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Campagne Google Local: perchè sono importanti per il tuo business?

Chiunque possieda un’attività basata su uno o più negozi fisici sa quanto sia importante escogitare strategie sempre nuove e accattivanti per allargare la propria clientela abituale, facendosi conoscere e apprezzare anche dai prospect. Nel caso di un’attività fisicamente geolocalizzata, i clienti abituali sono spesso individui che vivono nelle vicinanze o che conoscono il brand e considerano la sua offerta migliore rispetto a quella di eventuali competitor anche più comodi da raggiungere. 

Per ampliare la customer base di un negozio fisico è fondamentale quindi riuscire ad allargare i propri confini, riuscendo a far percepire i punti distintivi e vantaggiosi della propria value proposition anche ai clienti geograficamente più lontani. 

 

Campagne Google Local: cosa sono?

È altrettanto importante, però, saper sfruttare le occasioni che possono manifestarsi quando un cliente si trova nelle vicinanze e sta cercando proprio il tuo prodotto o servizio: per rientrare tra le alternative che prenderà in considerazione nel suo processo decisionale, è fondamentale essere presenti nei canali in cui deciderà di effettuare la sua ricerca. E dove potrebbe decidere di cercare ciò di cui ha bisogno se non sul motore di ricerca più utilizzato al mondo? Un grande supporto in questo senso arriva proprio da Google, che offre agli imprenditori la possibilità di realizzare le cosiddette “campagne locali”.

Le campagne Google Local sono campagne pubblicitarie pay per click con la funzione di promuovere un punto vendita sulla rete di ricerca di Google e su Google Maps, oltre a YouTube e alla rete display, e con l’obiettivo di incrementare le vendite in negozio

 

Come funzionano le campagne Google Local?

Per impostare una campagna Google Local bisogna innanzitutto fornire a Google le informazioni relative alla sede dei punti vendita da promuovere, collegando per esempio il profilo della propria attività. È sufficiente poi impostare il budgetdesiderato per la campagna, scegliere i contenuti creativi per creare l’annuncio e selezionare il raggio geografico entro cui si vuole mostrarlo. Per quanto riguarda i contenuti creativi, fondamentale è la realizzazione di un video da collegare alla campagna in modo da ottimizzare la comunicazione attraverso YouTube e la Rete Display.

Nel momento in cui un potenziale cliente effettua una ricerca relativa alla tua categoria merceologia nella zona geografica che Google Maps riconosce come area della tua sede, il machine learning di Google associa la sua ricerca alla tua attività mostrando l’annuncio pertinente. Perciò chiunque si trovi vicino alla tua sede o abbia manifestato interesse per la stessa, potrebbe vedere il tuo annuncio. 

Riportiamo di seguito un esempio di campagna Google Local realizzata appositamente per un nostro cliente:

 

Campagne Google Local

 

Possiamo osservare come la campagna abbia generato complessivamente 320.151 impression, 1365 clic e 255 conversioni: 238 consistono nella visualizzazione delle indicazioni stradali su Google Maps e 17 sono invece i clic al link correlato al numero di telefono.

 

Le campagne Google Local sono dunque delle campagne pensate per aiutare imprenditori e negozianti a fornire ai prospect le informazioni per aiutarli trovare i propri negozi, promuovendoli sulle proprietà e sulle reti di Google. Una novità che segna un’epoca, rompendo definitivamente il confine tra mondo online e offline: grazie a Google Local è infatti possibile pubblicizzare online un punto vendita con l’obiettivo di massimizzare il valore in negozio, innescando delle azioni offline come, per esempio, la visita al punto vendita da parte dell’utente che ha visualizzato l’annuncio. 

 

Se sei il proprietario di un’attività basata su uno o più punti vendita fisici e sei interessato a sponsorizzarla online per aumentare le visite e le vendite in negozio, affidati a un professionista per gestire la tua digital strategy: visita il nostro sito e contattaci!

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Content Marketing social media

Cos’è e come si costruisce un piano editoriale efficace per i Social Media?

Pubblicare contenuti sui Social, si sa, è una pratica ormai comunemente diffusa nella società attuale. Spesso però, a causa della familiarità che abbiamo con i Social Media e dell’utilizzo quotidiano, si pensa erroneamente che non servano particolari competenze e accorgimenti per comunicare la propria azienda attraverso questi canali. La realtà è però distante da questa teoria.

Un post pubblicato sui Social, infatti, non è mai da intendere come un’azione individuale e circostanziale ma va concepito come parte di un piano strategico più ampio in cui ogni elemento deve essere coerente con gli altri e dirigersi verso un unico obiettivo di comunicazione.

Un piano strategico più ampio che prende il nome di piano editoriale social. Un piano editoriale social può essere definito come un documento strategico e operativo che consente di definire e organizzare tutti i contenuti che andranno pubblicati all’interno della propria strategia di Social Media Marketing: lo scopo è quello di costruire un filo conduttore tra tutti i post, l’identità del brand e i suoi obiettivi di comunicazione (che devono essere a loro volta coerenti con gli obiettivi di business e quelli di marketing). È uno strumento indispensabile per razionalizzare e tenere sotto controllo una grande mole di informazioni, ancor di più nel caso in cui a gestire la comunicazione siano più persone.

Piano editoriale per i Social Media: come si struttura?

Innanzitutto, prima di procedere alla creazione di un piano editoriale social, è necessario avere ben chiaro la Brand Identity dell’azienda che si rappresenta e il suo settore di riferimento: è quindi importante avere piena consapevolezza circa l’azienda per cui si comunica, i suoi valori, la sua storia, gli elementi distintivi della sua value proposition e il suo posizionamento sul mercato rispetto ai competitor. Questi ultimi costituiscono un punto fondamentale nella definizione della propria strategia: chi sono, cosa fanno e come operano sui social media? Utilizzare i competitor come benchmark, ovvero come termine di paragone, non significa assolutamente “copiarli” bensì “monitorarli”. In questo modo è possibile trovare eventuali spunti utili e soprattutto approfondire la comprensione del proprio target, al fine di individuare il giusto punto di leva per la propria comunicazione e differenziarsi.
competitivo e il target, ponendo l’attenzione sugli interessi, le abitudini e i touchpoints(letteralmente “punti d’incontro”) in cui gli individui che ne fanno parte interagiscono con il brand, si può procedere alla definizione dell’obiettivo di comunicazione: generazione di lead, aumento della Brand Awareness o della Brand Reputation, massimizzazione delle conversioni e generazione di traffico al sito web sono alcuni tra gli esempi più comuni.

Definito l’obiettivo, bisogna scegliere i canali social da presidiare in base ai trend in atto ma soprattutto in base ai canali in cui è maggiormente presente il target di riferimento. In questa valutazione, si deve tenere presente che ogni Social Media ha delle specificità formali (immagini, spazio per link o testi, predisposizione a formati audio e video) e delle specifiche modalità di fruizione: conoscere queste peculiarità consente di scegliere la piattaforma giusta e di creare contenuti coerenti con i suoi format oltre che con ciò che gli utenti cercano al suo interno.

Infine, è fondamentale misurarsi con le risorse che si hanno effettivamente a disposizione: i contenuti per la propria strategia di comunicazione social vanno progettati coerentemente con le risorse impiegabili per la sua realizzazione.

Piano editoriale per i Social Media: argomenti e linee narrative. 

Una volta che è stata definita la struttura del piano editoriale social, è il momento di scegliere gli argomenti da trattare per creare engagement (coinvolgimento) nel target: si può scegliere di parlare dei prodotti che compongono la propria offerta commerciale, dei valori che rendono unico il brand o ricorrere a eventuali ricorrenze offerte dal calendario (come le festività, ad esempio) per stimolare l’identificazione nel brand da parte del target. L’identificazione è un punto chiave della strategia di comunicazione perché avvicina il consumatore all’azienda, abbattendo le sue barriere e spianando la strada alla sua fidelizzazione: altre modalità efficaci consistono nel ricorrere ai cosiddetti “mondi condivisi”, facendo leva su interessi e modi di essere che brand e audience condividono, e monitorare gli insight dei post per avere una misura dei diversi livelli di gradimento che suscitano.

Scelti gli argomenti di cui parlare, rimangono da definire solo altri due elementi: visual e copy.

Il visual è il contenuto multimediale scelto (solitamente immagine o video) mentre per copy si intende la parte testuale del post, che a seconda del Social Media scelto varia per lunghezza e tone of voice (stile comunicativo).

Se hai un’azienda e stai pensando di affidare a un professionista strategia e gestione della tua comunicazione social, visita il nostro sito e contattaci!

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