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Quanto costa il restyling di un sito web in wordpress

Il sito web è un biglietto da visita, lo strumento attraverso cui attrarre, persuadere e convertire, generando nuovi contatti e rafforzando la fidelizzazione di quelli che già ti conoscono.

Se stai valutando il restyling del sito web in wordpress e vuoi sapere quanto ti può costare, ecco alcuni spunti e alcune ragioni per cui conviene investire in questa direzione, affidandoti a esperti del settore ti consigliamo di visitare anche la pagina del nostro sito che parla di Realizzazione siti web o realizzazione ecommerce e chiedere un preventivo. All’interno di questo articolo verranno approfonditi i seguenti argomenti:

Perchè rifare un sito in WordPress

Sempre più spesso, al giorno d’oggi, vengono fatti diversi interventi per rinfrescare e aggiornare i siti web.  Ti sei mai chiesto perché molte aziende hanno bisogno del restyling del sito web in WordPress? È un’operazione che può essere necessaria da vari punti di vista. Ti basti pensare che, secondo quanto emerge da diversi studi, a causa dei browser che si aggiornano costantemente e dei nuovi sistemi di programmazione sviluppati, il ciclo di vita massimo di un sito web sia di tre anni.

Dunque il restyling del sito web in WordPress serve perché, rispetto alla sua nascita, la tecnologia può aver fatto diversi passi in avanti, in certi casi in modo considerevole, tanto che oggi il tuo sito può risultare vecchio e superato. Il restyling presuppone anche cambiamenti nella grafica, nello stile e nei contenuti, anche in linea con le trasformazioni che può aver sostenuto l’azienda o il brand nell’arco del tempo. Ricorda anche che l’ottimizzazione SEO (Search Engine Optimization) viene penalizzata dalla mancanza di aggiornamenti, infatti Google tende a premiare quei siti che sono tecnologicamente al passo con le tendenze di mercato. Questo è anche uno dei motivi principali per cui proponiamo con successo il nostro servizio di article marketing per alimentare la sezione blog del sito e crescere attraverso la SEO come posizionamento sui motori di ricerca

Restyling sito web in WordPressRestyling sito web in WordPress

Restyling grafico o cambio dei contenuti

Oggi, grazie a moderni CMS (Content Management System) come, per l’appunto, WordPress è possibile modificare e gestire i contenuti anche senza avere conoscenze tecniche di programmazione web. È l’ideale per avere un sito dinamico, che consenta di interagire con gli utenti attraverso l’inserimento di plugin. Da che cosa bisogna partire quando si decide di effettuare un restyling del sito web in WordPress? Un primo step in quest’ambito è il cambiamento della grafica. Layout poco accattivanti, colori che non rappresentano la corporate o la brand identity, font illeggibili, sono alcuni esempi che possono rendere necessario il restyling grafico o un cambio di contenuti o entrambi. Non è necessario dover sempre ripartire da zero. A volte è opportuno solo rinnovare lo stile, rendendolo più moderno e innovativo, lavorando su font, colori, sfondi, icone e la formattazione testi potrebbe svecchiare il sito web e renderlo più accattivante e di maggiore appeal agli occhi dei visitatori. Le nuove tendenze del web design tendono a valorizzare il minimalismo e la semplicità.

Restyling sito web in WordPress

Rifare un sito su wordpress

Quando e come si può capire che è arrivato il momento di un restyling del sito web in WordPress? I tuoi contatti non sono aumentati da quando hai creato il tuo sito? I tuoi competitor offrono servizi online che invece tu non proponi ai consumatori? Non hai ancora una sezione e-commerce o quella presente non registra incrementi significativi nelle vendite? Ecco alcune buone ragioni per pensare di rifare un sito su wordpress, ovviamente dopo un’attenta analisi da parte di specialisti di settore che rilevino tutte le principali criticità e ti propongano delle soluzioni “chiavi in mano”, come appunto il restyling del sito. Quest’ultima è un’operazione che, affinché abbia i riscontri desiderati, va inserita all’interno di precise strategie di ottimizzazione seo e di content strategy. Il tuo sito web non è un canale isolato, ma deve rientrare in una visione integrata che ti permetta di rimanere costantemente in contatto con la clientela e di interagire con essa, offrendo veri e propri percorsi guidati all’utente.

Restyling sito web in WordPress

Quanto costa il restyling di un sito wordpress

L’arrivo sul mercato di dispositivi mobili come tablet e smartphone ha incentivato ulteriormente interventi come quello di un restyling di un sito web in wordpress per catturare l’attenzione dei visitatori anche se non sono al computer ma utilizzano un altro supporto tecnologico.

Se stai valutando di fare un utile investimento e ti stai chiedendo quanto costa realizzare un sito internet, sappi che molto dipende dalla base di partenza.

La cifra sarà differente a seconda che si tratti di dover rifare da zero il sito oppure solo implementare nuove funzioni e aggiornalo, se era già stato realizzato in WordPress. Dipende se si tratta di un sito semplice, una landing page, o se è più articolato, strutturato in diverse pagine e sezioni.

In ogni caso ricorda anche che una soluzione utile ed efficace che può venirti proposta non si limita a un rinnovamento della veste estetica del sito, ma punta a migliorare vari elementi: caratteristiche tecniche (velocità di caricamento, usabilità), funzionali (posizionamento, content management) e informative (testi e organizzazione dei contenuti). Le variabili da considerare per avere una stima precisa sono molte.

in ogni caso stima pure un costo per il restyling del sito web che può variare da 1.000 € a massimo 3.000 €

Se invece vuoi solo modificare alcune pagine puoi scoprire i pacchetti di assistenza e manutenzione del sito

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Pubblicità su TikTok: i vantaggi del Social Media del momento

È sotto gli occhi di tutti come negli ultimi anni il Social Media percentualmente più in crescita sia senza dubbio TikTok, che ad agosto è diventata l’app social più scaricata al mondo con 63 milioni di installazioni in un mese superando colossi come Instagram e Facebook.

Tik Tok è il fenomeno del momento che, conquistando letteralmente la Generazione Z, ha rivoluzionato il concetto di video content marketing: nata come applicazione per registrare, editare e condividere brevi video amatoriali, combina il formato video con la possibilità di produrre user generated content aumentando il coinvolgimento degli utenti.

È notizia di qualche giorno fa la scelta da parte di TikTok di estendere la durata massima dei video da 3 a 10 minuti, con l’intento di permettere alle persone di esprimere senza freni di alcun tipo tutto il loro potenziale creativo. L’effetto che il brand si auspica di innescare con questa decisione strategica è anche quello di migliorare la propria posizione competitiva rispetto a YouTube, rivolgendosi a un pubblico più ampio e aumentando il tempo di coinvolgimento complessivo all’interno dell’app.

Di pari passo alla crescita della piattaforma, anche la pubblicità su Tik Tok sta crescendo alla stessa velocità: ogni giorno, infatti, aumenta sempre più esponenzialmente la mole di inserzionisti che decidono di sponsorizzare i propri annunci su questo social media. Un dato che non lascia affatto sorpresi, se si considera che nella piattaforma sono attivi all’incirca 800 milioni di utenti ogni mese.

Fare pubblicità su TikTok: tutti i vantaggi

I dati relativi al trend di TikTok parlano chiaro e diventa perciò quasi scontato che siano sempre di più le aziende che decidono di inserire delle campagne pensate appositamente per TikTok all’interno della propria strategia di Social Media Communication e più in generale nella gestione performance marketing

Viene spontaneo chiedersi, a questo punto, se fare pubblicità su TikTok sia davvero conveniente per le aziende: purchè il brand, il prodotto o il servizio sponsorizzati siano in linea con il target che popola questa piattaforma, la risposta è decisamente sì. TikTok è un canale eccellente per fare pubblicità dal momento che non è ancora saturo e offre un miglior rapporto qualità-prezzo: sebbene i prezzi relativi agli Ads risultino superiori a quelli di altri social come Facebook e Instagram, in quanto contrariamente a questi ultimi il budget minimo spendibile su TikTok è di 20$ al giorno, l’efficacia media della pubblicità è superiore. La formula magica del suo successo risiede nell’immediatezza dei contenuti, motivo per cui uno dei vantaggi più importanti insito nel comunicare su questo canale è costituito dalla maggiore facilità di generare engagement nel target rispetto ai Social Media tradizionali.

Un altro dato interessante, infine, riguarda l’età media della “popolazione” che abita questa piattaforma: sebbene la maggioranza abbia meno di 30 anni, l’età media si sta alzando e questo significa che in prospettiva questo canale potrà essere utilizzato per proporre sponsorizzazioni dirette ad ogni fascia di età.

TikTok Ads: i diversi formati per fare pubblicità su TikTok

Dopo aver chiarito i vantaggi che dovrebbero spingere le aziende a prendere in considerazione l’idea di fare pubblicità su TikTok per integrare la propria strategia di Social Media Communication, è arrivato il momento di passare in rassegna i diversi formati pubblicitari offerti dalla piattaforma. 

Il primo formato da menzionare riguarda i cosiddetti “in-feed native video”, brevi video che vengono visualizzati nella sezione “Per Te” dell’app e che consentono di inserire un link per condurre l’utente in una landing page esterna. Nella sezione “Per Te” gli utenti trovano una selezione di video coerenti con i propri interessi, proposti da un “motore di suggerimento” che individua i contenuti che hanno maggior probabilità di rientrare tra gli interessi di ciascun utente.

Il secondo formato attraverso cui è possibile veicolare una sponsorizzazione è il “Brand takeover”: consistente in un annuncio pubblicitario inserito nel flusso di video di TikTok, con possibilità di inserire un link connesso a una landing page esterna, questo formato pubblicitario ha la peculiarità di essere concesso ad un solo brand al giorno. 

Una novità in termini di formati è costituita poi dalle “challenge”, delle vere e proprie sfide che le aziende possono lanciare e monitorare attraverso uno specifico hashtag: questo formato si dimostra molto coinvolgente, invogliando gli utenti a generare contenuti con l’effetto positivo per l’azienda di generare Brand Awareness. 

Infine, così come avviene anche su Instagram, vi è la possibilità di realizzare “maschere personalizzate” che gli utenti possono utilizzare nella produzione dei propri contenuti.Sei venuto a conoscenza delle straordinarie possibilità offerte dal Social Media del momento e stai pensando di affidarti a un’agenzia per sponsorizzare la tua azienda e i tuoi prodotti o servizi su TikTok? Sei nel posto giusto: visita il nostro la sezione social media management e come crescere sui social

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Whatsapp Marketing: che cos’è, come funziona e come creare un chatbot per il Customer Care

Hai mai ricevuto un messaggio su Whatsapp da un’azienda e ti sei chiesto come fosse possibile? Bene, sei nel posto giusto per trovare una risposta. Benvenuto nell’entusiasmante mondo del Whatsapp Marketing, dove puoi trasformare le chat in un potente strumento di connessione con i tuoi clienti.

Whatsapp, infatti, non è più solo un’app per messaggi tra amici: è una potente piattaforma di marketing. Con oltre 2 miliardi di utenti attivi mensili in tutto il mondo, Whatsapp offre un’enorme opportunità per le aziende di entrare in contatto con il proprio pubblico in modo immediato e personale. Ma, essendo una strategia così diretta e intrusiva, bisogna implementarla nel modo giusto. Nel corso di questo articolo, esploreremo le migliori pratiche e le strategie vincenti per utilizzare Whatsapp come canale di marketing efficace. In particolare, toccheremo i seguenti argomenti:

Fondamenti di Whatsapp Marketing

Fare marketing su Whatsapp è una strategia che sfrutta l’app di messaggistica istantanea più diffusa al mondo per connettersi con i clienti. Le aziende utilizzano questo canale per inviare messaggi promozionali, offerte speciali e per adempiere ad alcune funzioni di Customer Service.

Ma quali sono i vantaggi e le opportunità offerte dal Whatsapp Marketing?

  • Comunicazione istantanea: Whatsapp offre una comunicazione istantanea e diretta con i clienti. I messaggi sono consegnati quasi istantaneamente, consentendo alle aziende di raggiungere il loro pubblico in tempo reale;
  • Personalizzazione: Puoi personalizzare i messaggi in base alle preferenze e ai comportamenti dei tuoi clienti, creando un’esperienza più rilevante e coinvolgente.
  • Basso Costo: rispetto ad altre forme di marketing, il Whatsapp Marketing può essere molto economico, soprattutto se utilizzato in modo strategico.
  • Feedback Istantaneo: I clienti possono scrivere in modo diretto all’azienda se hanno dubbi, domande o problemi, consentendole un Supporto Clienti rapido, chiaro e innovativo.

Noi di Very Content quando passiamo alla realizzazione un sito web o durante lo sviluppo di un ecommerce suggeriamo ai clienti l’inserimento di Whatsapp Business come chat per interagire con gli utenti

Inoltre, i numeri parlano chiaro. Le statistiche e i trend mostrano chiaramente l’efficacia di fare Marketing su Whatsapp. Le aziende che utilizzano Whatsapp, infatti, hanno riscontrato un aumento dell’engagement, una maggiore fedeltà dei clienti e un aumento delle conversioni.

Il futuro del Customer Service:  Whatsapp come chat per i siti

Come accennavamo, supportare i clienti utilizzando un canale diretto e innovativo come Whatsapp è indubbiamente il futuro del Customer Care. Ma esiste un modo per evitare di dover rispondere manualmente a tutti i clienti che necessitano supporto: i Chatbot. Scopriamo cosa sono e come si usano!

I chatbot su Whatsapp sono programmi informatici progettati per simulare una conversazione umana. Possono rispondere automaticamente ai messaggi dei clienti e guidarli attraverso una varietà di compiti, dalla risoluzione dei problemi all’assistenza all’acquisto di prodotti. Funzionano attraverso un’interfaccia di messaggistica istantanea, proprio come una chat tra persone reali.

L’uso dei chatbot su Whatsapp per il customer service offre numerosi vantaggi sia per le aziende che per i clienti:

  • Disponibilità 24/7: i chatbot sono sempre disponibili, 24 ore al giorno e 7 giorni alla settimana, per rispondere alle domande dei clienti, eliminando le snervanti attese che tutti conosciamo;
  • Risposte immediate: i chatbot forniscono risposte immediate e accurate, migliorando l’efficienza del customer service;
  • Risparmio di tempo e costi: essi riducono la necessità di personale umano per rispondere a domande frequenti, consentendo alle aziende di risparmiare tempo e denaro.

Come creare un Chatbot su Whatsapp per l’assistenza ai clienti

Ora che hai una solida comprensione dei chatbot su Whatsapp, è tempo di imparare come crearne uno per la tua azienda. Ecco cosa devi fare:

  1. Definizione degli obiettivi: prima di tutto, devi chiarire quali obiettivi vuoi raggiungere con il tuo chatbot. Deve essere progettato per risolvere specifici problemi o compiti, come rispondere alle domande frequenti, raccogliere dati dai clienti o automatizzare alcuni processi;
  2. Scelta di un’API o di una piattaforma: puoi scegliere tra diverse API e piattaforme di chatbot che supportano Whatsapp. Alcune delle opzioni più popolari includono Twilio, WhatsApp Business API e Trengo. Valuta attentamente le caratteristiche e le tariffe di ciascuna opzione per trovare quella più adatta alle tue esigenze;
  3. Progettazione del flusso di conversazione: crea un flusso conversazionale logico e intuitivo per il tuo chatbot. Pianifica come risponderà alle domande dei clienti e come guiderà gli utenti attraverso i processi;
  4. Sviluppo e Programmazione: è necessario programmare il chatbot per rispondere in modo appropriato alle interazioni degli utenti. Questo potrebbe richiedere conoscenze di programmazione o l’aiuto di uno sviluppatore ma, con le piattaforme innovati al giorno d’oggi, non dovrebbe essere necessario.

In definitiva, fare Whatsapp Marketing utilizzando questa strategia per fare Customer Care permetterà alla tua azienda di distinguersi notevolmente dai suoi competitor e avere quel plus che indirizza i clienti verso di lei.

Vuoi avere maggiori informazioni su come implementare una strategia di Whatsapp Marketing? Contattaci ora!

Saremo Very Content-i di trovare la soluzione più adatta alle tue esigenze.

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Content Marketing digital marketing

Guida al Digital Storytelling: significato, esempi e applicazioni nel Branding Aziendale

Bentornati amanti del Digital Marketing! Oggi ci immergeremo nel mondo del Digital Storytelling e scopriremo perché è diventato il cuore pulsante delle strategie di Marketing e Branding aziendale. Che tu sia un esperto del settore o un curioso alla ricerca di nuove idee, questa guida ti fornirà delle basi solide per comprendere il potere delle narrazioni digitali.

Tra Digital Storytelling, Visual Storytelling e Brand Storytelling, in questo articolo toccheremo i seguenti argomenti:

Pronto? Partiamo subito!

Che cos’è il Digital Storytelling e qual è il suo significato?

Il Digital Storytelling è molto più di una semplice buzzword nel mondo del marketing moderno. È il cuore pulsante di ogni campagna di successo. Ma qual è il suo vero significato? In parole semplici:

Il Digital Storytelling è l’arte di comunicare la tua storia aziendale in modo coinvolgente e autentico, utilizzando strumenti digitali come video, immagini e testi su piattaforme online.

Immagina di essere al centro di una conversazione avvincente con il tuo pubblico, un dialogo che crea un legame profondo tra la tua azienda e i clienti. Ecco dove entra in gioco il Digital Storytelling. È il mezzo attraverso cui puoi trasformae i concetti aziendali astratti in narrazioni tangibili e coinvolgenti. Perciò, non sorprende che sia diventato un pilastro fondamentale nella comunicazione aziendale e nel mondo del marketing.

Le basi per un Digital Storytelling di successo

Ecco alcune fondamentali dritte per aiutarti a creare narrazioni digitali coinvolgenti:

  1. Conosci il tuo pubblico: prima di iniziare a raccontare, devi conoscere a chi ti stai rivolgendo. Comprendere le esigenze, i desideri e gli interessi del tuo pubblico ti permetterà di creare storie efficaci;
  2. Definisci il tuo obiettivo: chiarisci cosa desideri ottenere con la tua storia. Vuoi promuovere un prodotto, condividere la tua missione aziendale o coinvolgere il pubblico? L’obiettivo finale deve guidare la tua narrazione;
  3. Sii autentico: il pubblico apprezza la sincerità. Sii autentico nelle tue storie, condividi le sfide e le vittorie dell’azienda in modo onesto;
  4. Struttura la tua storia: ogni buona storia ha un inizio, uno sviluppo e una conclusione. Organizza la tua narrazione in modo coerente e logico per mantenere il pubblico coinvolto dall’inizio alla fine;
  5. Utilizza visual coinvolgenti: video, immagini di alta qualità e grafiche accattivanti possono migliorare notevolmente la tua narrazione. Assicurati che i tuoi visual siano allineati con il messaggio che vuoi trasmettere;
  6. Crea suspense: una buona storia tiene il pubblico col fiato sospeso. Mantieni alta l’attenzione e spingi i tuoi lettori/spettatori a voler scoprire cosa succederà dopo;
  7. Call to Action (CTA): alla fine della storia, guida il pubblico su cosa fare dopo. Che si tratti di visitare il tuo sito web, iscriversi a una newsletter o condividere una storia, una CTA chiara può portare a risultati concreti;
  8. Misure di successo: monitora le metriche di engagement per valutare l’efficacia della tua storia. Questo ti permetterà di apportare miglioramenti continui e di adattare le tue strategie.

Alcuni esempi di Digital Storytelling di successo

La teoria è importante, ma l’ispirazione viene spesso dalla pratica. Ecco perché è così importante esaminare alcune storie di successo nel mondo del Digital Storytelling. Questi casi concreti mostrano come alcune aziende abbiano abbracciato appieno l’arte della narrazione digitale, ottenendo risultati straordinari.

1. Airbnb e la Community globale:

Airbnb ha creato un legame unico tra i suoi utenti attraverso il Digital Storytelling. Presenta storie di viaggiatori provenienti da tutto il mondo, mettendo in evidenza le loro esperienze autentiche e condividendo emozioni e avventure. Questo avvicina il pubblico a una vasta comunità globale di host e viaggiatori. Le tecniche chiave includono:

  • Video coinvolgenti: Airbnb utilizza video ben realizzati che catturano l’essenza di un’esperienza di viaggio. Questi video spesso si concentrano su un aspetto unico della destinazione o della cultura, trasmettendo empatia e interesse.
  • Testimonianze autentiche: le storie di host e viaggiatori sono autentiche e personali. Airbnb trasmette l’autenticità attraverso le parole dei suoi utenti anziché attraverso annunci pubblicitari;

2. Red Bull e l’Estremo:

Red Bull ha fatto del Digital Storytelling un’arte nel raccontare storie di atleti estremi e avventure adrenaliniche. Queste storie connettono il pubblico con l’energia e l’entusiasmo che il marchio rappresenta. Le strategie chiave includono:

  • Video di alta qualità: Red Bull è noto per la produzione di video di alta qualità che catturano le acrobazie mozzafiato degli atleti estremi. Questi video creano una forte empatia con il pubblico, facendolo sentire coinvolto nella narrazione;
  • Live streaming: l’azienda utilizza spesso il live streaming per portare gli spettatori più vicino alle emozioni del momento. Questo crea un senso di partecipazione diretta e immedesimazione.

3. Coca-Cola e la condivisione di gioia:

“Share a Coke” di Coca-Cola è un esempio straordinario di come il Digital Storytelling possa coinvolgere il pubblico in modo creativo. La campagna ha coinvolto i consumatori consentendo loro di personalizzare le etichette delle bottiglie con i propri nomi. Le chiavi del successo includono:

  • Coinvolgimento del pubblico: la campagna ha coinvolto direttamente i consumatori, incoraggiandoli a cercare le bottiglie con i propri nomi o quelli dei loro amici. Questo ha generato una notevole partecipazione e tantissime condivisioni sui social media;
  • Condivisione di emozioni positive: Coca-Cola si è concentrata sulla condivisione di gioia e felicità, creando un legame emotivo con il suo pubblico. Le storie di persone che condividono momenti speciali bevendo Coca-Cola hanno reso il marchio parte di esperienze felici.

Questi esempi dimostrano come il Digital Storytelling possa essere un potente strumento per stimolare il pubblico, generare empatia e costruire un legame emotivo tra il brand e i consumatori.

Che cos’è il Visual Storytelling?

Il Visual Storytelling è una branca affascinante del Digital Storytelling che fa un uso intensivo di immagini, video e grafiche per comunicare storie in modo coinvolgente. Nel contesto dell’era digitale, il Visual Storytelling è diventato un mezzo potente per catturare l’attenzione di un pubblico sempre più visivamente orientato e distratto.

Nel Visual Storytelling le immagini diventano il mezzo principale per trasmettere un messaggio o una storia. Queste immagini possono essere fotografie, illustrazioni, infografiche o video. La sua forza risiede nella capacità di catturare emozioni e trasmettere concetti complessi attraverso visual che parlano direttamente al cuore e alla mente del pubblico. Con l’attenzione sempre più frammentata degli utenti online, offre un modo efficace per attirare e trattenere l’attenzione.

Esempi di visual storytelling in diversi contesti aziendali

Diverse aziende hanno sfruttato con successo il Visual Storytelling in vari contesti. Ad esempio, un’azienda di moda potrebbe utilizzare video di alta qualità per presentare la sua ultima collezione, mostrando i dettagli dei tessuti e i modelli che indossano i capi in contesti reali. Un’agenzia di viaggi potrebbe condividere immagini suggestive dei luoghi esotici in cui offre esperienze indimenticabili. Persino un’azienda tecnologica potrebbe utilizzare infografiche per semplificare concetti complessi e rendere più accessibile l’informazione tecnica.

Che ne pensi?

Vuoi dare vita ad una strategia di Digital Storytelling ma non hai idee e non sai da dove partire? Nessun problema: ci siamo qui noi!

Contattaci per ricevere una prima consulenza gratuita, saremo Very Content-i di trovare la soluzione più adeguata alla tue esigenze.

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Siti web

Come misurare, ottimizzare e aumentare la velocità di un sito web?

Hai mai abbandonato un sito web perchè ci metteva troppo a caricare? Probabilmente sì. La velocità di un sito web, infatti, è un fattore di fondamentale importanza nell’era digitale in cui viviamo. Ma come si misura la velocità di un sito web? Come si fa ad aumentarne la velocità e a ridurre i tempi di caricamento?

In questo aticolo ti accompagneremo nel mondo affascinante ma spesso sottovalutato dell’ottimizzazione delle prestazioni del tuo sito web. Infatti, toccheremo i seguenti argomenti:

Pronto? Partiamo subito!

Perchè è importante la velocità di un sito web?

La risposta è più semplice di quanto credi. Immagina di dover cercare informazioni su un determinato argomento: fai la tua ricerca su Google, clicchi su uno dei primi risultati della SERP e la pagina ci mette tra i 5 e 10 secondi per caricarsi. Qual è la tua reazione? Semplice: chiudi la pagina ancora prima che possa aprirsi e, spazientato, clicchi su un altro risultato.

Ecco spiegato perchè è così importante la velocità di un sito web. Inoltre, statistiche spietate dimostrano che la lentezza del sito web può portare all’abbassamento del traffico, a tassi di conversione più bassi e persino alla perdita di utenti fedeli. E non è finita qui: i motori di ricerca come Google considerano la velocità del sito web come un fattore di posizionamento. Questo significa che, se un sito è lento, potrebbe scivolare verso il basso nelle pagine dei risultati di ricerca, rendendo più difficile che i potenziali clienti lo trovino.

Test della velocità di un sito: come misurarla?

Ma come sapere se un sito web è abbastanza veloce? Devi misurare la sua velocità per poi, in caso, migliorarla.

Ecco come farlo:

  1. Strumenti di misurazione: esistono diversi strumenti affidabili che puoi utilizzare per misurare la velocità di un sito web. Alcuni dei più popolari includono Google PageSpeed Insights, GTmetrix e Pingdom. Ognuno di questi strumenti offre un’analisi dettagliata delle prestazioni del tuo sito e fornisce punteggi e metriche che ti aiutano a comprendere quanto sia veloce o lento;
  2. Interpretazione dei risultati: una volta ottenuti i risultati delle misurazioni, è essenziale saperli interpretare. Gli strumenti di misurazione ti forniranno dati su diversi aspetti delle prestazioni del tuo sito, come il tempo di caricamento della pagina e molto altro. Imparare a leggere e comprendere questi dati ti permetterà di individuare i punti critici che richiedono ottimizzazione;
  3. Benchmarking con la concorrenza: ricorda, non sei da solo nel mondo digitale. È fondamentale conoscere la concorrenza e capire se il tuo sito è più lento rispetto ai competitor. Utilizza gli stessi strumenti di misurazione per analizzare i siti web dei tuoi rivali. Questo ti darà una visione chiara di dove ti posizioni rispetto agli altri nel tuo settore.

Come ottimizzare le prestazioni e aumentare la velocità di un sito web?

Una volta che hai misurato la velocità del tuo sito web, è giunto il momento di mettersi al lavoro per ottimizzarla. Ecco alcune strategie chiave per migliorarne le prestazioni e aumentarne la velocità:

  1. Ottimizzazione delle immagini: le immagini possono rappresentare una parte significativa dei file di un sito web. Ridurre le dimensioni delle immagini senza compromettere la qualità è, perciò, essenziale. Puoi farlo utilizzando software di ottimizzazione delle immagini o utilizzando formati più efficienti come WebP;
  2. Compressione e Caching: La compressione dei file e l’utilizzo del caching possono drasticamente migliorare la velocità di caricamento delle pagine. La compressione riduce le dimensioni dei file trasferiti tra il server e il browser, mentre il caching memorizza temporaneamente le risorse del sito sul dispositivo dell’utente, permettendo un accesso più veloce;
  3. Minificazione dei file CSS e JavaScript: Rimuovere spazi vuoti, commenti e linee inutili dai file CSS e JavaScript, una pratica conosciuta come minificazione, può ridurre notevolmente le dimensioni dei file, accelerando il caricamento delle pagine;
  4. Utilizzo di Content Delivery Network (CDN): un CDN è un network di server distribuiti in tutto il mondo. L’utilizzo di un CDN può migliorare la velocità del tuo sito web distribuendo le risorse (come immagini e script) attraverso server geograficamente vicini agli utenti, riducendo così il tempo di caricamento;
  5. Riduzione del numero di richieste HTTP: ogni richiesta HTTP per un elemento del sito web aggiunge tempo al caricamento della pagina. Ridurre il numero di richieste, ad esempio combinando file CSS e JavaScript o utilizzando font e icone leggere, può accelerarne notevolmente il caricamento;
  6. Ottimizzazione del codice HTML e CSS: assicurati che il tuo codice HTML e CSS sia efficiente e privo di elementi superflui. Rimuovi o sostituisci plugin o script obsoleti e riduci al minimo l’uso di codice inline.

Queste sono solo alcune delle tante strategie che si possono adottare per ottimizzare le prestazioni di un sito web. Va detto, però, che ogni sito è un caso a sè e, per questo motivo, conviene sempre affidarsi a degli esperti.

Noi di Very Content siamo specializzati nel design dei siti internet nella e nell’ottimizzazione e nella realizzazione dei siti web! Contattaci subito per evitre di perdere potenziali clienti!

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Linkbuilding SEO: che cos’è e come farla al meglio?

Bentornato amante del Digital Marketing! Oggi torniamo a parlare di SEO e, in particolare, dell’attività di Linkbuilding SEO per scoprire che cos’è e quali sono le linee guida per farla al meglio.

Potrebbe sembrare un termine tecnico ma, in realtà, è un’attività abbastanza semplice che ogni Brand dovrebbe prendere in considerazione per migliorare la propria Brand Reputation online.

In questo articolo, perciò, toccheremo i seguenti argomenti:

Cos’è la Linkbuilding SEO e a cosa serve?

Quando si parla di linkbuilding, si fa riferimento a quell’attività SEO che ha come obiettivo quello di aumentare i link in ingresso verso il tuo sito web. In altre parole si tratta di fare in modo che blog, riviste online, magazine di settore autorevoli citino il tuo sito tramite link diretti, chiamati backlink.

Ma a che cosa serve la linkbuilding e perchè è importante per la SEO?

Intraprendere l’attività di linkbuilding è fondamentale per aumentare l’autorevolezza del proprio sito web. Google, come tutti i motori di ricerca, infatti, utilizza la qualità dei backlink come importante fattore di ranking. Semplificando per chi non è avvezzo al mondo del web o del digital marketing, fare in modo che siti web rinomati e autorevoli (come importanti testate giornalistiche o famosi magazine online di settore) citino il tuo sito utilizzando un link su delle parole chiave specifiche aumenta la considerazione che l’algoritmo di Google ha del tuo sito.

In questo modo, avrà più possibilità di posizionarsi tra i primi risultati nei motori di ricerca quando gli utenti ricercheranno le parole chiave per cui è posizionato.

Tipologie di linkbuilding: On-site e Off-site

Prima di passare alle Best Practice per fare Linkbuilding, è bene soffermarsi sulle due tipologie di linkbuilding esistenti e sulle loro differenze: Linkbuilding On-site e Linkbuilding Off-site.

Hai mai notato che spesso all’interno degli articoli di blog online ci sono delle parole scritte con un diverso colore e che funzionano da link?

Ecco, la LinkBuilding On-site è proprio questo: creare dei collegamenti ipertestuali (interlink) all’interno del proprio sito che rimandino ad altre pagine interne come articoli del blog (scopri il nostro servizio di Article Marketing), prodotti all’interno dell’ecommerce ecc.

Quest’attività è importante per due fattori: il primo riguarda la User Experience dell’utente che, cliccando sul link e trovando un contenuto coerente e interessante, potrebbe esserne gratificato; il secondo riguarda il tempo di permanenza dello stesso utente che, invece che leggere l’articolo e uscire, potrebbe approfondire le sue ricerche e rimanere più tempo sul sito dimostrando agli occhi di Google che si tratta di una fonte seria, autorevole e genuina.

La Link-building Off-site, invece, è ciò di cui parlavamo nel primo paragrafo di questo articolo: fare in modo che siti autorevoli citino il tuo sito utilzzando backlink su parole chiave specifiche

Ora che abbiamo compreso che cos’è e quali sono le sue tipologie, vediamo quali sono le Beast Practice per fare Link-building SEO!

Consigli e strategie per fare Linkbuilding SEO

Se questo argomento ti interessa e vuoi iniziare a fare linkbuilding sul tuo sito, ti consigliamo di contattarci! Nel frattempo, però, puoi dare un’occhiata a queste linee guida per avere una prima panoramica di come si fa linkbuilding:

  • Identificazione delle Opportunità di Link Building

Il punto di partenza per una campagna di link building di successo è l’identificazione delle opportunità. Ciò significa individuare siti web pertinenti e autorevoli nel tuo settore che potrebbero essere interessati a collegarsi al tuo sito. È fondamentale cercare siti web con autorità, reputazione e una base di utenti simile al tuo target.

  • Scelta delle parole chiave

La scelta delle parole chiave giuste da utilizzare come Anchor Text (testo in cui verrà inserito il link) è fondamentale. Utilizzare le parole chiave più rilevanti e coerenti nei tuoi link massimizzerà il loro valore e la conseguente rilevanza.

  • Guest Posting e Collaborazioni

Il Guest Posting è una delle tattiche più comuni nella link building. Si tratta dell’acquisto di articoli di qualità da pubblicare su altri siti web del tuo settore, al cui interno ci sia un backlink al tuo sito. È un’opportunità unica per dimostrare la tua competenza e ottenere link da fonti autorevoli. Inoltre, bisogna considerare la possibilità di collaborare con altri professionisti del tuo settore per creare contenuti congiunti o costruire relazioni che possono portare a futuri link.

In conclusione, la link building è una pratica fondamentale nell’ottimizzazione SEO, ma richiede pianificazione e attenzione ai dettagli. Per essere sicuro di farla al meglio, non devi far altro che affidarti a Very Content! Richiedi subito un preventivo per crescere subito su Google

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Qual è la differenza tra Funnel e Flywheel nel Digital Marketing?

Nell’era moderna, il marketing digitale ha assunto un ruolo fondamentale per le aziende di ogni settore. Con l’avvento delle tecnologie digitali e la crescente presenza online dei consumatori, l’efficacia delle strategie di marketing tradizionali è stata messa in discussione. In questo contesto, sono emersi due approcci distinti e innovativi: il Funnel e il Flywheel di Marketing.

Il concetto di Funnel rappresenta un modello consolidato nel marketing, basato su un processo lineare che guida i potenziali clienti attraverso diverse fasi, dal momento in cui scoprono un prodotto o servizio fino all’acquisto finale. Questo approccio si focalizza sulla generazione di lead e sulla conversione di clienti, con particolare attenzione alle singole transazioni.

Dall’altro lato, il concetto di Flywheel è una prospettiva più recente e orientata al cliente. Questo approccio mira a creare una spinta costante e virtuosa attorno al cliente, focalizzandosi sull’esperienza del cliente stesso e sulla soddisfazione a lungo termine. L’obiettivo principale del Flywheel è quello di generare forza attraverso l’attrazione, il coinvolgimento e la fidelizzazione dei clienti.

In questo articolo, esploreremo approfonditamente le differenze tra i due approcci e analizzeremo le loro applicazioni nel contesto del marketing digitale attuale. Scopriremo quale approccio potrebbe essere più adatto alle esigenze delle aziende in un mondo sempre più digitalizzato e competitivo.

Toccheremo, perciò, i seguenti argomenti:

Che cos’è e come funziona il Funnel Marketing?

Il Funnel è un concetto centrale nel Marketing Digitale, rappresentando un modello strategico che guida i potenziali clienti attraverso un percorso ben definito. Esso rappresenta una metafora visiva che illustra come i consumatori si spostano attraverso diverse fasi, dall’essere consapevoli di un prodotto o servizio fino all’azione finale di acquisto. Le tappe tipiche del funnel includono:

  • la fase di consapevolezza, in cui i potenziali clienti vengono introdotti al marchio;
  • la fase di interesse, dove dimostrano un maggiore coinvolgimento;
  • la fase di decisione, dove valutano le opzioni disponibili;
  • la fase di azione, dove avviene l’effettivo acquisto.

Durante ogni fase del Funnel, vengono utilizzate diverse strategie per coinvolgere e convertire i potenziali clienti. Le campagne ADS, per esempio, sono uno degli strumenti principali per aumentare la consapevolezza del marchio, raggiungendo una vasta audience online. L’Email Marketing è un altro elemento cruciale nel Funnel, permettendo di comunicare in modo personalizzato e diretto con i Lead, mantenendoli informati e costruendo una relazione di fiducia.

Tuttavia, il Funnel presenta sia vantaggi che svantaggi. Tra i vantaggi, vi è la sua struttura ben definita, che consente di misurare e ottimizzare le performance in ogni fase del processo. Inoltre, si concentra sulle conversioni, aiutando a identificare i punti critici in cui i potenziali clienti abbandonano il percorso di acquisto. D’altro canto, il Funnel può risultare troppo lineare e focalizzato esclusivamente sulla conversione a breve termine, trascurando la fidelizzazione a lungo termine dei clienti. Inoltre, può non riflettere completamente l’esperienza complessiva del cliente, poiché si concentra maggiormente sulla generazione di Lead piuttosto che sulla soddisfazione del cliente dopo l’acquisto.

Che cos’è la Flywheel e come funziona nel Digital Marketing?

Il Flywheel è un’innovativa prospettiva nel marketing digitale che mette al centro il cliente, creando un ciclo virtuoso di crescita continua. A differenza del funnel, che si concentra sulla conversione dei potenziali clienti, il flywheel mira a mantenere costante il momentum attorno al cliente, puntando sull’esperienza e sulla soddisfazione a lungo termine. Esso si basa su tre elementi chiave: Attrazione, Coinvolgimento e Delizia.

  1. Fase di Attrazione. La prima fase coinvolge gli utenti sconosciuti tramite la creazione di contenuti di valore e l’uso di strategie di Inbound Marketing per catturarne l’attenzione. Questo può avvenire attraverso blog, video, social network e altre forme di contenuti che rispondano alle esigenze e ai desideri del pubblico di riferimento.
  2. Fase di Coinvolgimento. La seconda fase si concentra sull’interazione e sulla costruzione di relazioni durature con i clienti. Il customer service diventa un elemento chiave, fornendo supporto e assistenza personalizzata per soddisfare le necessità dei clienti, accrescendo la loro fedeltà e coinvolgimento con il marchio;
  3. Fase di Delizia. La terza e ultima fase è focalizzata sulla creazione di esperienze positive e memorabili per i clienti. Qui entrano in gioco referenze e testimonianze dei clienti soddisfatti, che diventano potenti strumenti di promozione per attrarre nuovi clienti.

A differenza del Funnel, il Flywheel pone una maggiore enfasi sulla soddisfazione del cliente e sulla creazione di un rapporto a lungo termine con la clientela. L’obiettivo è quello di generare un effetto a cascata, in cui la soddisfazione dei clienti li spinge a condividere esperienze positive con altri, generando così nuovi potenziali clienti.

Tra i vantaggi del flywheel nel marketing digitale, troviamo una maggiore enfasi sulla creazione di relazioni a lungo termine con i clienti, il che può portare a una maggiore fedeltà e a una migliore reputazione del brand. Tuttavia, il flywheel richiede tempo e sforzi costanti per mantenere il momentum e potrebbe essere meno adatto a modelli di business a ciclo breve o con necessità di conversione immediata.

Funnel vs Flywheel: un confronto

Vediamo ora un confronto diretto tra questi due approcci nel marketing digitale. Una delle principali differenze tra i due è la prospettiva del cliente e la gestione del suo ciclo di vita.

Il Funnel si concentra principalmente sulla conversione dei potenziali clienti in clienti effettivi, con una visione più transazionale del rapporto con il cliente. L’obiettivo principale è spingere i clienti attraverso il processo di acquisto, mettendo l’accento sulla generazione di lead e sulle conversioni a breve termine.

D’altra parte, il Flywheel pone l’attenzione sulla soddisfazione del cliente e sulla creazione di relazioni durature con essi. L’approccio è orientato a un ciclo continuo di attrazzione, coinvolgimento e delizia dei clienti, con l’obiettivo di generare un passaparola positivo e fidelizzare i clienti a lungo termine.

L’adattabilità dei due approcci varia a seconda delle tipologie dei business e dei settori. Il Funnel può essere particolarmente efficace per prodotti o servizi con un ciclo di vendita breve e per obiettivi di marketing a breve termine. D’altra parte, il Flywheel è più indicato per aziende che puntano alla creazione di relazioni solide con la clientela, come nel caso di business basati sulla fiducia, sulla fidelizzazione e sulla creazione di una community attiva di clienti.

Tuttavia, non è necessario scegliere uno dei due approcci in modo esclusivo. In realtà, il Funnel e il Flywheel possono coesistere o essere integrati all’interno della stessa strategia. Ad esempio, si può utilizzare il Funnel per acquisire nuovi clienti, mentre il fFywheel per mantenere un rapporto di lungo termine con i clienti esistenti. In questo modo, si può trarre vantaggio dai punti di forza di entrambi gli approcci e ottenere una strategia di marketing completa ed efficace.

Se sei interessato a scoprire qual è l’approccio più adeguato per la tua azienda, contattaci! Saremo Very Content-i di trovare la soluzione e la strategia che si adatta maggiormente al tuo business.

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Dati sensibili e dati personali: cosa sono e qual è la differenza?

Quante volte hai sentito la frase “i dati sono il nuovo petrolio“? Probabilmente molte. Nella Digital Era in cui ci troviamo, infatti, i dati sono una delle risorse più preziose per un’azienda che voglia emergere e avere successo nel proprio settore. Spesso, inoltre, si sente parlare di dati sensibili e dati personali e si fa un po’ di confusione nel definire che cosa sono e quali sono le loro differenze.

Proprio per questo motivo, in questo articolo cercheremo di dare una risposta alle seguenti domande:

Partiamo subito!

Che cosa si intende con dati personali e quali sono?

I dati personali comprendono tutte quelle informazioni che identificano una persona o la rendono identificabile. Ogni volta che lasci il tuo nome, indirizzo, email o persino il tuo numero di telefono da qualche parte online, stai condividendo i tuoi dati personali. Ma non solo! Anche le foto, le preferenze di navigazione e i like sui social media rientrano in questa categoria.

Il Garante della Privacy, suddivide in due principali categorie i dati personali:

  • Dati che permettono l’identificazione diretta, come i dati anagrafici (nome, cognome ecc.) e le immagini;
  • Dati che permettono l’identificazione indiretta, come i numeri di identificazione (codice fiscale, indirizzo IP, numero di targa ecc.)

Inoltre, specifica che con lo sviluppo delle nuove tecnologie digitali, stanno diventando sempre più importanti i dati relativi alle comunicazioni via internet o telefono e i dati che consentono di geolocalizzare un utente.

Che cosa sono e quali sono i dati sensibili?

I dati sensibili sono quei dati che rivelano aspetti intimi della tua vita, come le tue informazioni mediche, le tue convinzioni religiose, le tue preferenze riguardo l’orientamento sessuale e molto altro ancora. Questi dati sono così delicati perché possono svelare dettagli intimi e personali che dovrebbero essere trattati con la massima riservatezza.

Il GDPR (che più avanti scopriremo in cosa consiste) identifica come sensibili tutti i seguenti dati:

  • l’origine razziale o etnica;
  • le opinioni politiche, le convinzioni religiose o filosofiche;
  • l’appartenenza sindacale;
  • i dati genetici e i dati biometrici
  • i dati relativi alla salute, alla vita sessuale o all’orientamento sessuale.

Il rischio associato alla divulgazione di dati sensibili è notevole. Se questi dati finiscono nelle mani sbagliate o vengono utilizzati impropriamente, possono causare gravi conseguenze per la tua privacy e la tua sicurezza. La divulgazione di dati sensibili può portare a discriminazioni, violazioni della privacy, e persino potenziali danni alla tua reputazione.

È fondamentale comprendere l’importanza di proteggere i dati sensibili e prestare attenzione a come vengono gestiti e condivisi. La consapevolezza della sensibilità di questi dati è il primo passo per assicurarti di mantenere il controllo sulla tua privacy e garantire che le informazioni personali più intime siano al sicuro.

Qual è la differenza tra dati sensibili e dati personali?

Una volta compresa la definizione di dati personali e dati sensibili, è bene fare chiarezza su quali sono le loro differenze.

La principale differenza risiede nella loro natura. I dati sensibili, infatti, si differenziano da quelli personali per il loro grado di intimità e, conseguentemente, perchè se trattati in modo non consono alle leggi, potrebbero dare luogo a discriminazioni razziali, di genere o di qualunque altro tipo.

Quali sono le normative che tutelano i Dati Personali e i Dati Sensibili?

Proteggere i dati personali e sensibili è un compito che coinvolge istituzioni, leggi e normative a livello internazionale. Tra le principali norme a tutela della privacy troviamo il GDPR (General Data Protection Regulation) in Europa e il CCPA (California Consumer Privacy Act) negli Stati Uniti.

Il GDPR è una legge chiave nell’Unione Europea che stabilisce regole rigide sulla raccolta, l’elaborazione e la conservazione dei dati personali. Essa conferisce agli utenti il controllo sulle proprie informazioni e richiede alle organizzazioni di adottare misure di sicurezza per proteggere i dati dei cittadini dell’UE.

Analogamente, il CCPA negli USA è stato introdotto per garantire una maggiore trasparenza e protezione dei dati personali degli utenti residenti nello stato. Essa concede ai cittadini il diritto di conoscere quali informazioni vengono raccolte e di negare la condivisione dei propri dati con terze parti.

In conclusione, le normative a tutela dei dati personali e sensibili sono fondamentali per garantire una gestione responsabile e sicura delle informazioni. Il rispetto di queste leggi è una responsabilità che coinvolge sia le organizzazioni che noi stessi come utenti, per assicurare la protezione dei nostri dati in un mondo digitale sempre più interconnesso.

Per essere sicuro che la tua azienda stia rispettando tutte le norme vigenti in tema di protezione dei dati personali e sensibili, contattaci! La nostra esperienze ti permetterà di dormire sonni tranquilli e di non aver mai a che fare con sanzione e problematiche.

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KPI Digital Marketing: cosa sono e quali conviene prendere in considerazione?

Nel mondo sempre più digitale in cui le aziende operano oggi, misurare e valutare l’efficacia delle proprie iniziative di marketing è diventato essenziale per ottenere risultati tangibili e migliorare costantemente le strategie. In questo articolo, esploreremo in dettaglio le principali metriche e i KPI utilizzati nel Digital Marketing, mettendo in luce l’importanza di una valutazione accurata e mirata delle performance.

Il Digital Marketing offre alle aziende una vasta gamma di strumenti e canali per raggiungere il proprio pubblico di riferimento, coinvolgerlo e convertirlo in cliente. Tuttavia, per ottenere risultati significativi, è fondamentale valutare attentamente l’impatto delle proprie azioni. Le metriche e i KPI forniscono un quadro chiaro delle performance delle strategie di marketing, consentendo alle aziende di prendere decisioni informate e di ottimizzare le proprie attività.

In questo articolo, esploreremo una varietà di metriche e KPI utilizzati nel contesto del Digital Marketing. Toccheremo i seguenti argomenti:

Definizione di metriche e KPI nel Digital Marketing:

Nel contesto del marketing digitale, le metriche e i KPI (Key Performance Indicators) sono strumenti fondamentali per misurare l’efficacia delle strategie di marketing e valutare il raggiungimento degli obiettivi aziendali. Le metriche rappresentano i dati quantitativi che misurano specifici aspetti delle attività di marketing, come il numero di visite al sito web, la durata media delle sessioni o il tasso di conversione. D’altra parte, i KPI sono le metriche chiave che vengono selezionate in base all’importanza strategica per l’azienda e che indicano il successo o il fallimento delle attività di marketing.

Ogni azienda ha obiettivi e priorità diversi, pertanto è importante identificare quali misure sono rilevanti per il proprio contesto aziendale. Ad esempio, se l’obiettivo principale è aumentare la consapevolezza che il pubblico ha del marchio, metriche come Impression e Reach sui social media potrebbero essere più rilevanti. D’altra parte, se l’obiettivo è generare lead di alta qualità, le metriche come il Tasso di Conversione e il Valore Medio degli Ordini possono essere più significative.

Metriche e KPI per valutare il traffico e l’audience

Le metriche di traffico del sito web forniscono informazioni preziose sul numero e l’andamento delle visite al tuo sito. Alcune delle metriche chiave includono:

  • il numero totale di visite,
  • le pagine viste
  • il tempo medio trascorso sul sito.

Le metriche di audience, d’altra parte, sono orientate a fornire informazioni sul pubblico che visita il tuo sito web. Queste metriche includono:

  • il numero di utenti unici;
  • la frequenza delle visite;
  • la durata media della sessione.

Analizzando attentamente queste metriche, potrai identificare gli aspetti del tuo sito web che attirano il maggior interesse, nonché eventuali aree di miglioramento. Ad esempio, se le visite al sito sono elevate, ma il tempo medio sulla pagina è basso, potrebbe essere necessario esaminare la qualità e la rilevanza dei contenuti offerto.

Metriche e KPI per misurare le conversioni e la Lead generation

Le metriche di conversione sono essenziali per valutare l’efficacia delle tue strategie di marketing nel generare azioni desiderate, come acquisti, iscrizioni o download. Alcune delle metriche di conversione comuni includono:

  • il Tasso di Conversione, che misura il rapporto tra il numero di azioni desiderate e il numero totale di visite o impressioni;
  • il Tasso di Abbandono del carrello, che indica quanti utenti lasciano il carrello senza completare l’acquisto;
  • il Valore Medio degli Ordini, che calcola la spesa media dei clienti.

Queste metriche sono di fondamentale importanza per valutare l’efficacia delle strategie di conversione e di acquisizione clienti. Le metriche di conversione ti permettono di comprendere quanto efficacemente stai convertendo il traffico in azioni desiderate, identificando eventuali punti deboli o aree di miglioramento nel processo di conversione. Le metriche di lead generation, invece, ti aiutano a misurare la qualità e il potenziale di conversione dei lead generati, offrendo informazioni sulla tua capacità di attrarre e coinvolgere potenziali clienti interessati.

Metriche di engagement sui Social Media

Le metriche di engagement sono fondamentali per valutare l’interazione e l’interesse del pubblico sui canali social. Queste metriche riflettono l’efficacia delle tue strategie di social media marketing nel coinvolgere e stimolare il pubblico. Alcune delle metriche di engagement comuni includono:

  • i like;
  • i commenti;
  • le condivisioni;
  • l’interazione complessiva con i tuoi contenuti sui social media.

I like indicano l’apprezzamento del pubblico per i tuoi contenuti, mentre i commenti offrono l’opportunità di interagire direttamente con gli utenti e creare conversazioni. Le condivisioni indicano che i tuoi contenuti sono ritenuti interessanti o rilevanti al punto da essere condivisi con i propri amici o consocenti.

Oltre alle metriche di engagement, è importante misurare il Reach e le Impression dei tuoi contenuti. Il Reach indica quanti utenti sono stati esposti ai tuoi contenuti, mentre le Impression misurano quante volte i tuoi contenuti sono stati visualizzati complessivamente. Queste metriche sono cruciali per valutare l’efficacia della tua presenza sui social media e per comprendere l’entità dell’audience raggiunta.

Se stai cercando dei professionisti a cui affidare la tua comunicazione digitale, contattaci! Da sempre riteniamo che un approccio Data-driven (ovvero basato sui dati e quindi su metriche e KPI) sia l’unico modo per dimostrare concretamente il ruolo strategico delle nostre attività di Marketing.

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Outbound e Inbound Marketing: qual è la differenza?

Nel mondo in continua evoluzione del Digital Marketing, è cruciale comprendere le diverse tattiche disponibili per creare una strategia di successo. Se ti sei mai chiesto quale sia il modo migliore per coinvolgere il tuo pubblico di riferimento e ottenere risultati duraturi, sei nel posto giusto. L’Outbound Marketing e l’Inbound Marketing rappresentano due approcci distinti per raggiungere il tuo pubblico e promuovere il tuo marchio.

Mentre l’Outbound Marketing si concentra sulla promozione attiva attraverso mezzi tradizionali come la pubblicità televisiva, la posta diretta e le chiamate telefoniche, l’Inbound Marketing si basa sull’attrazione dei potenziali clienti attraverso la creazione di contenuti rilevanti e coinvolgenti. Entrambi gli approcci hanno i loro punti di forza e le loro peculiarità e in questo articolo esploreremo le differenze chiave tra di essi.

Toccheremo i seguenti argomenti:

Che cos’è l’Outbound Marketing?

L’Outbound Marketing, spesso definito anche come marketing tradizionale o push marketing, è un approccio di marketing in cui le aziende cercano di raggiungere il loro pubblico attraverso un’azione di promozione diretta. Questo approccio si basa sull’iniziativa dell’azienda nel raggiungere potenziali clienti e interromperli con messaggi promozionali, con l’obiettivo di generare interesse e vendite.

Le caratteristiche principali dell’Outbound Marketing includono una comunicazione unidirezionale, in cui l’azienda trasmette messaggi di marketing ai consumatori senza una reale interazione, e l’uso di mezzi di comunicazione di massa per raggiungere un vasto pubblico. Gli esempi di canali e tattiche utilizzate nell’Outbound Marketing includono:

  • spot televisivi;
  • annunci radiofonici;
  • annunci stampa;
  • volantini;
  • chiamate telefoniche.

L’Outbound Marketing si basa sulla speranza di catturare l’attenzione e generare interesse nel pubblico di massa attraverso una comunicazione invadente. Tuttavia, con l’aumento del numero di annunci pubblicitari e la crescente diffidenza dei consumatori, le aziende stanno sempre più esplorando approcci di marketing più sottili ed efficaci, come l’Inbound Marketing.

Che cos’è l’Inbound Marketing?

L’Inbound Marketing è un approccio di marketing che si concentra sulla creazione di contenuti rilevanti e di valore per attrarre e coinvolgere il pubblico di riferimento in modo naturale. A differenza dell’Outbound Marketing, l’Inbound Marketing si basa sulla creazione di un ambiente in cui i potenziali clienti vengono attratti verso il marchio e le sue offerte attraverso il valore dei contenuti offerti.

Le caratteristiche principali dell’Inbound Marketing includono una comunicazione bidirezionale, in cui viene incoraggiato un dialogo tra l’azienda e il pubblico, e un focus sulla creazione di relazioni e fiducia con i potenziali clienti. L’Inbound Marketing si basa su strategie come la produzione di contenuti informativi e utili, l’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO), il Social Media Marketing e il Content Marketing.

Gli esempi di canali e tattiche utilizzate nell’Inbound Marketing includono:

  • la creazione di blog aziendali;
  • l’uso delle piattaforme dei social media per la condivisione di contenuti;
  • la produzione di video educativi o tutorial;
  • l’invio di newsletter informative;
  • l’offerta di e-book o guide scaricabili;
  • l’implementazione di strategie SEO per ottenere una maggiore visibilità sui motori di ricerca.

L’Inbound Marketing si basa sulla filosofia di attrarre e coinvolgere il pubblico attraverso contenuti di qualità, creando una connessione duratura con il marchio. Questo approccio mette l’accento sulla creazione di relazioni a lungo termine e sulla generazione di fiducia, portando i potenziali clienti a convertirsi in modo più organico e spontaneo.

Qual è la differenza tra Inbound e Outbound Marketing?

Ci sono diverse differenze fondamentali tra l’Outbound Marketing e l’Inbound Marketing, che riflettono approcci e risultati diversi. Ecco le principali:

  1. Approccio e mindset: l’Outbound Marketing si basa sull’approccio di interruzione, cercando di intercettare l’attenzione del pubblico in modo invadente e forzato. D’altra parte, l’Inbound Marketing adotta un approccio di attrazione, cercando di attirare il pubblico attraverso contenuti di valore e offerte pertinenti. L’Inbound Marketing si focalizza sulla creazione di un rapporto di fiducia e di interesse genuino con il pubblico;
  2. Comunicazione unidirezionale vs bidirezionale: l’Outbound Marketing si basa su una comunicazione unidirezionale, in cui l’azienda trasmette messaggi promozionali al pubblico senza una reale interazione. L’Inbound Marketing, invece, promuove una comunicazione bidirezionale, incoraggiando il dialogo e l’interazione con il pubblico. Questo permette all’azienda di comprendere meglio i bisogni dei potenziali clienti e di fornire una risposta personalizzata;
  3. Target di massa vs target specifico: l’Outbound Marketing tende a rivolgersi a un vasto pubblico di massa, cercando di raggiungere il maggior numero possibile di persone. Al contrario, l’Inbound Marketing si concentra su un target specifico e interessato, cercando di attrarre i potenziali clienti che hanno già dimostrato un interesse verso il settore o il prodotto dell’azienda. Ciò consente di generare lead di qualità e di migliorare la probabilità di conversione;
  4. KPI, impressioni vs conversioni: nell’Outbound Marketing, le misure di successo sono spesso basate sulle impressioni, come il numero di visualizzazioni di un annuncio o il reach ottenuto. Nel contesto dell’Inbound Marketing, le misure di successo sono orientate alle interazioni e alle conversioni effettive, come i click sulle CTA (call-to-action), le iscrizioni alle newsletter, i download di contenuti o le vendite generate. Queste misure evidenziano l’impatto reale dell’Inbound Marketing sulla generazione di lead qualificati e di risultati tangibili.

Se non sai quale strategia sia più adatta al tuo business o alle tue esigenze, contattaci! Insieme troveremo la soluzione perfetta per migliorare le performance della tua azienda!

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