Categorie
Content Marketing digital marketing

Guida al Digital Storytelling: significato, esempi e applicazioni nel Branding Aziendale

Bentornati amanti del Digital Marketing! Oggi ci immergeremo nel mondo del Digital Storytelling e scopriremo perché è diventato il cuore pulsante delle strategie di Marketing e Branding aziendale. Che tu sia un esperto del settore o un curioso alla ricerca di nuove idee, questa guida ti fornirà delle basi solide per comprendere il potere delle narrazioni digitali.

Tra Digital Storytelling, Visual Storytelling e Brand Storytelling, in questo articolo toccheremo i seguenti argomenti:

Pronto? Partiamo subito!

Che cos’è il Digital Storytelling e qual è il suo significato?

Il Digital Storytelling è molto più di una semplice buzzword nel mondo del marketing moderno. È il cuore pulsante di ogni campagna di successo. Ma qual è il suo vero significato? In parole semplici:

Il Digital Storytelling è l’arte di comunicare la tua storia aziendale in modo coinvolgente e autentico, utilizzando strumenti digitali come video, immagini e testi su piattaforme online.

Immagina di essere al centro di una conversazione avvincente con il tuo pubblico, un dialogo che crea un legame profondo tra la tua azienda e i clienti. Ecco dove entra in gioco il Digital Storytelling. È il mezzo attraverso cui puoi trasformae i concetti aziendali astratti in narrazioni tangibili e coinvolgenti. Perciò, non sorprende che sia diventato un pilastro fondamentale nella comunicazione aziendale e nel mondo del marketing.

Le basi per un Digital Storytelling di successo

Ecco alcune fondamentali dritte per aiutarti a creare narrazioni digitali coinvolgenti:

  1. Conosci il tuo pubblico: prima di iniziare a raccontare, devi conoscere a chi ti stai rivolgendo. Comprendere le esigenze, i desideri e gli interessi del tuo pubblico ti permetterà di creare storie efficaci;
  2. Definisci il tuo obiettivo: chiarisci cosa desideri ottenere con la tua storia. Vuoi promuovere un prodotto, condividere la tua missione aziendale o coinvolgere il pubblico? L’obiettivo finale deve guidare la tua narrazione;
  3. Sii autentico: il pubblico apprezza la sincerità. Sii autentico nelle tue storie, condividi le sfide e le vittorie dell’azienda in modo onesto;
  4. Struttura la tua storia: ogni buona storia ha un inizio, uno sviluppo e una conclusione. Organizza la tua narrazione in modo coerente e logico per mantenere il pubblico coinvolto dall’inizio alla fine;
  5. Utilizza visual coinvolgenti: video, immagini di alta qualità e grafiche accattivanti possono migliorare notevolmente la tua narrazione. Assicurati che i tuoi visual siano allineati con il messaggio che vuoi trasmettere;
  6. Crea suspense: una buona storia tiene il pubblico col fiato sospeso. Mantieni alta l’attenzione e spingi i tuoi lettori/spettatori a voler scoprire cosa succederà dopo;
  7. Call to Action (CTA): alla fine della storia, guida il pubblico su cosa fare dopo. Che si tratti di visitare il tuo sito web, iscriversi a una newsletter o condividere una storia, una CTA chiara può portare a risultati concreti;
  8. Misure di successo: monitora le metriche di engagement per valutare l’efficacia della tua storia. Questo ti permetterà di apportare miglioramenti continui e di adattare le tue strategie.

Alcuni esempi di Digital Storytelling di successo

La teoria è importante, ma l’ispirazione viene spesso dalla pratica. Ecco perché è così importante esaminare alcune storie di successo nel mondo del Digital Storytelling. Questi casi concreti mostrano come alcune aziende abbiano abbracciato appieno l’arte della narrazione digitale, ottenendo risultati straordinari.

1. Airbnb e la Community globale:

Airbnb ha creato un legame unico tra i suoi utenti attraverso il Digital Storytelling. Presenta storie di viaggiatori provenienti da tutto il mondo, mettendo in evidenza le loro esperienze autentiche e condividendo emozioni e avventure. Questo avvicina il pubblico a una vasta comunità globale di host e viaggiatori. Le tecniche chiave includono:

  • Video coinvolgenti: Airbnb utilizza video ben realizzati che catturano l’essenza di un’esperienza di viaggio. Questi video spesso si concentrano su un aspetto unico della destinazione o della cultura, trasmettendo empatia e interesse.
  • Testimonianze autentiche: le storie di host e viaggiatori sono autentiche e personali. Airbnb trasmette l’autenticità attraverso le parole dei suoi utenti anziché attraverso annunci pubblicitari;

2. Red Bull e l’Estremo:

Red Bull ha fatto del Digital Storytelling un’arte nel raccontare storie di atleti estremi e avventure adrenaliniche. Queste storie connettono il pubblico con l’energia e l’entusiasmo che il marchio rappresenta. Le strategie chiave includono:

  • Video di alta qualità: Red Bull è noto per la produzione di video di alta qualità che catturano le acrobazie mozzafiato degli atleti estremi. Questi video creano una forte empatia con il pubblico, facendolo sentire coinvolto nella narrazione;
  • Live streaming: l’azienda utilizza spesso il live streaming per portare gli spettatori più vicino alle emozioni del momento. Questo crea un senso di partecipazione diretta e immedesimazione.

3. Coca-Cola e la condivisione di gioia:

“Share a Coke” di Coca-Cola è un esempio straordinario di come il Digital Storytelling possa coinvolgere il pubblico in modo creativo. La campagna ha coinvolto i consumatori consentendo loro di personalizzare le etichette delle bottiglie con i propri nomi. Le chiavi del successo includono:

  • Coinvolgimento del pubblico: la campagna ha coinvolto direttamente i consumatori, incoraggiandoli a cercare le bottiglie con i propri nomi o quelli dei loro amici. Questo ha generato una notevole partecipazione e tantissime condivisioni sui social media;
  • Condivisione di emozioni positive: Coca-Cola si è concentrata sulla condivisione di gioia e felicità, creando un legame emotivo con il suo pubblico. Le storie di persone che condividono momenti speciali bevendo Coca-Cola hanno reso il marchio parte di esperienze felici.

Questi esempi dimostrano come il Digital Storytelling possa essere un potente strumento per stimolare il pubblico, generare empatia e costruire un legame emotivo tra il brand e i consumatori.

Che cos’è il Visual Storytelling?

Il Visual Storytelling è una branca affascinante del Digital Storytelling che fa un uso intensivo di immagini, video e grafiche per comunicare storie in modo coinvolgente. Nel contesto dell’era digitale, il Visual Storytelling è diventato un mezzo potente per catturare l’attenzione di un pubblico sempre più visivamente orientato e distratto.

Nel Visual Storytelling le immagini diventano il mezzo principale per trasmettere un messaggio o una storia. Queste immagini possono essere fotografie, illustrazioni, infografiche o video. La sua forza risiede nella capacità di catturare emozioni e trasmettere concetti complessi attraverso visual che parlano direttamente al cuore e alla mente del pubblico. Con l’attenzione sempre più frammentata degli utenti online, offre un modo efficace per attirare e trattenere l’attenzione.

Esempi di visual storytelling in diversi contesti aziendali

Diverse aziende hanno sfruttato con successo il Visual Storytelling in vari contesti. Ad esempio, un’azienda di moda potrebbe utilizzare video di alta qualità per presentare la sua ultima collezione, mostrando i dettagli dei tessuti e i modelli che indossano i capi in contesti reali. Un’agenzia di viaggi potrebbe condividere immagini suggestive dei luoghi esotici in cui offre esperienze indimenticabili. Persino un’azienda tecnologica potrebbe utilizzare infografiche per semplificare concetti complessi e rendere più accessibile l’informazione tecnica.

Che ne pensi?

Vuoi dare vita ad una strategia di Digital Storytelling ma non hai idee e non sai da dove partire? Nessun problema: ci siamo qui noi!

Contattaci per ricevere una prima consulenza gratuita, saremo Very Content-i di trovare la soluzione più adeguata alla tue esigenze.

Categorie
Siti web

Come misurare, ottimizzare e aumentare la velocità di un sito web?

Hai mai abbandonato un sito web perchè ci metteva troppo a caricare? Probabilmente sì. La velocità di un sito web, infatti, è un fattore di fondamentale importanza nell’era digitale in cui viviamo. Ma come si misura la velocità di un sito web? Come si fa ad aumentarne la velocità e a ridurre i tempi di caricamento?

In questo aticolo ti accompagneremo nel mondo affascinante ma spesso sottovalutato dell’ottimizzazione delle prestazioni del tuo sito web. Infatti, toccheremo i seguenti argomenti:

Pronto? Partiamo subito!

Perchè è importante la velocità di un sito web?

La risposta è più semplice di quanto credi. Immagina di dover cercare informazioni su un determinato argomento: fai la tua ricerca su Google, clicchi su uno dei primi risultati della SERP e la pagina ci mette tra i 5 e 10 secondi per caricarsi. Qual è la tua reazione? Semplice: chiudi la pagina ancora prima che possa aprirsi e, spazientato, clicchi su un altro risultato.

Ecco spiegato perchè è così importante la velocità di un sito web. Inoltre, statistiche spietate dimostrano che la lentezza del sito web può portare all’abbassamento del traffico, a tassi di conversione più bassi e persino alla perdita di utenti fedeli. E non è finita qui: i motori di ricerca come Google considerano la velocità del sito web come un fattore di posizionamento. Questo significa che, se un sito è lento, potrebbe scivolare verso il basso nelle pagine dei risultati di ricerca, rendendo più difficile che i potenziali clienti lo trovino.

Test della velocità di un sito: come misurarla?

Ma come sapere se un sito web è abbastanza veloce? Devi misurare la sua velocità per poi, in caso, migliorarla.

Ecco come farlo:

  1. Strumenti di misurazione: esistono diversi strumenti affidabili che puoi utilizzare per misurare la velocità di un sito web. Alcuni dei più popolari includono Google PageSpeed Insights, GTmetrix e Pingdom. Ognuno di questi strumenti offre un’analisi dettagliata delle prestazioni del tuo sito e fornisce punteggi e metriche che ti aiutano a comprendere quanto sia veloce o lento;
  2. Interpretazione dei risultati: una volta ottenuti i risultati delle misurazioni, è essenziale saperli interpretare. Gli strumenti di misurazione ti forniranno dati su diversi aspetti delle prestazioni del tuo sito, come il tempo di caricamento della pagina e molto altro. Imparare a leggere e comprendere questi dati ti permetterà di individuare i punti critici che richiedono ottimizzazione;
  3. Benchmarking con la concorrenza: ricorda, non sei da solo nel mondo digitale. È fondamentale conoscere la concorrenza e capire se il tuo sito è più lento rispetto ai competitor. Utilizza gli stessi strumenti di misurazione per analizzare i siti web dei tuoi rivali. Questo ti darà una visione chiara di dove ti posizioni rispetto agli altri nel tuo settore.

Come ottimizzare le prestazioni e aumentare la velocità di un sito web?

Una volta che hai misurato la velocità del tuo sito web, è giunto il momento di mettersi al lavoro per ottimizzarla. Ecco alcune strategie chiave per migliorarne le prestazioni e aumentarne la velocità:

  1. Ottimizzazione delle immagini: le immagini possono rappresentare una parte significativa dei file di un sito web. Ridurre le dimensioni delle immagini senza compromettere la qualità è, perciò, essenziale. Puoi farlo utilizzando software di ottimizzazione delle immagini o utilizzando formati più efficienti come WebP;
  2. Compressione e Caching: La compressione dei file e l’utilizzo del caching possono drasticamente migliorare la velocità di caricamento delle pagine. La compressione riduce le dimensioni dei file trasferiti tra il server e il browser, mentre il caching memorizza temporaneamente le risorse del sito sul dispositivo dell’utente, permettendo un accesso più veloce;
  3. Minificazione dei file CSS e JavaScript: Rimuovere spazi vuoti, commenti e linee inutili dai file CSS e JavaScript, una pratica conosciuta come minificazione, può ridurre notevolmente le dimensioni dei file, accelerando il caricamento delle pagine;
  4. Utilizzo di Content Delivery Network (CDN): un CDN è un network di server distribuiti in tutto il mondo. L’utilizzo di un CDN può migliorare la velocità del tuo sito web distribuendo le risorse (come immagini e script) attraverso server geograficamente vicini agli utenti, riducendo così il tempo di caricamento;
  5. Riduzione del numero di richieste HTTP: ogni richiesta HTTP per un elemento del sito web aggiunge tempo al caricamento della pagina. Ridurre il numero di richieste, ad esempio combinando file CSS e JavaScript o utilizzando font e icone leggere, può accelerarne notevolmente il caricamento;
  6. Ottimizzazione del codice HTML e CSS: assicurati che il tuo codice HTML e CSS sia efficiente e privo di elementi superflui. Rimuovi o sostituisci plugin o script obsoleti e riduci al minimo l’uso di codice inline.

Queste sono solo alcune delle tante strategie che si possono adottare per ottimizzare le prestazioni di un sito web. Va detto, però, che ogni sito è un caso a sè e, per questo motivo, conviene sempre affidarsi a degli esperti…

Si dà il caso che noi di Very Content siamo specializzati nella realizzazione e nell’ottimizzazione delle prestazioni dei siti web! Contattaci subito per evitre di perdere potenziali clienti!

Categorie
digital marketing

Linkbuilding SEO: che cos’è e come farla al meglio?

Bentornato amante del Digital Marketing! Oggi torniamo a parlare di SEO e, in particolare, dell’attività di Linkbuilding per scoprire che cos’è e quali sono le linee guida per farla al meglio.

Potrebbe sembrare un termine tecnico ma, in realtà, è un’attività abbastanza semplice che ogni Brand dovrebbe prendere in considerazione per migliorare la propria Brand Reputation online.

In questo articolo, perciò, toccheremo i seguenti argomenti:

Pronto? Partiamo!

Cos’è la Linkbuilding SEO e a cosa serve?

Quando si parla di linkbuilding, si fa riferimento a quell’attività SEO che ha come obiettivo quello di aumentare i link in ingresso verso il tuo sito web. In altre parole si tratta di fare in modo che blog, riviste online, magazine di settore autorevoli citino il tuo sito tramite link diretti, chiamati backlink.

Ma a che cosa serve la linkbuilding e perchè è importante per la SEO?

Intraprendere l’attività di linkbuilding è fondamentale per aumentare l’autorevolezza del proprio sito web. Google, come tutti i motori di ricerca, infatti, utilizza la qualità dei backlink come un importante fattore di ranking. Semplificando per chi non è avvezzo al mondo del web o del digital marketing, fare in modo che siti web rinomati e autorevoli (come importanti testate giornalistiche o famosi magazine online di settore) citino il tuo sito utilizzando un link su delle parole chiave specifiche aumenta la considerazione che l’algoritmo di Google ha del tuo sito.

In questo modo, avrà più possibilità di posizionarsi tra i primi risultati di ricerca quando gli utenti ricercheranno le parole chiave per cui è posizionato.

Tipologie di linkbuilding: On-site e Off-site

Prima di passare alle Best Practice per fare Linkbuilding, è bene soffermarsi sulle due tipologie di linkbuilding esistenti e sulle loro differenze: Linkbuilding On-site e Linkbuilding Off-site.

Hai mai notato che spesso all’interno degli articoli di blog online ci sono delle parole scritte con un diverso colore e che funzionano da link?

Ecco, la LinkBuilding On-site è proprio questo: creare dei collegamenti ipertestuali (interlink) all’interno del proprio sito che rimandino ad altre pagine interne come articoli del blog, prodotti all’interno dell’ecommerce ecc. Quest’attività è importante per due fattori: il primo riguarda la User Experience dell’utente che, cliccando sul link e trovando un contenuto coerente e interessante, potrebbe esserne gratificato; il secondo riguarda il tempo di permanenza dello stesso utente che, invece che leggere l’articolo e uscire, potrebbe approfondire le sue ricerche e rimanere più tempo sul sito dimostrando agli occhi di Google che si tratta di una fonte seria, autorevole e genuina.

La Linkbuilding Off-site, invece, è ciò di cui parlavamo nel primo paragrafo di questo articolo: fare in modo che siti autorevoli citino il tuo sito utilzzando backlink su parole chiave specifiche.

Ora che abbiamo compreso che cos’è e quali sono le sue tipologie, vediamo quali sono le Beast Practice per fare Linkbuilding SEO!

Consigli e strategie per fare Linkbuilding SEO

Se questo argomento ti interessa e vuoi iniziare a fare linkbuilding sul tuo sito, ti consigliamo di contattarci! Nel frattempo, però, puoi dare un’occhiata a queste linee guida per avere una prima panoramica di come si fa linkbuilding:

  • Identificazione delle Opportunità di Link Building

Il punto di partenza per una campagna di link building di successo è l’identificazione delle opportunità. Ciò significa individuare siti web pertinenti e autorevoli nel tuo settore che potrebbero essere interessati a collegarsi al tuo sito. È fondamentale cercare siti web con autorità, reputazione e una base di utenti simile al tuo target.

  • Scelta delle parole chiave

La scelta delle parole chiave giuste da utilizzare come Anchor Text (testo in cui verrà inserito il link) è fondamentale. Utilizzare le parole chiave più rilevanti e coerenti nei tuoi link massimizzerà il loro valore e la conseguente rilevanza.

  • Guest Posting e Collaborazioni

Il Guest Posting è una delle tattiche più comuni nella link building. Si tratta dell’acquisto di articoli di qualità da pubblicare su altri siti web del tuo settore, al cui interno ci sia un backlink al tuo sito. È un’opportunità unica per dimostrare la tua competenza e ottenere link da fonti autorevoli. Inoltre, bisogna considerare la possibilità di collaborare con altri professionisti del tuo settore per creare contenuti congiunti o costruire relazioni che possono portare a futuri link.

In conclusione, la link building è una pratica fondamentale nell’ottimizzazione SEO, ma richiede pianificazione e attenzione ai dettagli. Per essere sicuro di farla al meglio, non devi far altro che affidarti a Very Content!

Contattaci per avere maggiori informazioni.

Categorie
digital marketing

Qual è la differenza tra Funnel e Flywheel nel Digital Marketing?

Nell’era moderna, il marketing digitale ha assunto un ruolo fondamentale per le aziende di ogni settore. Con l’avvento delle tecnologie digitali e la crescente presenza online dei consumatori, l’efficacia delle strategie di marketing tradizionali è stata messa in discussione. In questo contesto, sono emersi due approcci distinti e innovativi: il Funnel e il Flywheel di Marketing.

Il concetto di Funnel rappresenta un modello consolidato nel marketing, basato su un processo lineare che guida i potenziali clienti attraverso diverse fasi, dal momento in cui scoprono un prodotto o servizio fino all’acquisto finale. Questo approccio si focalizza sulla generazione di lead e sulla conversione di clienti, con particolare attenzione alle singole transazioni.

Dall’altro lato, il concetto di Flywheel è una prospettiva più recente e orientata al cliente. Questo approccio mira a creare una spinta costante e virtuosa attorno al cliente, focalizzandosi sull’esperienza del cliente stesso e sulla soddisfazione a lungo termine. L’obiettivo principale del Flywheel è quello di generare forza attraverso l’attrazione, il coinvolgimento e la fidelizzazione dei clienti.

In questo articolo, esploreremo approfonditamente le differenze tra i due approcci e analizzeremo le loro applicazioni nel contesto del marketing digitale attuale. Scopriremo quale approccio potrebbe essere più adatto alle esigenze delle aziende in un mondo sempre più digitalizzato e competitivo.

Toccheremo, perciò, i seguenti argomenti:

Che cos’è e come funziona il Funnel Marketing?

Il Funnel è un concetto centrale nel Marketing Digitale, rappresentando un modello strategico che guida i potenziali clienti attraverso un percorso ben definito. Esso rappresenta una metafora visiva che illustra come i consumatori si spostano attraverso diverse fasi, dall’essere consapevoli di un prodotto o servizio fino all’azione finale di acquisto. Le tappe tipiche del funnel includono:

  • la fase di consapevolezza, in cui i potenziali clienti vengono introdotti al marchio;
  • la fase di interesse, dove dimostrano un maggiore coinvolgimento;
  • la fase di decisione, dove valutano le opzioni disponibili;
  • la fase di azione, dove avviene l’effettivo acquisto.

Durante ogni fase del Funnel, vengono utilizzate diverse strategie per coinvolgere e convertire i potenziali clienti. Le campagne ADS, per esempio, sono uno degli strumenti principali per aumentare la consapevolezza del marchio, raggiungendo una vasta audience online. L’Email Marketing è un altro elemento cruciale nel Funnel, permettendo di comunicare in modo personalizzato e diretto con i Lead, mantenendoli informati e costruendo una relazione di fiducia.

Tuttavia, il Funnel presenta sia vantaggi che svantaggi. Tra i vantaggi, vi è la sua struttura ben definita, che consente di misurare e ottimizzare le performance in ogni fase del processo. Inoltre, si concentra sulle conversioni, aiutando a identificare i punti critici in cui i potenziali clienti abbandonano il percorso di acquisto. D’altro canto, il Funnel può risultare troppo lineare e focalizzato esclusivamente sulla conversione a breve termine, trascurando la fidelizzazione a lungo termine dei clienti. Inoltre, può non riflettere completamente l’esperienza complessiva del cliente, poiché si concentra maggiormente sulla generazione di Lead piuttosto che sulla soddisfazione del cliente dopo l’acquisto.

Che cos’è la Flywheel e come funziona nel Digital Marketing?

Il Flywheel è un’innovativa prospettiva nel marketing digitale che mette al centro il cliente, creando un ciclo virtuoso di crescita continua. A differenza del funnel, che si concentra sulla conversione dei potenziali clienti, il flywheel mira a mantenere costante il momentum attorno al cliente, puntando sull’esperienza e sulla soddisfazione a lungo termine. Esso si basa su tre elementi chiave: Attrazione, Coinvolgimento e Delizia.

  1. Fase di Attrazione. La prima fase coinvolge gli utenti sconosciuti tramite la creazione di contenuti di valore e l’uso di strategie di Inbound Marketing per catturarne l’attenzione. Questo può avvenire attraverso blog, video, social network e altre forme di contenuti che rispondano alle esigenze e ai desideri del pubblico di riferimento.
  2. Fase di Coinvolgimento. La seconda fase si concentra sull’interazione e sulla costruzione di relazioni durature con i clienti. Il customer service diventa un elemento chiave, fornendo supporto e assistenza personalizzata per soddisfare le necessità dei clienti, accrescendo la loro fedeltà e coinvolgimento con il marchio;
  3. Fase di Delizia. La terza e ultima fase è focalizzata sulla creazione di esperienze positive e memorabili per i clienti. Qui entrano in gioco referenze e testimonianze dei clienti soddisfatti, che diventano potenti strumenti di promozione per attrarre nuovi clienti.

A differenza del Funnel, il Flywheel pone una maggiore enfasi sulla soddisfazione del cliente e sulla creazione di un rapporto a lungo termine con la clientela. L’obiettivo è quello di generare un effetto a cascata, in cui la soddisfazione dei clienti li spinge a condividere esperienze positive con altri, generando così nuovi potenziali clienti.

Tra i vantaggi del flywheel nel marketing digitale, troviamo una maggiore enfasi sulla creazione di relazioni a lungo termine con i clienti, il che può portare a una maggiore fedeltà e a una migliore reputazione del brand. Tuttavia, il flywheel richiede tempo e sforzi costanti per mantenere il momentum e potrebbe essere meno adatto a modelli di business a ciclo breve o con necessità di conversione immediata.

Funnel vs Flywheel: un confronto

Vediamo ora un confronto diretto tra questi due approcci nel marketing digitale. Una delle principali differenze tra i due è la prospettiva del cliente e la gestione del suo ciclo di vita.

Il Funnel si concentra principalmente sulla conversione dei potenziali clienti in clienti effettivi, con una visione più transazionale del rapporto con il cliente. L’obiettivo principale è spingere i clienti attraverso il processo di acquisto, mettendo l’accento sulla generazione di lead e sulle conversioni a breve termine.

D’altra parte, il Flywheel pone l’attenzione sulla soddisfazione del cliente e sulla creazione di relazioni durature con essi. L’approccio è orientato a un ciclo continuo di attrazzione, coinvolgimento e delizia dei clienti, con l’obiettivo di generare un passaparola positivo e fidelizzare i clienti a lungo termine.

L’adattabilità dei due approcci varia a seconda delle tipologie dei business e dei settori. Il Funnel può essere particolarmente efficace per prodotti o servizi con un ciclo di vendita breve e per obiettivi di marketing a breve termine. D’altra parte, il Flywheel è più indicato per aziende che puntano alla creazione di relazioni solide con la clientela, come nel caso di business basati sulla fiducia, sulla fidelizzazione e sulla creazione di una community attiva di clienti.

Tuttavia, non è necessario scegliere uno dei due approcci in modo esclusivo. In realtà, il Funnel e il Flywheel possono coesistere o essere integrati all’interno della stessa strategia. Ad esempio, si può utilizzare il Funnel per acquisire nuovi clienti, mentre il fFywheel per mantenere un rapporto di lungo termine con i clienti esistenti. In questo modo, si può trarre vantaggio dai punti di forza di entrambi gli approcci e ottenere una strategia di marketing completa ed efficace.

Se sei interessato a scoprire qual è l’approccio più adeguato per la tua azienda, contattaci! Saremo Very Content-i di trovare la soluzione e la strategia che si adatta maggiormente al tuo business.

Get in touch

Se hai bisogno di ulteriori informazioni, contattaci direttamente tramite il form a lato o vieni a trovarci!