link building e nell’ottimizzazione Seo del vostro sito, rivolgetevi alla digital e content agency di Milano Very Content. Contattate il team qui.

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Che cos’è la digital PR

Le digital pr rappresentano una strategia innovativa ed estremamente efficace per creare relazioni durature con gli stakeholder in tutto l’ecosistema digitale, con l’obiettivo di diffondere la notorietà del tuo marchio e migliorare Brand Image, Brand Reputation e tutte le associazioni correlate all’azienda. Se stai pensando di implementare una strategia di digital pr ma non sai cosa sono nello specifico, questo articolo contiene proprio le informazioni che fanno al caso tuo. Nello specifico, al suo interno troverai i seguenti argomenti:

  1. Che cosa fa un’agenzia di digital pr
  2. Perchè ingaggiare una digital pr agency a Milano

Il digital marketing è il ramo del marketing che utilizza i canali web per sviluppare la propria rete commerciale, analizzare i trend di mercato, prevederne l’andamento e creare offerte sul profilo del cliente target. Una strategia che rientra in questa branca è costituita dalle digital pr (o digital public relation), una forma evoluta di public relations che si svolgono online. I professionisti che se ne occupano hanno il compito di posizionare in alto e mantenere elevata la web reputation di aziende e marchi per cui lavorano. Gli esperti di digital pr devono monitorare le web communities, ascoltando costantemente i loro sentiments, e mantenere i rapporti con gli influencers che svolgono i ruoli di digital ambassadors. Inoltre analizzano con appositi strumenti l’andamento e il successo delle campagne digitali e dei marchi di cui stanno gestendo la comunicazione, padroneggiando le competenze SEO per un buon posizionamento del brand sui motori di ricerca.

Che cosa fa un’agenzia di digital pr

Gli specialisti nel campo delle digital pr stanno acquistando sempre più importanza agli occhi delle aziende perché lo sviluppo inarrestabile del digitale richiede una cura costante nelle relazioni con l’esterno e una loro continua ridefinizione – nei contenuti, nella forma, nei canali utilizzati – in base ai target di riferimento.  Sempre più spesso, poi, anziché inserire una figura internamente, le aziende preferiscono avvalersi di un’agenzia di digital pr e di consulenti in grado di fornire un servizio di digital pr professionale e su misura, messo a punto insieme al cliente in base alle sue esigenze. Si tratta di impostare e seguire diverse attività e strategie di comunicazione che mirano al rafforzamento della brand awareness e della web reputation. Qualche esempio? Articoli giornalistici e comunicati stampa, collaborazioni con blogger e influencer, un’agenda di contatti con giornalisti e operatori della comunicazione in crescita e sempre aggiornata, l’utilizzo dei social media per ottenere visibilità e costruire la fiducia nel marchio. Le Digital PR consentono anche di ottenere backlink di qualità e menzioni sui social media: si tratta, cioè, di quei collegamenti che altri siti concedono al proprio sito web, detti anche “incoming link” o “inbound link”. L’obiettivo è migliorare l’ottimizzazione delle proprie informazioni e dei propri contenuti riportati sul sito aziendale rispetto ai motori di ricerca. L’attività di digital pr ha il compito di generare un passaparola positivo suscitando interesse da parte di tutti i personaggi attivi della rete. Le pubbliche relazioni digitali svolgono un ruolo di ponte tra l’azienda, i consumatori e i protagonisti del mondo digitale e social. Lo scopo finale è garantire una copertura mediatica positiva dell’impresa e dei brand, rendendo chiari e facilmente identificabili i marchi, con relativi prodotti e servizi, agli occhi dei consumatori. 

Perché ingaggiare una digital pr agency a Milano

Quali possono essere i vantaggi per un’azienda che intende affidarsi a specialisti nel campo delle pr digital

Per implementare una strategia efficace di digital pr affidarsi a un’agenzia è la soluzione ottimale per creare e rafforzare la fidelizzazione nei confronti del vostro brand. Gli esperti del settore si occupano di fare in modo che i clienti potenziali vedano cose positive quando cercano su Internet il nome dell’azienda o altri suoi riferimenti nei motori di ricerca. L’ideazione di contenuti capaci di creare engagement e la garanzia di recensioni positive e imparziali alimenterà l’immagine del brand nel tempo. Testi chiari, coesi, coerenti, aggiornati, precisi, funzionali e scritti in modo fluido, oltre che corretto, aiutano a dare l’idea dell’autorevolezza dell’azienda. Importanti anche le recensioni dei prodotti e dei servizi da parte di chi li ha provati: permettono di aumentare la fiducia nei confronti del brand. 

Altro aspetto positivo di cui si beneficia affidandosi a un’agenzia di digital pr di Milano come Very Content, consiste nella possibilità di ritrovarsi tra i primi risultati dei motori di ricerca tra contenuti gratuiti, non inserzioni a pagamento. Più alto è il ranking di google, maggiore sarà il numero delle visite al proprio sito web. Inoltre più persone leggono dell’attività di un’impresa e condividono i contenuti sui social, più utenti visiteranno le pagine web aziendali. Le agenzie di digital pr si occupano anche di lead generation attraverso la performance marketing, ovvero di ottenere contatti – nell’ambito di professionisti, altre aziende, associazioni e realtà di vario tipo – tra coloro che hanno mostrato interesse verso il brand chiedendo informazioni e altri dettagli. Altro ambito di competenza degli specialisti di questo ramo del digital marketing è il ROI, il ritorno sull’investimento, attraverso il posizionamento di prodotti e servizi dei clienti presso un pubblico che abbia rilevanza e mostri interesse e voglia di condivisione.

Se stai pensando di implementare una strategia di digital pr per migliorare la notorietà e le associazioni correlate al tuo Brand, affidati a Very Content, digital agency specializzata anche in servizi di digital pr con sede a Milano: Contattate il team.

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Perché è importante il branded content marketing e in che cosa si differenzia dal content marketing

Per chi possiede un’azienda, implementare una strategia di Branded Content Marketing può rivelarsi decisivo per massimizzare l’esposizione mediatica dei tuoi prodotti o servizi, incrementare la tua customer base e aumentare l’enagagement del tuo target nei confronti del tuo brand.

Se stai pensando di affidarti a una content marketing agency per migliorare le performance del tuo business ma prima vorresti capire bene la differenza tra Content Marketing e Branded Content, questo articolo ti aiuterà a fare un po’ di chiarezza.

Nello specifico, al suo interno troverai i seguenti argomenti:

  1. Content marketing vs branded content: le differenze.
  2. Branded content vs content marketing: come distinguerli.

La pubblicità, nelle sue forme più classiche, ha da tempo perso appeal agli occhi dei consumatori. Il Branded Content Marketing, costituito da contenuti brandizzati (branded content, per l’appunto), è un’efficace strategia per ovviare a questo aspetto. L’importanza di questa modalità di advertising risulta evidente anche rispetto alla nascita di centri di ricerca focalizzati sullo studio del fenomeno e sulla sua evoluzione, come la BCMA (Branded Content Marketing Association) istituita nel 2003. Si tratta di un organismo, analogo all’italiano OBE (Osservatorio Branded Content), che si occupa di studiare i casi di marketing relativi proprio a questo ramo, non sempre di immediata e corretta identificazione.

Content marketing vs branded content: le differenze

Il Branded Content Marketing è una specifica tipologia di marketing focalizzato alla massimizzazione delle performance in termini di obiettivi aziendali in un’epoca in cui le persone, sempre più bombardate dalla pubblicità, non sono più attirate dall’advertising tradizionale. In un simile contesto il branded content marketing può fare la differenza rispetto al modo in cui vengono ideati, confezionati e mostrati i contenuti di un marchio relativamente a prodotti, servizi, esperienze. In diversi casi sembra che la parola “content” sia percepita come una sorta di termine-ombrello sotto al quale si riparano una serie di significati differenti tra di loro, con l’effetto di creare confusione. Content marketing vs branded content: che differenza c’è? Non sono la stessa cosa, ma non è nemmeno corretto affermare, come avviene in alcuni casi, che il primo sia “per l’audience” e il secondo “per il business”. Facciamo un po’ di chiarezza: il content marketing è quel ramo del marketing focalizzato a creare e condividere contenuti fatti di testo e immagini in grado di creare valore intorno ad un marchio o prodotto/servizio. Il suo obiettivo è convertire gli utenti in consumatori, guidandone il processo di acquisto uno dei servizi presenti in una strategia di performance marketing. Il branded content, invece, consiste nel posizionare un prodotto o un marchio all’interno di un format televisivo o digitale, suscitando l’interesse e il coinvolgimento di chi lo guarda o di chi naviga interagisce sul web. Mentre il content marketing è più focalizzato sull’aspetto informativo, il branded content è più orientato sull’aspetto emozionale che punta a creare engagement. E ancora, tra le due branche c’è una differenza di durata: il content marketing si sviluppa secondo una strategia continua,mentre il branded content rientra di solito in campagne di marketing più ampie con un inizio e una fine definiti nel tempo.

Branded content vs content marketing: come distinguerli

Concentriamoci sulla parola “content” che, a livello linguistico, accomuna branded content e content marketing. Di per sé il termine indica un contenuto che spazia dall’articolo di giornale a un post, un video, un podcast, qualcosa che, nell’era di Internet e delle piattaforme digitali, può essere prodotto e diffuso da chiunque. Nell’una e nell’altra strategia di marketing, invece, il content è un vero e proprio prodotto, frutto del lavoro di creativi e analisti, che racconta qualcosa che può interessare, emozionare o aumentare la conoscenza. Non solo. Il branded content marketing dà informazioni su un argomento, intrattiene divertendo, cercando di suscitare empatia. Il branded content ha carattere pubblicitario e intenti promozionali, il content marketing, principalmente informativo, vuole generare traffico virale e aumentare reputazione e autorevolezza di un marchio o un’azienda. Soffermandoci ancora sulla distinzione branded content vs content marketing, per quanto riguarda la differenza delle forme con cui si presentano può essere significativo riportare le definizioni che ne dà Il Content Marketing Institute, ponendo l’accento sull’inversione del focus: mentre il branded content può essere spiegato come “product as content”, il content marketing è identificato come “content as product”.

Se hai un’azienda e vuoi investire in queste tipologie di marketing per migliorare la percezione che i tuoi clienti hanno del tuo marchio, massimizzando le performance del tuo business, una marketing content agency è il professionista che fa al caso tuo: affidati Very Content, Digital Agency di Milano. Vuoi contattarci? 

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